Sistema dei LOD italiano: UNI 11337-4 2017

Alberto Pavan - Architetto Senior, Partner di BAEC, Coordinatore norma UNI 11337 12/01/2018 4795

BIM - La norma UNI 11337: istruzioni per l’uso
Con l’obiettivo di analizzare il quadro normativo nazionale sul BIM e la digitalizzazione del settore delle costruzioni INGENIO insieme ad Alberto Pavan, coordinatore UNI dei lavori di produzione di questa norma, realizza una serie di articoli di approfondimento. Il piano editoriale prevede sia un’analisi di ogni singola parte della norma, che l’approfondimento anche di tematiche trasversali per comprendere fino in fondo l’utilità e l’uso di queste norme. L’autore si è reso disponibile anche ad analizzare e valutare eventuali osservazioni o richieste di chiarimento che dovessero giungere in redazione ad INGENIO da parte dei lettori.

Venendo dopo quelli britannici, su modelli nella PAS - 1192-2:2013 - e su oggetti nel BIM Toolkit (vedi Ingenio: Fasi Informative del Processo Edilizio Digitale; A.Pavan), e dopo quelli statunitensi, su oggetti - BIMForum Specification 2013-2016, la prima criticità da affrontare per la definizione dei LOD italiani della UNI 11337 è stata quella di comprendere se seguire una strada già tracciata, e - nel caso - quale, o definirne una nuova. Autonoma, di sintesi, di sviluppo delle discussioni in essere.

Nonostante la fama della PAS, come struttura generale del processo digitale, è la struttura dei LOD statunitensi il riferimento più usato oggigiorno nel mondo. Entrambe i sistemi (UK e USA) sono stati, e sono ancora, liberamente disponibili sul web e ciò ha notevolmente contribuito alla loro diffusione ed impiego. Spesso senza gli opportuni filtri rispetto a quelle realtà, culturali, di mercato, legislative, normative, ecc.

Nel concreto, la PAS, come si diceva, tratta solo dei LOD sui modelli, usando la scala delle fasi di progetto inglesi, e risulta più utile in senso concettuale, nella separazione tra LOD-detail, geometrie, e LOI-Information, non geometrie, che per l’uso specifico, pratico. Nel contempo il BIM Toolkit, invece, nato come verificatore ex-post del raggiungimento del LOD richiesto dal committente (EIR), più che come guida ex-ante, risulta sì più operativo ma anche più macchinoso da utilizzare, dipendendo (LOD e LOI) da ogni singolo oggetto presente nel Toolkit e, di fatto, quindi, non esistendo il riferimento specifico riguardo gli oggetti non ancora inseriti nel sistema stesso (non esiste un griglia prestabilita, ogni oggetto presenta la sua struttura di attributi, geometrici e non geometrici).

Le BIMForum Specification, d’altro canto, risultano più diversamente facilmente utilizzabili nell’impiego comune, presentando delle regole generali, a valere su ogni oggetto (riprese dalle AIA: E203™–2013), seguite da una serie, molto ampia (seppure non esaustiva e spesso ripetuta), di esemplificazioni di LOD per quasi tutti i sistemi costruttivi più significativi, con geometrie e attributi non geometrici essenziali. Una raccolta di rapida e facile consultazione (pdf scaricabile; Parti I), con, in fine, un ulteriore allegato, più di dettaglio, sui soli attributi non geometrici di completamento (alterego dei LOI britannici). Un allegato, che privo di immagini, risulta come slegato dal resto e, per lo più, di fatto, non utilizzato. Se non nemmeno scaricato dal sito (part II).

Gli esempi di scala dei LOD UK e USA, se ben analizzati, risultano essere ottimi riferimenti, ovvio, ma, raffigurando degli specifici sistemi culturali, legali, normativi, ecc., non sono in vero realmente applicabili, tout court, ad ogni differente sistema costruttivo interno, soprattutto, ad esempio, se si pensa a quello pubblico, vincolato a specifici riferimenti cogenti, nazionali o comunitari (direttiva e codice appalti). Il loro impego (LOD UK/USA) andrebbe quindi suggerito con le opportune integrazioni specifiche che ne consentano un utilizzo congruo e congruente.

Tanto è vero che, anche se sottaciuto dai più, nel mondo, oltre a questi maggiormente noti, si sono e si stanno generando decine di altri sistemi di LOD, senza che per questo in quei paesi  o quelle istituzioni si gridi alla lesa maestà verso i più noti e consolidati LOD UK e USA (Danimarca, Australia, Canada, Olanda, Taiwan, ecc., ma anche CityGML, Level of Accuracy, Level of Completness, Level of Coordinations, GRADE, ecc. - M. Bolpagni, July 19, 2016, The Many Faces of ‘LOD’).

