NTC 2018, Sessa (CSLLPP): prevista per questa estate la Circolare con le istruzioni

03/04/2018 9353

Con l’entrata in vigore delle nuove Norme Tecniche il mondo delle Costruzioni si appresta a girare pagina e a fare riferimento ad un nuovo impianto normativo. In realtà in buona parte le NTC 2018 ricalcano, migliorando, le precedenti Norme tecniche del 2008.  Fa eccezione, come è noto a tutti, il Capitolo 8, il capitolo degli edifici esistenti, il capitolo che più di ogni altro riguarderà l'azione di prevenzione del nostro patrimonio immobiliare. 

Per comprendere meglio il valore, la strategia e il futuro della nostra normativa tecnica INGENIO ha intervistato Massimo Sessa, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. 


MASSIMO-SESSA---CONSIGLIO-SUPERIORE-LL-PP.jpgRedazione INGENIO (ING). Presidente, dal 22 marzo 2018 siamo entrati nell’era delle cosiddette NTC 2018. Il presidente dell’Ordine degli ingegneri di Genova ha detto che queste norme, per l’importanza che hanno, non sono solo un patrimonio dei professionisti, ma devono diventarlo di tutta la collettività, devono rappresentare il punto zero per una riqualificazione urbana. E’ vero, sono così importanti queste norme ?

MASSIMO SESSA (MS). Le norme tecniche del 2018 non sono una rivoluzione tecnica, come quella avvenuta 10 anni fa con le norme del 2008, ma un deciso miglioramento delle regole del costruire italiano. Proprio per questo, però, queste norme devono essere lo strumento di una rivoluzione “culturale”, entrando nel mondo quotidiano di tutti, non solo dei tecnici, portando la cultura della “prevenzione” quale valore comune della Società.

ING. La pubblicazione di queste norme rappresenta un passaggio importante di un percorso normativo che ha visto in questi ultimi anni il Consiglio Superiore dei LLPP impegnato nella pubblicazione anche del cosiddetto SISMA BONUS e molto altro. Si tratta di un percorso organico ? e quali sono gli obiettivi ?

MS. La questione della protezione sismica, della riduzione e della prevenzione del rischio sismico del patrimonio edilizio e delle infrastrutture nasce dalla consapevolezza, ormai evidente, che l’elevata vulnerabilità dell’edificato esistente nel nostro Paese costituisca, oggi, la causa prima degli enormi costi che la collettività deve affrontare al verificarsi di eventi sismici significativi. 

Tale consapevolezza ha condotto alla necessità, ormai avvertita da tutto il Paese, di affrontare la questione della mitigazione del rischio sismico con una visione più ampia di quella sinora dominante.

Pertanto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, su proposta del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e con il contributo fondamentale del Servizio Tecnico Centrale dello stesso Consesso, ha posto in essere un ampio ed articolato quadro di interventi all’avanguardia nel settore, riconducibili a politiche pubbliche improntate:

  • alla definizione di una strategia di prevenzione operativa, efficiente ed affrontabile, basata sul concetto di “rischio”;
  • all’individuazione di piani e programmi di riduzione del rischio, su ampia scala territoriale, che, nell’ottica dell’interesse generale, siano preferibili ad interventi di adeguamento di singole opere e non di contesto;
  • al miglioramento della qualità dei materiali e prodotti da costruzione e dei relativi controlli di parte terza, esercitato per mezzo delle funzioni autorizzative, ispettive e di controllo del Servizio Tecnico Centrale;
  • alla promozione della qualità della filiera delle costruzioni, con particolare riferimento alla progettazione, alla direzione dei lavori ed al collaudo;
  • all’attuazione di una collaborazione sinergica con il mondo delle professioni tecniche, quello accademico e della ricerca.

Appaiono, dunque, particolarmente significative, nell’ottica della prevenzione del rischio sismico, le novità introdotte nelle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni in merito alla progettazione e verifica delle strutture, nuove ed esistenti, sottoposte ad azione sismica, che, andando in alcune parti oltre la norma europea, si collocano certamente all’avanguardia nel panorama normativo internazionale, e garantiscono una moderna declinazione del concetto di gestione del rischio nel settore delle costruzioni.

