“Noi siamo qui. Per una R-Evolution” - Mille professionisti a disposizione di L’Aquila

08/05/2012 2955

Mille professionisti a disposizione di L'Aquila

“Noi siamo qui non potevano esserci parole più significative per questa iniziativa, parole che, se consentite, prendo in prestito perché sintetizzano efficacemente la vicinanza del Governo a tutta la popolazione aquilana a tre anni di distanza dal sisma”. Così il Ministro alla coesione territoriale Fabrizio Barca ha concluso i lavori del Consiglio straordinario allargato che gli ingegneri italiani hanno organizzato a L'Aquila il 6 Aprile scorso, in occasione dell'anniversario del terribile sisma, per esprimere appunto vicinanza alla città del capoluogo abruzzese. Vicinanza che si traduce in azioni concrete. Mille professionisti saranno infatti a disposizione di L'Aquila allo scopo di coadiuvare gli uffici tecnici dei Comuni del Cratere nella verifica delle pratiche relative alla ricostruzione al fine di snellire e velocizzare il sistema burocratico e di contribuire ad omogeneizzare i criteri dei diversi soggetti ed enti preposti ai lavori. È questa la proposta principe avanzata appunto dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) riunitisi nella città abruzzese a tre anni dal terremoto che devastò un intero territorio. Emblematico, del resto, il titolo dell'evento “Noi siamo qui. Per una R-Evolution”, - un vero e proprio Consiglio Straordinario allargato agli organi preposti alla ricostruzione post sisma tenutosi all'auditorium E. Sericchi al quale ha fatto visita il Ministro alla Coesione territoriale Fabrizio Barca - con cui gli ingegneri hanno voluto portare solidarietà e proposte concrete alla popolazione aquilana: dopo che nel 2009 lo stesso CNI aveva voluto mettere a disposizione, fattivamente, sul campo, mille professionisti per sostenere la città appena colpita dal terremoto, ora vi si torna con questo nuovo ed utile contributo per ottimizzare l'attività dei tavoli tecnici e di progettazione.

Ma “Noi siamo qui” non è stato solo un convegno dove si è discusso su come aiutare L'Aquila nel suo complesso e difficile processo di ripresa, sia fisica che culturale: un nutrito drappello di ingegneri, equipaggiati con casco blu e giubbetto azzurro, hanno infatti compiuto, accompagnati dal Corpo dei Vigili del Fuoco, una sorta di perlustrazione del centro storico con accesso all'interno della zona rossa, per verificare da vicino la situazione attuale di aree ancora in stato di forte criticità, come la Prefettura, la chiesa di San Giusta e il quartiere di San Pietro.

“Con iniziative come questa e con le nostre proposte, concrete e fattibili vogliamo essere il termometro della ricostruzione abruzzese. La R di R-Evolution sta, infatti, per Ricostruzione, Riqualificazione e Rigenerazione in ambito sociale, culturale ed economico di L’Aquila, città che si sforza di guardare al futuro. È necessaria tra l'altro una cantierizzazione immediata del centro storico a partire dal suo asse centrale” afferma Armando Zambrano, Presidente del CNI.

“Occorre inoltre sapere quali sono le risorse disponibili, in quanti anni possano essere ripartite e definire le aree prioritarie d'intervento per poter avviare, finalmente, una effettiva ricostruzione della città” ha spiegato il vicepresidente del CNI Fabio Bonfà.

“Il nostro auspicio è che tra un anno si possa tornare qui e vedere molte gru al lavoro, segno tangibile di una ricostruzione pienamente avviata”, ha infine espresso il Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della provincia de L'Aquila, Paolo De Santis.

Snellimento delle procedure burocratiche, accorciamento dei tempi per il rilascio dei contributi (sono ancora 5000 quelli mancanti), nei centri storici controllo della filiera congiunto con la conferenza dei servizi (Genio Civile, comune e tutti gli altri soggetti preposti), approvazione dei Piani di Ricostruzione, stanziamento della cifra complessiva e suddivisione della stessa tra L’Aquila ed i Comuni del Cratere, sono alcuni dei temi caldi che gli ingegneri hanno affrontato nel dibattito pubblico che si è aperto con il ricordo dei due ingegneri, Giuliana Tamburro e Pier Vincenzo Gioia, scomparsi quel terribile sei aprile di tre anni fa. “Noi ci siamo” quindi, non solo per ricordare, ma anche ripartire.