L’Ordine degli Ingegneri di Roma invita le Istituzioni a un ripensamento del nuovo Codice Appalti

L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma ha inviato un appello alla Presidenza Consiglio dei Ministri, al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, al Ministro della Giustizia, al Ministro dei Beni Culturali, a che avvenga un ripensamento del nuovo Codice dei Contratti Pubblici, che andrebbe quanto meno sospeso in attesa dei cosiddetti provvedimenti attuativi, limitando la sua applicazione ai soli vincoli imposti dalle direttive comunitarie.

L’invito nasce a seguito di numerosi seminari organizzati dall’Ordine romano in merito  all’aggiornamento sulla legislazione dei LL.PP, argomenti fondamentali per gli iscritti che operano nel campo delle Opere Pubbliche. Nell’arco di questi incontri, che nel solo mese di novembre sono stati sei sul nuovo Codice dei Contratti e sul correttivo 56/2017 e che hanno visto la partecipazione di oltre 1000 ingegneri, perlopiù funzionari di stazioni appaltanti, si è discusso, in particolare, sul ruolo del RUP e sulle procedure di gara. Si è riscontrato, durante gli eventi, uno stato di disorientamento dei professionisti, dei funzionari delle Stazioni appaltanti, delle imprese e degli operatori pubblici e privati nell’applicazione delle nuove regole. Disorientamento che aumenta nell’attesa dei provvedimenti attuativi, che dovrebbero completare il quadro normativo di riferimento e sostituire il Regolamento del n. 207/2010.

Questa situazione crea incertezza sulle procedure da seguire, con conseguente ritardo sull’avvio dei programmi e dei lavori necessari alla crescita del paese ed alla messa in sicurezza del territorio, determina slittamenti dell’avvio dei progetti che già dispongono di finanziamenti o, ancora peggio, espone al rischio di perdere finanziamenti comunitari.
Non a caso, per taluni importanti programmi di opere pubbliche risulterebbe derogata l’applicazione del nuovo Codice.
   
Pertanto, alla luce di quanto appena esposto, accogliendo le istanze dei suoi iscritti, l’Ordine degli ingegneri della Provincia di Roma auspica a che le Istituzioni preposte applichino dei correttivi in materia, per il bene anche della collettività, che dovrà in fase finale, beneficiare delle opere pubbliche.

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