In tale contesto si inseriscono diverse e molteplici iniziative, tutte fra loro coerenti, già poste in essere su proposta del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, fra cui di seguito si riportano le più importanti:

  • il completamento dell’aggiornamento delle nuove NTC con la pubblicazione, imminente, della Circolare riportante le istruzioni applicative e gli Annessi Tecnici nazionali agli Eurocodici;
  • il DM n.477 del 27 dicembre 2016 riportante le caratteristiche tecniche per la ricostruzione post sisma, ai fini della concessione dei contributi, per le quali si fa esplicito riferimento, nella legge, al «… massimo livello di sicurezza compatibile in termini tecnico-economici …»;
  • il già ricordato «Sismabonus» e il DM 28 febbraio 2017 «Classificazione», riportante “Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni”;
  • il DLgs 106/2017 sui prodotti da costruzione, che stabilisce gli standard di qualità dei prodotti e dei controlli, caratterizzanti l’attività di vigilanza del Servizio Tecnico Centrale, eil nuovo, purtroppo necessario, sistema sanzionatorio;
  • le Linee Guida del Servizio Tecnico Centrale sui materiali tradizionali ed innovativi e le relative Certificazioni di idoneità tecnica (calcestruzzo, fibre e prodotti innovativi per il rinforzo delle strutture, FRP, FRCM, calcestruzzi fibrorinforzati etc.)
  • i Decreti Attuativi del Codice dei Contratti, in particolare quelli riguardanti:
    • la Progettazione (art. 23), sui contenuti della progettazione nei tre livelli progettuali, contenuto minimo del quadro esigenziale, progettazione semplificata della manutenzione ordinaria;
    • il Collaudo(art. 102), riguardante le modalità tecniche di svolgimento del collaudo;
    • il controllo tecnico, contabile ed amministrativo (art. 111) attraverso l’individuazione degli accertamenti tecnici e prove di laboratorio del Direttore dei Lavori e del collaudatore, obbligatorie o previste dal Capitolato Speciale d’Appalto, a carico delle somme a disposizione e non soggette a ribasso, e dei criteri per la determinazione dei costi determinati con decreto ministeriale su proposta del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (comma 1 bis).

A completamento di questa attività, il Consiglio Superiore sta anche affrontando fondamentali temi inerenti:

  • il riordino della legislazione primaria sulle costruzioni: con l’istituzione di un Tavolo Tecnico per l’aggiornamento del Testo Unico Edilizia (DPR 380/2001);
  • la relazione tra «Sicurezza» e «conservazione» nei Beni Culturali, con l’istituzione di un gruppo di lavoro congiunto fra Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e Consiglio Superiore dei Beni Culturali per indirizzi sulle nuove Linee Guida per gli interventi sui Beni Culturali.

A ben vedere, quindi, l’aggiornamento delle NTC rappresenta un tassello, probabilmente il più corposo e significativo ma non l’unico, di un insieme di iniziative coerenti e strategicamente convergenti verso l’obiettivo della qualità e sicurezza delle costruzioni.

ING. Le NTC sono ora obbligatorie, ma non sono ancora state pubblicate le Istruzioni. Che tempi prevede ? e in che modo potete dare un supporto ai professionisti ?

MS. Le Norme sono ormai entrate pienamente in vigore, e sono applicabili anche in assenza delle Istruzioni. Queste, comunque, saranno fondamentali ai fini della più corretta ed efficace applicazione delle Norme stesse. La bozza predisposta dalla Commissione guidata dal prof. Braga è assolutamente pregevole ed è all’esame della commissione che ho incaricato per riferire, sull’argomento, in una prossima adunanza dell’Assemblea Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Il Consiglio Superiore sta lavorando affinché i contenuti tecnico-scientifici della proposta possano avere la migliore possibile attuazione nel, complesso, quadro normativo italiano, connaturato da una ineludibile tradizione di tipo prescrittivo e cogente. Questo lavoro sarà terminato in poche settimane e ritengo possa vedere la luce entro questa estate, in tempi molto minori di quelli che sono stati necessari le precedenti volte.

Intanto il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici metterà a disposizione ogni sua risorsa per dare supporto ai professionisti, agli operatori, ed alle istituzioni che ne avessero bisogno. A riguardo evidenzio come il Servizio Tecnico Centrale abbia già tempestivamente emanato (il 21 marzo scorso) una articolata, chiara e circostanziata comunicazione, inerente l’impatto delle nuove norme tecniche sulle proprie attività autorizzative e di qualificazione, rendendo immediatamente operativi gli operatori economici interessati nell’applicazione delle nuove NTC 2018.

