Il futuro eolico dell’Italia imbrigliato nei ritardi normativi

29/09/2017 1564
L’Associazione europea dell’eolico WindEurope ha pubblicato due report, “Outlook to 2020” e “Scenarios for 2030”, elaborati insieme all’ANEV, relativi ai dati previsionali sull’eolico nel prossimo futuro.
 
Secondo lo studio di WindEurope nel quadriennio 2017-2020 l’eolico in Europa registrerà una crescita notevole: grazie a una media di 12,6 GW installati ogni anno, verranno realizzati più di 50 nuovi GW, che porteranno la capacità cumulata a 204 GW.
La crescita continuerà anche nel decennio successivo, portando la potenza a 323 GW (253 GW onshore e 70 GW offshore) nel 2030, più del doppio di quella registrata a fine 2016 (160 GW). Secondo WindEurope, l’eolico potrà arrivare a soddisfare nel 2020 il 16,5% della domanda elettrica europea (superando così l’idroelettrico e divenendo la prima fonte rinnovabile), mentre al 2030 gli 888 TWh generati dal vento copriranno il 29,6% dei consumi UE.
 
Dallo studio emerge però una situazione allarmante per l’Italia, dove non verranno istallati più di 1,6 GW al 2020 e WindEurope prospetta un “policy outlook” al 2020 negativo, dovuto al ritardo nell’adozione della SEN e del Decreto per le nuove aste.
Lo scenario delineato dallo studio di WindEurope non è né infondato né inaspettato, dal momento che l’ANEV denuncia da tempo i gravi ritardi normativi che bloccano il settore eolico italiano, da sempre sottoposto a ingiuste penalizzazioni e a periodi di stallo dovuti a vuoti normativi. Tali ritardi si ripercuotono negativamente sul sistema industriale dell’eolico nazionale, aumentando le inefficienze dovute all’incertezza e alla mancata programmazione. Oltre a mettere in pericolo un intero comparto, questi ritardi da parte delle Istituzioni nell’elaborazione di norme che regolino il settore, contribuiscono al mancato raggiungimento degli obiettivi che il Paese si è posto, sia al 2020 che al 2030.
 

Secondo ANEV l’eolico italiano ha tutto il potenziale per raggiungere e superare gli obiettivi fissati al 2020, è necessario però che i pubblici decisori, anche a fronte del triste dato emerso dai report WindEurope, siano più incisivi nell’impegno preso alla lotta ai cambiamenti climatici e a sostegno del settore eolico e delle rinnovabili, iniziando ad accelerare i tempi per la pubblicazione dei provvedimenti attuativi previsti e già in colpevole ritardo. Il DM che definisce contingenti e procedure di aggiudicazione per le nuove aste, che il settore attende ormai dalla fine del 2016, deve essere emanato quanto prima.