Sant’Elia next generation: lo stadio del futuro che fonda le radici sulla sua storia

05/03/2018 2396

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J+S e One Works presentano il progetto per il nuovo stadio di Cagliari, tra i tre finalisti nella gara indetta dal Cagliari Calcio. 

Un faro che guida un processo di metamorforsi urbana, oltre il match-day 

Il progetto presentato dal team guidato dagli italiani J+S e One Works interpreta e trasforma le richieste del Cagliari calcio nei 4 elementi cardine dello stadio: un edificio che porta in sé la storia e l’orgoglio della Sardegna, capace al contempo di posizionarsi quale standard di riferimento che guarda al futuro; un complesso funzionale ed efficiente, che sappia distinguersi per sostenibilità economica e, soprattutto, ambientale; una struttura in grado di attrarre e farsi vivere da un’ampia tipologia di pubblico, anche al di fuori dei match-days; e, infine, un impianto in grado di dialogare costantemente con il tessuto circostante, interpretando un ruolo-chiave nell’avvio di un processo di rigenerazione urbana fondato su uno scambio costante e di animazione reciproca con il territorio.

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La storia e l’orgoglio di una Sardegna che guarda al futuro

Il progetto fonda la propria identità sulla bandiera dei 4 mori, simbolo di una storia di vittorie e attaccamento al territorio ma, soprattutto, di orgoglio. E’ proprio la benda che cinge la testa dei mori il primo forte elemento riconoscibile del progetto; un elemento che contiene e avvolge completamente il leggero catino dello stadio, conferendogli personalità e una forte identità, e rappresentando al contempo una immagine vibrante ed una superficie flessibile, personalizzabile e animata. Per questo si prevede di trattare le facciate in forma adattiva, perché possano cambiare colorazione in relazione agli eventi sportivi o di diverso tipo di intrattenimento, e perché possano interagire con la struttura interna e l’esterno urbano, a seconda delle condizioni climatiche, regolando la ventilazione naturale e interagendo con l’azione del vento. Nello specifico, l’uso di membrane di nuova generazione potrà essere integrato al fotovoltaico o sviluppato con l’applicazione di tessuti “intelligenti” per utilizzi sempre più innovativi. Sarà proprio la possibilità di animare la facciata esterna, in combinazione con un sistema di illuminazione articolato, che consentirà all’impianto affacciato sul golfo di trasformarsi in landmark, un riferimento spaziale riconoscibile dal mare e dalla città. Non un edificio chiuso e autoreferenziale, ma aperto al contesto urbano. Un vero e proprio faro che, pur capace di posizionarsi come lo stato dell’arte per la tipologia di stadi con capienza fino ai 30.000 spettatori, per la sua forte identità locale non potrebbe sorgere in alcun altro luogo in italia e nel mondo.

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Un complesso funzionale che si distingue per sostenibilità economica e ambientale

Il nuovo stadio proietta Cagliari nel futuro, ma raccoglie simbolicamente l’eredità dell’esistente sant’elia, sorgendo letteralmente su di esso. Infatti, parte dei materiali derivanti dalla demolizione contribuiranno alla costruzione di un vero e proprio basamento, il podium, generando efficienza economica e riducendo l’impatto ambientale. L’impianto rettangolare si ammorbidisce e si disarticola così nel suo basamento modificando la sua morfologia, attraverso una deformazione topografica ed una stratificazione geologica, con svuotamenti o tagli che definiscono grandi piani inclinati che lo connettono alla quota dell’intorno e altri volumi che emergono dando vita a nuove funzioni complementari. Il podium diventa il catalizzatore urbano, l’elemento dove si stratificano tutte le relazioni sociali. un terrapieno che si svela di volta in volta per mostrare i suoi contenuti, sia quelli direttamente connessi al funzionamento dell’impianto che quelli complementari: commerciali, di servizi e socio-culturali. E’ l’elemento che raccoglie ed accoglie i tifosi e i visitatori, favorendo l’accessibilità e facilitandone i flussi.

Il risultato è una nuova archeologia integrata con il contesto, dove ogni funzione genera spazi, anche destinati ad uso civico, di intrattenimento e cultura, e percorsi quasi sotterranei che raggiungono il cuore centrale del campo di gioco e il catino dello stadio. Oltre al volume dello stadio, il podium accoglie numerose funzioni che contribuiscono a mediare la sua relazione con il waterfront, attraverso elementi volumetrici che hanno una loro autonomia: l’hotel & SPA, il business center sopra il museo locale, il piccolo volume vetrato che identifica il museo del Cagliari calcio con il fan shop, la nuova palestra per la boxe, il disco-club e il poliambulatorio.