ING. Il nostro è un Paese a rischio sismico, idrogeologico, vulcanico. Il Consiglio Superiore supporta la gestione di questo rischio con Norme, Pareri, Linee Guida, Certificazioni … Non trova che sarebbe corretto rinforzare l’istituzione del Consiglio in modo che possa avere risorse economiche e umane per potersi occupare anche di altri ruoli, oggi spesso affidati a soggetti terzi creati ad hoc ma con poca esperienza su queste materia ? e che altri ruoli potrebbe svolgere un Consiglio Superiore potenziato ?

MS. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è organo antico ma non superato. La realtà dei fatti ha dimostrato come abbia condotto per mano questo Paese in tutto il suo sviluppo infrastrutturale, fina dall’unità d’Italia. Oggi, ritengo, sia ampiamente riconosciuto come un luogo depositario di coscienza e conoscenza tecnica posta, con indipendenza ed autonomia di giudizio, al servizio dell’intero Paese. Dopo anni di riduzione delle risorse, in primo luogo umane, ad esso assegnate, ora per il Consiglio Superiore si avvertono segnali di inversione di questa tendenza e di possibili potenziamenti. Mi auguro che questo processo, per ora solo abbozzato, possa compiersi nel prossimo futuro, rimettendo il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ed il Servizio Tecnico Centrale nella posizione di centralità tecnica di cui questo Paese ha estremo bisogno.

ING. In Italia abbiamo un Ministero e un Consiglio Superiore dedicato ai lavori pubblici. Ma gran parte delle costruzioni riguardano l’edilizia privata. Non ritiene che sia arrivato il momento che anche questo ambito del mercato abbia un testo unico, e sia seguito direttamente dall’attuale MIT con il vostro supporto tecnico ?

MS. Il testo unico dell’edilizia, DPR 380/01, impostato sulla legislazione dei primi degli anni ’70 e poi rimaneggiato con centinaia di interventi difficilmente organici, superato da più parti anche dalle proprie norme di attuazione (si veda l’esempio delle Norme Tecniche per le Costruzioni), mostra chiaramente i suoi limiti ed i suoi anni.

Di fronte a questo problema il Consiglio Superiore si è fatto promotore, ed ora coordina, un importante, e quanto mai complesso, tavolo tecnico volto al riordino della legislazione primaria sulle costruzioni. Lo scopo è proprio quello di riscrivere un moderno, organico ed aggiornato “Testo Unico delle costruzioni”, che permetta il concreto rilancio del settore italiano delle costruzioni, anche private. Questa è una fra le sfide più complesse che ci aspetta nei prossimi mesi.

ING. Un’ultima domanda. Nei nostri incontri Lei si è spesso soffermato sul tema dell’informazione e formazione. Non a caso è stato lei a suggerire ad INGENIO di realizzare delle pillole video per approfondire le nuove norme tecniche. Ma l’informazione e la formazione sulla sicurezza riguardano non solo i professionisti. Non ritiene che - anche con il supporto dei Consigli Nazionali - l’argomento sicurezza debba diventare oggetto di un corso obbligatorio nelle scuole primarie ?

MS. Mi riallaccio all’inizio di questa intervista per ribadire che è ormai giunto il momento di avviare una rivoluzione culturale sulla prevenzione, che vada oltre il modo degli operatori tecnici, fino a raggiungere i più ampi strati della popolazione.

Su questo, di cui sono fermamente convinto, il Consiglio Superiore dei Lavori pubblici sta lavorando per diverse vie, con diverse realtà istituzionali e produttive.

Non si tratta solo di partecipare, personalmente, con tecnici e funzionari, a centinaia di convegni ed incontri in tutta Italia, ma di fare molto altro.

Ad esempio, fra le ultime iniziative intraprese, recentissimo è un protocollo di intesa con l’Associazione Nazionale Presidi che porterà il Consiglio Superiore dei LL.PP. e la cultura della prevenzione fra i banchi delle scuole e gli studenti, tramite l’alternanza scuola lavoro, fra gli antichi scranni del Consiglio Superiore.

 

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