I master universitari sul BIM in Italia

Qualche settimana fa si è svolta l’edizione 2017 di Digital&BIM a Bologna e di questo appuntamento dedicato integralmente al BIM mi fa piacere condividere alcuni ragionamenti sorti in occasione di eventi seguiti nella due giorni fieristica.
Le riflessioni che mi interessa condividere in questa occasione non riguardano l’evento nel suo complesso, valutato molto positivamente da protagonisti e pubblico, quanto piuttosto il lato dedicato al Settore educazionale BIM. Mi riferisco in particolare all’incontro dedicato alla formazione sul BIM in ambito post-laurea intitolato “BIM Academic Forum Italy #3”  che si è tenuto venerdì 20 ottobre nell’ambito dell’arena dedicata a “Digitalizzazione e restauro, manutenzione, gestione del patrimonio e sostenibilità”.

Gli antecedenti
Come si può intuire dal titolo dell’incontro, si trattava della terza riunione del BIM Academic Forum Italy (BAFI). Le edizioni precedenti, diluite nell’arco di due anni si sono svolte nelle seguenti date:
- 28 maggio 2015 (aula Magna della Facoltà di Architettura Sapienza Roma), su iniziativa della stessa Facoltà, del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia insieme a rappresentanti del Politecnico di Torino, Università di Roma 3 e condividendo il progetto con CNAPPC, ANCE, Formedil, CNR-ITABC, furono verificate le premesse di un primo coordinamento nazionale in ambito BIM, operante sul versante della ricerca e del trasferimento tecnologico, della formazione e delle ricadute sugli aspetti professionali e denominato BIM Academic Forum Italy (BAFI).
- 11 luglio 2016, (sede dell’Ordine degli Architetti di Roma), dove si svolse un secondo incontro del BAFI alla presenza di tutte le realtà formative italiane. L’incontro permise di censire in modo informale attori ed esperienze formative BIM presenti sul territorio nazionale, proponendo BAFI come Rete di riferimento dei rappresentanti delle Istituzioni della Formazione Superiore interessate alla digitalizzazione nel settore delle Costruzioni.

L’incontro al Digital&BIM di Bologna 2017
La scelta di riunire il BAFI in questo momento non è assolutamente casuale. In Italia stanno maturando diverse istanze a livello istituzionale e normativo.
Il D.M. di obbligatorietà del BIM è ormai alle porte. Nella sua adozione, dal 2019 al 2025, l’obbligo sarà graduato a seconda della complessità e dell'importo dei lavori e delle opere, e prevede che il committente pubblico rediga un capitolato informativo, vale a dire, che indichi i requisiti e i contenuti informativi che il modello deve contenere in riferimento all'oggetto dell'appalto o della concessione (dalla progettazione alla gestione). I principali passi di obbligatorietà del BIM sono rappresentati nella seguente grafica:

iter del bim negli appalti_harpaceas.JPG

Dal punto di vista della normativa, UNI  prevede la pubblicazione delle parti ancora mancanti della 11337 entro il 2018.
Sul versante degli appalti pubblici e privati ogni mese vengo pubblicati nuovi Bandi di gara BIM oriented (tra gli esempi più significativi citiamo il bando del “nuovo Ponte Ciclopedonale della Navetta nel Comune di Parma” ).
A distanza di poco più di un anno dall’incontro di Roma, si è giunti all’appuntamento del 20 ottobre a Bologna.

L’ordine del giorno citava i seguenti punti:
a)  la opportunità di procedere a una migliore formazione della Domanda, della Committenza Pubblica e Privata, il vero e proprio Driver della Digitalizzazione del Settore;
b)  la constatazione che l'Alta Formazione ipotizzabile, coprirebbe a stento poche centinaia, se non decine, di soggetti particolarmente qualificati, in parte di recente diploma o laurea, mentre, in termini di alfabetizzazione e di acculturamento diffusi i numeri si riferirebbero a centinaia di migliaia di attori, oggi assai eterogeneamente sollecitati.

