Tutela ambientale, sviluppo sostenibile e grandi società di servizi: ecco il futuro dell’ingegneria

10/10/2012 2706

“Ingegneri 2020: tutela, sviluppo e occupazione”

È questo il titolo della ricerca, presentata al Congresso riminese, commissionata dal CNI alla S3. Studium. Un’indagine conoscitiva, frutto della consultazione di un gruppo qualificato di esperti, che illustra gli scenari dei prossimi anni e l’evoluzione che avrà la professione ingegneristica.
Sono stati esaminati i tre settori chiave: civile, industriale ed elettronico e le relative innovazioni nei comparti principali, dall’edilizia all’informatica, dall’aerospazio all’automotive.
La rivoluzione innescata dall’intelligenza artificiale e le nuove forme di comunicazione trovano applicazione in settori centrali come la domotica, la medicina, e la stessa messa in sicurezza del territorio. Una situazione che per gli ingegneri comporterà sempre più a confrontarsi con ambiti disciplinari diversi. Dinamiche che influiranno sulla struttura sociale ed economica. La ricerca evidenzia come di fronte “all’attuale tendenza economica, nazionale e globale, si tenderà a ridurre i costi delle imprese e a incentivare collaborazioni e sinergie”. La conseguenza, nei prossimi anni, sarà una diminuzione dell’ingegneria civile a causa “dell’assenza di investimenti pubblici in infrastrutture e del crollo del mercato immobiliare”.
Se il settore delle costruzioni avrà un notevole ridimensionamento, come già mostrano oggi gli indicatori economici, ambiente ed energia saranno invece centrali anche se subiranno le conseguenze della diminuzione degli investimenti pubblici. Altro settore cruciale per gli ingegneri sarà quello della sicurezza informatica, dove si creeranno nuove opportunità occupazionali, soprattutto a livello internazionale. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, l’evoluzione tecnologica e sociale genererà “un fenomeno di polarizzazione occupazionale” con un aumento delle figure professionali più qualificate e una penalizzazione per le professioni intermedie. Per gli ingegneri italiani si equilibreranno i fattori di crescita (nuovi ambiti di domanda) con quelli di diminuzione, dovuti soprattutto alla maggiore concorrenza di professionisti provenienti dall’estero.
Il futuro porterà anche a posizioni lavorative meno stabili, di più breve durata e con retribuzioni minori, ed entro il 2020 si prevede una diminuzione di coloro che eserciteranno la professione di ingegnere. Infine, dato significativo, le politiche dell’Ue “continueranno a spingere per la mobilità dei professionisti nello spazio europeo”.
In conclusione la ricerca dimostra come la professione ingegneristica nel prossimi futuro dovrà essere più generalista, “perché emergerà la necessità di competenze più trasversali e più differenziate”.

Scarica la ricerca “Ingegneri 2020: tutela, sviluppo e occupazione”
 

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