Incongruenze geometriche e model checking

Nella progettazione BIM esistono delle fasi di controllo che permettono di controllare la presenza di eventuali problemi, prima di evidenziarli in fase di costruzione del manufatto.
La progettazione BIM permette tutto ciò, ma a patto di operare in modo corretto e con gli strumenti adeguati.
Il focus di questo articolo è proprio dedicato a queste procedure di controllo e verifica.

Non solo incongruenze geometriche
È ancora piuttosto diffusa la convinzione che il BIM permetta di controllare quasi esclusivamente le interferenze geometriche dei modelli provenienti dalle varie discipline coinvolte (architettonica, strutturale, impiantistica ed altre). Da quello che possiamo leggere nel dizionario della lingua italiana per interferenza si intende:

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Con la diffusione della progettazione BIM, possiamo controllare eventuali interferenze geometriche presenti nel modello, grazie a funzioni specifiche. Pochi sanno che si può analizzare il singolo modello o meglio la somma dei modelli delle principali discipline progettuali anche rispetto ad altre tipologie di incongruenze.
In occasione di incontri con professionisti della progettazione e della costruzione è ancora evidente la confusione rispetto a quanto si possa ottenere dai modelli BIM in termini di verifiche dei dati e di rispondenza alle normative.
Nella maggior parte dei casi si pensa che sia superfluo dover utilizzare strumenti di verifica e controllo in aggiunta a ciò che già è possibile realizzare attraverso i software di progettazione utilizzati.
Risulta ancora abbastanza sconosciuta ai più la presenza di software dedicati esclusivamente a queste funzioni.
Nella convinzione di molti professionisti, è sufficiente che i modelli BIM vengano realizzati con cura da strumenti software specifici per ridurre il rischio di incorrere in errori. Inoltre, viene considerato il fatto che se il progettista abbia una esperienza professionale pluriennale, questo possa ridurre ulteriormente il rischio di sbagliare.
In questo articolo non vogliamo certo mettere in dubbio o sminuire l’importanza dell’esperienza nell’ambito della progettazione BIM, così come riteniamo che non si debba mettere in competizione o confronto l’esperienza rispetto all’uso di strumenti di controllo adeguati. Pensiamo sia importante illustrare le buone pratiche di progettazione (e controllo) BIM che la norma UNI11337 sta sviluppando in questi anni per convincere anche i più scettici, che forse è arrivato il momento di riconsiderare certe convinzioni.

Oltre al controllo geometrico
Nelle fasi della progettazione BIM (nell’immagine vediamo quanto previsto nelle UNI 11337:2017) sono stabiliti dei momenti di controllo. Sono definite dal Gestore delle Informazioni (corrispondente al BIM manager delle norme internazionali) d’accordo con gli attori della commessa.

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Figura 1- UNI11337:2017 - Processo informativo delle costruzioni

Nella parte 5 delle UNI 11337:2017 possiamo leggere in dettaglio cosa si intenda per “coordinamento dei modelli grafici”.
Vengono definiti tre livelli differenti di coordinamento:
- LC1 è il coordinamento di dati e informazioni effettuato all’interno di un solo modello singolo;
- LC2 è il coordinamento tra differenti modelli singoli;
- LC3 è il coordinamento da effettuarsi tra i contenuti informativi generati da modelli grafici e quelli non derivanti da modelli grafici (ad esempio, relazioni tecniche o di calcolo, grafici CAD, ecc.).

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Figura 2- esempio di coordinamento LC2 (dalle UNI11337:2017)

Le incongruenze rilevate nelle fasi di coordinamento dovranno essere segnalate ai responsabili della disciplina, per arrivare ad una soluzione.
Nello specifico, la procedura LC1 è ciò che viene realizzato nella piattaforma di progettazione originaria, e come tale è responsabilità del responsabile dello specifico modello.
Per le LC2 e LC3 il soggetto responsabile del coordinamento dovrà essere individuato nel Capitolato informativo.
Le verifiche sono previste di tre livelli:
    LV1 (verifica interna e formale) è rivolta ad una verifica della corretta modalità di produzione, consegna e gestione delle informazioni in relazione a quanto indicato nel Capitolato Informatico e nel piano per la Gestione Informativa (pGI);
    LV2 (verifica interna ma di tipo sostanziale) verifica la leggibilità, tracciabilità e coerenza delle informazioni contenute nei vari modelli. Si controlla l’evoluzione e sviluppo modelli (secondo quando prescritto nel Capitolato Informativo e nel pGI).
    LV3 (verifica a carico del committente) di tipo sia formale che sostanziale. Si basa su quanto caricato nell’ACDat (ambiente di condivisione dati) e nell’ACDoc (archivio di condivisione documenti).

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