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Una struttura in grado di attrarre e farsi vivere da un’ampia tipologia di pubblico, anche al di fuori dei match-day 

Cuore dell’impianto è il catino. pensato per essere concepito come un elemento flessibile, il catino emerge simbolicamente come un elemento di riferimento del territorio che, come un moderno nuraghe, stabilisce relazioni e misura lo spazio. Progettato per ospitare 24.000 spettatori, è predisposto per essere facilmente ampliato a 30.000, senza alcuna modifica volumetrica, così da poter accogliere anche eventi di scala europea. La mainstand sarà dotata di tutte le funzioni per garantire un livello di ospitalità secondo i più elevati standard internazionali e includerà servizi di ristorazione, convegnistica, museali e di intrattenimento, che vanno ben oltre le esigenze di accoglienza nelle giornate di match. Saranno infatti proprio questi elementi di attrazione a permettere allo stadio di vivere ogni singolo giorno dell’anno e di essere fruito dall’intera città, oltre che dai tifosi. E’ nella convinzione di poter esprimere tutto questo potenziale di attrazione che nel perimetro dello stadio si prevede anche la realizzazione di un hotel di qualità e all’esterno, lungo il waterfront, l’inserimento di funzioni leisure, quali il surf-park, lo skate-park, il bike-circuit, il kids park oltre ad altre attività sportive e ludico-ricreative, così da implementare al massimo il “sistema stadio”.

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Un ruolo chiave nell’avvio di un processo di metamorfosi urbana

Il quarto, ultimo e fondamentale elemento caratterizzante e unificante del progetto, è la grande copertura rettangolare, che conferisce dinamicità e leggerezza, copre il catino, e sporge sul podium offrendo riparo anche agli spazi esterni. Tuttavia la copertura ha una funzione ancora più importante, molto più simbolica e strategica: contenendo infatti la dispersione luminosa verso l’alto la riflette, amplificando l’effetto di faro dell’impianto. La luce viene reindirizzata sia verso il basso, illuminando indirettamente l’intero podio con una cascata luminosa che valorizza la stratigrafia e la sedimentazione dei vari elementi architettonici, sia in senso orizzontale, innescando di fatto il dialogo con il territorio. E’ così che la copertura da segno lineare e contemporaneo si trasforma nel più forte elemento di apertura e scambio con la città pensato per dialogare col territorio.

L’integrazione di tutti questi fattori punta a creare un nuovo e riconoscibile stadio e un più ampio complesso in grado di offrire una memorabile esperienza ai tifosi, così come numerosi altri significativi vantaggi all’intera comunità locale, creando una vera e propria destinazione di nuova generazione secondo gli standard internazionali per lo sport e l’intrattenimento, e al contempo simbolo della storia e orgoglio dell’Isola.

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Il Team di Progettazione: ITALIANI con visione ed esperienza internazionale

Il Team di progettazione è costituito da società di architettura e ingegneria italiane, con una rilevante presenza e visione internazionale, ed è integrato con la collaborazione di due importanti studi di architettura portoghesi che hanno maturato esperienze significative sia in ambito accademico che professionale in Sardegna, in particolare a Cagliari, dove Joao Nunes con Proap sta sviluppando il Parco degli Anelli, progetto che costituisce il waterfront cittadino di cui farà parte anche l’area del nuovo stadio.

Le Società che compongono il team sono fortemente strutturate e vantano elevate competenze nelle proprie discipline di specializzazione, comprendo tutte le fasi dell’ideazione ed esecuzione del progetto fino alla realizzazione.

Il gruppo, così composto per rispondere agli obiettivi specifici del Cagliari Calcio, nella sua eterogeneità può mettere al servizio del progetto del nuovo stadio una multidisciplinarità unica, che unisce la capacità di progettare e gestire la complessità di grandi spazi affollati in dialogo con la città, di luoghi vocati all’entertainment, nonché l’esperienza maturata nella più specifica progettazione e costruzione di grandi stadi di calcio, apportata da figure professionali di grande rilievo nel settore come l’Ing. Massimo Majowiecki per le strutture (con oltre 20 stadi all’attivo), e di Deerns per gli impianti, avvalendosi della consulenza specifica dello studio Shesa e di MIC. In aggiunta, il team è pronto ad ampliarsi per accogliere il contributo di professionalità locali.

Sia J+S che One Works hanno al proprio interno tutto il know-how indispensabile di competenze architettoniche, edilizie, strutturali, impiantistiche e una profonda conoscenza di tutti i temi dell’ingegneria e della pianificazione urbana, dei trasporti, del leisure e dell’entertainment, maturata nel corso di una storia trentennale.