...Emidio Capretta, A. D. di Emi Engineering srl

08/05/2012 4162

Intervista a:
Emidio Capretta
Ingegnere, A. D. di Emi Engineering srl

 

 

 
Il progettista che si occupa di impiantistica è sempre più un Energy manager. In questo momento si parla molto di rinnovabili e poco di risparmio. Cosa ne pensa? Cosa suggerisce?
La figura del progettista termotecnico è molto cambiata negli ultimi anni in quanto l'attenzione al settore degli impianti tecnologici, favorita anche da normative sempre più stringenti e con l'effettiva attenzione da parte delle Amministrazioni affinché tutte le norme tecniche progettuali fossero rispettate, vedi l'obbligo degli impianti con obbligo di progetto. In effetti, fino a qualche anno fa nonostante le leggi (46/90 e successivi aggiornamenti e modifiche) fossero ben chiare, molte amministrazioni non erano curanti di tali obblighi e rilasciavano certificati di agibilità dietro semplice presentazione della dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore, chiaramente parlo degli edifici residenziali.
Quindi durante quel periodo il progettista viveva una situazione di forte imbarazzo normativo che era accentuato man mano che si scendeva verso il sud Italia.
Le normative a supporto riguardanti la certificazione energetica degli edifici, la richiesta del raggiungimento in ambito internazionale da parte dell'Italia degli obiettivi di Kyoto sulla riduzione delle emissioni e tutte le normative comunitarie hanno fatto sì che la figura del termotecnico sia diventata di fondamentale importanza, a tal punto che l'architettura e l'ingegneria civile hanno oggi in effetti bisogno di riscontri effettivi con la parte termotecnica nella stesura di un progetto che rispetti in pieno il quadro normativo.
Quindi le UNI approvate a supporto di tali argomenti hanno reso necessarie attività di Energy manager che hanno in effetti portato a progettare impianti sempre più performanti che permettano di ridurre i consumi di energia primaria. I vari protocolli di certificazione (Itaca, LEED, casa clima, ecc.) hanno indicato in maniera chiara che non si può parlare di semplice impianto ... ma di un sistema edificio impianto che permette di ridurre i consumi allo stretto necessario.
È mia consuetudine dire ai colleghi architetti che il miglior impianto in un edificio è quello che non c'è .... con questo voglio dire che se l'edificio è progettato sfruttando al massimo ciò che la natura può fornire in maniera gratuita all'edificio nelle varie stagioni dell'anno; all'impianto in effetti non resta che dare ciò che manca ... e questo ha dimostrato che il tutto si traduce in impianti di piccola potenza e altamente efficienti.
Purtroppo ancora oggi, sia a livello nazionale che internazionale, ciò non avviene e spesso il lavoro che viene svolto dai tecnici non è quello di progettare con le filosofie sopra esposte, ma di utilizzare stratagemmi che in effetti permettono di raggiungere i parametri normativi senza utilizzare quelle logiche che sono proprie della green economy e che dovrebbero essere proprie degli Energy manager.
L'Energy manager è una figura resa obbligatoria per le pubbliche amministrazioni ed è consuetudine affidare tale incarico a tecnici che in effetti non hanno una competenza specifica e che non riescono in alcun modo a svolgere l'incarico a loro affidato nel modo corretto.
Il tutto è dimostrato dal forte sviluppo delle società ESCO (Energy Service Company) che attraverso attività di riqualificazione energetica degli edifici esistenti riescono ad avere grandi profitti che scaturiscono dalla quota di energia primaria risparmiata.
Con l'avvento della tecnologia fotovoltaica, sono nati molti progettisti di impianti che parlano di rinnovabile, ma che anche questa volta, hanno dimostrato in realtà poca attenzione all'ambiente, intenzionati in effetti a sfruttare un'opportunità economica resa assai interessante dalle tariffe del conto energia.
A nessuno interessa quanto si parli, in termini di riduzione di emissione di CO2, per questi tipi di impianti ......!!
Non credo in effetti in questa intervista di poter dire ciò che realmente penso poiché dovrei additare molti addetti del settore, che in nome del business violentano il Ns. mondo.
Io comunque suggerisco sempre ai miei colleghi di porre maggiore attenzione al tipo di impianto che viene proposto per ogni intervento valutando sistemi di produzione energetica altamente performanti utilizzando i cascami termici e gli apporti energetici gratuiti e, sempre il più possibile, ciò che la natura ci fornisce.

