Edifici nZEB nella PA: i dettagli del rapporto ENEA-FIRE

Matteo Peppucci - INGENIO 26/03/2018 2039

Il rapporto "Gli edifici nZEB nella Pubblica Amministrazione" di FIRE e ENEA riguarda la responsabilità pubblica sulla gestione immobiliare e di una serie di servizi tra i quali gli uffici pubblici (municipio, scuole inferiori e medie, piscine, strutture sanitarie, uffici etc.), l'illuminazione pubblica e semaforica e le infrastrutture di servizio (enti locali) e i trasporti

La Direttiva 2010/31/UE (anche detta EPBD, Energy Performance of Buildings Directive) ha previsto che gli Stati membri provvedano affinché dal 1° gennaio 2021 tutti gli edifici di nuova costruzione siano edifici a energia quasi zero e a partire dal 1 gennaio 2019 gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprietà di questi ultimi siano edifici a energia quasi zero, altrimenti detti nZEB.

Il presupposto di partenza dell'interessante rapporto ENEA-FIRE sugli edifici nZEB della PA, disponibile nel file allegato, è questo. Nello svolgere il proprio compito istituzionale, la PA infatti si vede assegnati due ruoli distinti:

  1. responsabilità della gestione immobiliare e di una serie di servizi tra i quali gli uffici pubblici (municipio, scuole inferiori e medie, piscine, strutture sanitarie, uffici etc.), l'illuminazione pubblica e semaforica e le infrastrutture di servizio (enti locali) e i trasporti. Tali servizi possono essere forniti in maniera diretta oppure tramite un terzo al quale siano affidati;
  2. regolazione dei consumi dei cittadini. La maggior parte dei consumi di energia nei paesi industrializzati avviene in città ed è strettamente correlato oltre che ai trasporti e alla climatizzazione, anche alle caratteristiche strutturali degli edifici.


Il rapporto "Gli edifici nZEB nella Pubblica Amministrazione", pubblicato sul sito dell'ENEA, riguarda il punto n.1ed effettua un'analisi degli obblighi e delle opportunità connesse all’edilizia pubblica efficiente, effettuando una ricognizione degli edifici pubblici esistenti con prestazioni energetiche meritevoli di interesse, al fine di trarne buone pratiche e suggerimenti per definire i dettagli a livello di policy (con particolare riferimento ad un caso studio), centrando l'attenzione sul comparto scolastico.

Il Rapporto si divide in:

  • un'analisi dettagliata della legislazione vigente, per meglio inquadrare il concetto di nZEB, e dei potenziali legati a tali edifici, con anche un quadro della situazione a livello europeo; accanto agli obblighi si è voluto prestare attenzione alle opportunità a disposizione, procedendo ad un'analisi degli incentivi disponibili che risultano applicabili al concetto di edificio ad energia quasi zero;
  • una ricognizione del parco di edifici della PA con la presentazione sintetica di alcune best-practice, con l'analisi maggiormente dettagliata di un caso studio;
  • un approfondimento specifico sul comparto scolastico, di particolare interesse sociale e che vede una forte attenzione da parte del legislatore.

Conclusioni

Alla fine del dettagliato rapporto, che invitiamo a studiare nel file allegato, sono specificate le conclusioni di ENEA-FIRE. L'analisi ha mostrato che ci sono esempi che, sebbene ancora non rappresentino la norma, possono fungere da traino, così come gli incentivi possono sensibilmente spostare le decisioni nel verso favorevole delle iniziative; si ritiene comunque che sarà necessario un duro lavoro se si vuol arrivare pronti alle scadenze rispettare, in particolare per le riqualificazioni.

La Commissione Europea, con la raccomandazione del 29 luglio 2016, ha ribadito che gli edifici sono elementi fondamentali per le politiche di efficienza energetica dell'Unione, in quanto rappresentano circa il 40% del consumo di energia finale, raccomandando gli Stati membri seguano gli orientamenti contenuti nell'allegato della presente raccomandazione. Gli orientamenti contribuiranno ad assicurare che, entro il 31 dicembre 2020, tutti gli edifici di nuova costruzione siano a energia quasi zero e aiuteranno gli Stati membri a elaborare i piani nazionali per aumentare il numero di tale tipologia di edifici.

Gli incentivi potranno avere un ruolo rilevante nel supporto agli nZEB, in particolare se accompagnati dal lancio del fondo per l’efficienza e da una politica mirata alla conoscenza delle opportunità legate agli stessi da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

Un ruolo di primo piano potrà essere giocato dal nuovo conto termico, che prevede interessanti opportunità proprio per le Pubbliche Amministrazioni ancor più che per i privati. Oltre alle interessanti opportunità previste per le PA, va segnalato che si è ancora lontani dal raggiungimento della soglia di incentivo annuo cumulato di 900 milioni di euro (200 milioni per le PA), e che quindi c’è ancora molto spazio per iniziative incentivabili.

Al 1° agosto 2016 risultano infatti ammesse all'incentivo circa 21.500 richieste, per un totale di incentivi complessivamente impegnati pari a circa 80 milioni di euro, di cui circa 64 milioni di euro riconducibili ad interventi effettuati da soggetti privati e circa 16 milioni di euro a interventi effettuati da Amministrazioni pubbliche.

In tema di edifici innovativi (non tanto nelle tecnologie e nei materiali, quanto nella diffusione), invece, è fondamentale che siano messi in atto programmi di informazione dei professionisti e degli operatori di settore (e.g. studi di progettazione e architettura, ESCO, aziende attive nella costruzione e ristrutturazione degli immobili, etc.), che assicurino uno scambio utile di buone pratiche e di errori di progettazione da evitare.

IL RAPPORTO COMPLETO E' DISPONIBILE IN FORMATO PDF