tavolo BIM salzano_harpaceas.JPG

Al tavolo erano presenti: Antonio Salzano (Università degli Studi di Napoli Federico II), Stefania Mornati (Università degli Studi di Tor Vergata), Anna Osello (Politecnico di Torino), Lidia Pinti (Politecnico di Milano), Fabiana Raco (Università degli Studi di Ferrara), Francesco Ruperto (Università di Roma La Sapienza) e Angelo Ciribini (Università degli Studi di Brescia).
Ogni rappresentante di Ateneo ha presentato le proprie esperienze di master BIM, i numeri riguardanti partecipanti ed eventuali confronti con edizioni precedenti. Le analisi hanno considerato sia una considerazione di provenienza dei partecipanti come della loro età.

Alcune riflessioni al riguardo
Da quanto visto è emerso un panorama piuttosto variegato e “articolato” dei master italiani post-laurea dedicati al BIM.
Pur non potendo essere paragonabile ad una statistica scientifica sul tema, l’incontro può essere considerato un campione interessante e significativo visto che venivano illustrate esperienze già alla terza o quarte edizione così come altre agli esordi o non ancora attive. Vediamone i punti più significiativi:

L’argomento dei master
Il comun denominatore, il BIM, viene declinato sotto diversi punti di vista: da quello della committenza a quello del BIM manager o di chi si occuperà poi di gestione della struttura.
È evidente come gli atenei stiano cercando, dopo una prima fase di approccio più “generalista” al tema del BIM, una propria caratterizzazione.
Non siamo più in presenza di generici “master di progettazione BIM”, quanto piuttosto a formazione di approfondimento su tematiche particolari quali ad esempio master dedicati all’Historic BIM (HBIM), al BIM e la sostenibilità, al project management, al BIM e la sicurezza e al BIM nella gestione del costruito. Oppure master dedicati alla formazione delle figure coinvolte (dal BIM Specialist al BIM Manager).

Le modalità di erogazione
In alcuni casi l’erogazione della formazione è compatta temporalmente in pochi mesi, in altri impegna solo uno o due giorni alla settimana, prolungando quindi la fase formativa nell’arco dell’anno solare.
Anche la scelta di offrire formazione di tipo sincrona o meno (ovvero fruibile online anche in differita) è sempre più presente in varia misura nelle esperienze citate.

Facilitazioni
In alcuni casi, sono previste possibilità di finanziamento per i partecipanti a tassi estremamente convenienti che permettono di coprire in parte o integralmente le spese di iscrizione.

Partecipanti
Anche dal punto di vista dei partecipanti è evidente come si stia passando da una prima epoca dei master visti come diretta prosecuzione del corso di Laurea, ad una nuova consapevolezza. L’età media si sta alzando e la possibilità di poter seguire le lezioni anche in modalità online, permette di accedere a queste opportunità formative anche a chi già lavora a tempo pieno.

Considerazioni finali
Possiamo dire di essere in presenza di un cambiamento sensibile rispetto alle prime esperienze di formazione dedicata al BIM in ambito post laurea.
I principali atenei coinvolti si sono resi conto della necessità di confrontarsi per capire come raggiungere e soprattutto convincere quella parte di professionisti del mondo della progettazione e delle costruzioni che ancora non si sono sentiti coinvolti dal BIM.
Non è detto che l’incontro di Bologna possa portare a cambiamenti rapidi e strutturali in questo ambito. Ben sappiamo le difficoltà in cui versa tutto il settore della formazione universitaria, i continui problemi infrastrutturali e di disponibilità di fondi con i quali quotidianamente devono confrontarsi professori e dipartimenti.
Il BAFI nelle sue intenzioni programmatiche può essere visto a mio avviso come un utile tassello nel più ampio mosaico che la filiera delle costruzioni e della formazione specifica collegata si trova a comporre. Un tassello decisamente importante, ma che senza la reale intenzione a partecipare e condividere da parte di chi dirige gli Atenei italiani e di chi a questi Atenei garantisce i fondi, può rischiare di risolversi nell’ennesima “bolla di sapone” nazionale.

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