E quali sono le tendenze da un punto di vista tecnologico per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti?
Gli impianti di cogenerazione e trigenerazione in effetti oggi sono le migliori prospettive che la tecnologia moderna mette a disposizione. Quindi gli impianti con fluido vettore acqua sono quelli da prediligere, poiché permettono l'utilizzo di tali sistemi impiantistici. Da non dimenticare i sistemi di solar cooling e raffreddamento adiabatico: ci sono aziende italiane che hanno tecnologie davvero interessanti e che producono risparmi molto consistenti.

La tecnologia italiana su quali livelli qualitativi è posizionata? Dove dovrebbe migliorare?
Io credo che la tecnologia italiana sia molto all'avanguardia a livello mondiale, infatti siamo stati tra i primi paesi al mondo ad applicare leggi sul risparmio energetico ... vedi vecchia legge 373. Quindi il risparmio per Noi Italiani è sempre stato molto importante, visto che il costo energetico è un peso davvero importante sulle tasche degli italiani.
Il problema fondamentale è che il termotecnico spesso non riesce a comunicare nella maniera giusta alla committenza quanto sia importante investire su un impianto altamente performante anche se in effetti il tutto si può tradurre in un costo magari leggermente superiore ad un impianto tradizionale, l'extra costo viene in genere ammortizzato nei primi 12-18 mesi grazie al risparmio energetico che scaturisce dalle varie bollette energetiche e negli anni seguenti quello che era un extra costo diventa un guadagno.
Quindi l'Audit energetica e la diagnosi energetica sono gli strumenti fondamentali che un progettista termotecnico ha per far comprendere alla committenza tali concetti.

Come vi aggiornate? MCE – Mostra Convegno Expocomfort è un'occasione di aggiornamento?
Gli aggiornamenti sono fondamentali. Per un progettista il tutto è stato anche avvalorato dall'obbligo dell'aggiornamento continuo che molti albi professionali hanno reso obbligatorio. Gli aggiornamenti spesso vengono veicolati dalle aziende produttrici leader del mercato impiantistico che investono molto in ricerca e sviluppo che poi trasferiscono ai progettisti attraverso prodotti performanti e tecnicamente ineccepibili.
Io credo che MCE sia sicuramente molto importante poiché è proprio in quella occasione che il mondo del settore impianti si ferma e permette a tutti gli operatori di confrontarsi e fare tavole rotonde sui temi energetici.

I software in ambito impiantistico sono adeguati?
Si ritengo che i software siano adeguati anche se ricordo che è molto importante l'esperienza professionale e la collaborazione, mi rivolgo agli "Apprendisti stregoni" con colleghi più anziani e più esperti.

È indubbio che il principale nemico della professione di progettista nell'impiantistica sia quello dei progetti fotocopia, che abbassano il livello qualitativo e portano la battaglia sulle tariffe a valori non sostenibili. Come è possibile venirne fuori?
La qualità progettuale impiantistica a livello internazionale è davvero molto bassa, questo perché spesso le grandi holding dell'ingegneria sono società di numeri e non di competenze specifiche, ma purtroppo il mercato vuole i numeri ... io comunque mi ritengo un vecchio sarto dell'impiantistica ..., per me ogni progetto è una nuova sfida. I progetti fotocopia sono tipici degli operatori dell'espansione diretta.

Le dimensioni delle studio sono importanti in un sistema in cui in Edilizia ci si interessa sempre di più di riqualificazione energetica? Fino a che livello si può estendere sul piano della multidisciplinarietà?
Credo che uno studio professionale debba essere inquadrato nell'area geografica dove opera a livello internazionale. In Italia è utopia parlare di grandi studi di ingegneria visto la pressione fiscale e le incertezze dei mercati. In paesi in via di sviluppo è possibile creare società di ingegneria di dimensioni anche importanti.

Studi quindi che crescono. Meglio uno studio di ingegneria associato o una società di ingegneria?
In Italia ormai credo che si possa parlare soltanto di studi associati.

 

La Emi Engineering è tra le prima società di Ingegneria Italiane operanti nel settore della progettazione degli impianti tecnologici, specializzata nella progettazione di impianti di produzione di energia elettrica, termica e frigorifera, in modalità combinata (cogenerazione, trigenerazione) o dedicata, da fonti fossili o rinnovabili, di impianti di riscaldamento, condizionamento, ventilazione e recupero, di sistemi di scarico e adduzione idrica, raccolta e riutilizzo delle acque meteoriche, di impianti elettrici civili ed industriali di regolazione e potenza.