Qualsiasi strada esistente, pertanto, ai fini degli interessi del mercato e degli operatori italiani (in Italia ed all’estero) si sarebbe rilevata comunque parziale. Contrariamente a quanto viene spesso richiesto o lamentato, senza comprendere l’inesistenza di un sistema davvero universalmente accettato (ma solamente più noto), scegliendo una sola strada si sarebbe rischiato (oggi) di penalizzare, anziché favorire, le nostre aziende e professionisti nei mercati emergenti, più ricchi e competitivi (la strada UK li escluderebbe comunque da ogni mercato USA e viceversa).

In attesa di una possibile futura convergenza a livello internazionale (ISO 19650) o comunitaria (CEN 442) si è ritenuto fosse più utile, quindi, contribuire alla discussione generale attraverso la prioritaria definizione del punto di vista degli stakeholder e del mercato nazionali, raffrontato con lo stato dell’arte internazionale, affinché anche l’Italia potesse avere poi un ruolo non solo di facciata nella costruzione delle regole comuni.

Forse è bene ricordare che l’Italia, con la UNI 11337, è oggi a capo del tavolo CEN sui LOD europei.

La norma italiana prevede si possa utilizzare una qualsiasi delle scale di LOD esistenti, senza esclusioni o priorità, in funzione delle specifiche esigenze dell’appalto e purché se ne definiscano a priori i riferimenti specifici, le logiche, gli obiettivi e la struttura ai fini della massima trasparenza per i soggetti interessati. Nel caso può anche essere utilizzato il riferimento ai LOD italiani così come definiti nella norma stessa (per gli appalti pubblici, in particolare, la norma UNI introduce un possibile utilizzo dei LOD compatibile con il Codice Appalti all’Allegato I alla parte 4).

Il risultato conclusivo pubblicato nel 2017 del lavoro condiviso sul tavolo UNI (più di 50 stakeholder pubblici e privati) è così come segue sintetizzabile:

1. si è cercato di mantenere gli acronimi internazionali più consolidati LOD: “Livello di sviluppo degli Oggetti Digitali”; LOI: “Livello di sviluppo degli Oggetti - attributi Informativi”;

2. per non perseguire con la confusione tra Development/Definition/Detail, rispetto agli attributi geometrici si è scelta la strada dei LOG: “Livello di sviluppo degli Oggetti - attributi Geometrici”;

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3. si è scelta la strada statunitense del concetto di LOD come livello di “sviluppo”: attributi quali-quantitativi incrementali, come binomio di numerosità degli attributi ma anche solidità del dato;

4. si è definita una scala generale di LOD con successiva esemplificazione dei sistemi costruttivi più significativi.

Scala generale:

  • LOD A  oggetto simbolico;
  • LOD B  oggetto generico;
  • LOD C  oggetto definito;
  • LOD D  oggetto dettagliato;
  • LOD E  oggetto specifico;
  • LOD F  oggetto eseguito;
  • LOD G  oggetto aggiornato.

Esemplificazione per sistemi costruttivi (sistema parte):

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Figura 2 - Tabella di esemplificazione dei LOD UNI - A.Pavan (et. altri): BIM metodi e strumenti, 2017, Tecniche nuove

5. si è scelto di usare una scala di LOD definita secondo le prima lettere (maiuscole) dell’alfabeto: LOD A, B .. …G, per non creare confusione con quella statunitense, per centinaia,LOD 100, 200, ecc., o britannica, pernumeri interi LOD 1, 2, ecc. I LOD italiani prendono spunto da quelli USA ma integrano alcuni aspetti UK e risentono di altre prerogative tipicamente nazionali, non presenti nell’uno o nell’altro dei sistemi anglosassoni, ed invece ritenute importanti per il nostro mercato;

6. si sono definite le scale di LOD specifiche per:

  • la nuova costruzione ed il recupero,
  • il territorio e le infrastrutture,
  • i mezzi e le attrezzature (primi nel mondo);
  • il restauro ed i beni vincolati (primi nel mondo);

7. per i contratti pubblici si sono definiti dei LOD caratteristici che ne consentano l’uso secondo la normativa appalti vigente (Allegato I alla parte 4 della norma; soli tre livelli denominati: fattibilità tecnico-economica, definitivo, esecutivo);

8. si è in fine definita la possibilità di integrare gli attributi dei LOD di alcuni oggetti anche con nodi e viste 2D, se non necessaria o economicamente/tecnicamente non sostenibile la loro modellazione, e la modalità di integrazione dei LOD degli oggetti all’interno del complessivo processo informativo digitale:

sistema-lod-italia2.JPG 

          Figura 3 - Flusso di dati nel processo digitale attraverso i LOD degli oggetti