Forte critica degli ingegneri milanesi sull’annullamento della semplificazione del deposito sismico

ORDINE INGEGNERI MILANO/FINZI: “L’ANNULLAMENTO DELLA LEGGE REGIONALE SISMICA DI SEMPLIFICAZIONE SULLE OPERE MINORI E’ UN’AUTENTICO DISASTRO LEGISLATIVO PER IL CITTADINO LOMBARDO”
 
Milano, 23 ottobre 2017 - “Il caso relativo all’annullamento di Regione Lombardia delle disposizioni di semplificazione del deposito sismico per le opere minori che non comportano pericolo per la pubblica incolumità è un autentico disastro legislativo” così Bruno Finzi, Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, ha definito la decisione della Regione Lombardia di abrogare alcune disposizioni semplificative della disciplina antisismica, introdotte con la Legge di semplificazione 2017 nel maggio scorso.
Infatti proprio con la legge regionale n. 15/2017 la Regione Lombardia aveva deliberato di escludere le opere minori, ovvero gli interventi privi di rilevanza per la
pubblica incolumità, dalla disciplina per la sicurezza anti-sismica, escludendole nello specifico dall'obbligo di deposito sismico (modificando così la legge regionale n.33/2015 "Disposizioni in materia di  opere o di costruzioni e relativa vigilanza in zone sismiche").
 
Il provvedimento avrebbe dovuto semplificare e snellire l'iter burocratico degli interventi edili minori, come un muretto di recinzione o la fondazione di un palo della luce, che non comportando pericoli per la pubblica incolumità ai fini sismici, poteva esserne escluso o ampiamente semplificato. Di fatto la stessa Regione Lombardia, nel mese di agosto 2017, con un altro provvedimento regionale (la n. 22 del 10 agosto 2017) ne ha deliberato l'annullamento, tornando alla situazione in cui qualsiasi tipo di costruzione edile è soggetto all'obbligo di deposito sismico.
 
La Regione di fronte alle reiterate proteste dei tecnici e degli operatori del settore, sia privati, sia pubblici degli uffici comunali a cui ha delegato il deposito sismico, ha addotto la giustificazione di aver ricevuto una diffida dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti circa l'illegittimità delle deroghe all’osservanza delle norme procedurali contenute nel capo IV del Dpr n.380/2001. "E' un paradosso che una Regione che ha lanciato un referendum per l'autonomia e che dovrebbe rappresentare l’eccellenza della tecnica italiana, si fermi di fronte a una semplice diffida di un Ministero di Roma" conclude Finzi.