Equo compenso architetti e ingegneri: risultati positivi. Il dettaglio

OSNAI sull'equo compenso e le gare di progettazione: diminuisce del 20% la percentuale di quelle pubblicate senza il calcolo dei compensi in base al decreto parametri

Sono in crescita, i bandi di progettazione in cui i corrispettivi posti a base di gara sono calcolati secondo il Decreto Parametri BIS e di quelli in cui la scelta di usare il requisito del fatturato è motivata. Inoltre, in nessun bando viene chiesto ai professionisti che partecipano alla gara di versare la cauzione provvisoria. Lo si evince dagli interessanti dati pubblicati da ONSAI, Osservatorio Nazionale sui Servizi di Architettura e Ingegneria del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc), relativi ai primi 100 bandi sul territorio nazionale nel primo trimestre 2018.

In base all'analisi, diminuisce del 20% la percentuale di gare pubblicate senza il calcolo dei compensi in base al decreto parametri, sono l’8% in meno gli errori di calcolo dei corrispettivi per i professionisti e cala del 27% la non adeguata motivazione per la richiesta del requisito di fatturato. Resta comunque pari al 39% la percentuale di calcoli errata. Più in generale, su 25 parametri analizzati, i dati sono quasi tutti in miglioramento. Fra le eccezioni, l'aumento della mancata motivazione per il ricorso al criterio del minor prezzo (+7%) e dell'errata richiesta dei servizi di punta (+ 1%). Ecco nel dettaglio le variazioni migliori:

  • calcolo dei corrispettivi non allegato al bando: -20%;
  • errato calcolo dell'importo a base di gara: -8%;
  • errate categorie delle singole opere: -21%;
  • mancato rispetto dei termini per presentazione offerte: -14%;
  • non congruità del tempo per lo svolgimento del servizio: -10%;
  • non adeguata motivazione per richiesta requisito fatturato: -27%;
  • errata richiesta fatturato max 2 volte importo a base di gara: -8%;
  • errata applicazione principio analogia categorie: -10%;
  • mancato rispetto di divieto di cauzione provvisoria: -9%.

Equo compenso professionisti: il 'rinforzo' della Legge di Bilancio 2018

Ricordiamo che, in merito all'equo compenso rafforzato, la legge 205/2017 ha specificato che "il compenso del professionista deve essere conforme al Decreto Parametri". La correzione al Decreto Fiscale ha quindi rafforzato il riferimento ai parametri ministeriali per stabilire l'equità dei compensi (proporzionati alla quantità e alla qualità del lavoro svolto): non si deve cioè solamente tenerne conto, ma la determinazione dell'ammontare dei pagamenti deve esser "conforme" ai criteri fissati. Ciò significa che:

  • tutti i professionisti sono tutelati nei confronti di clienti forti (banche, assicurazioni, medie e grandi imprese e pubblica amministrazione);
  • in capo agli stessi clienti vige l'obbligo di stabilire un compenso per i professionisti che sia "commisurato alla quantità e alla qualità della prestazione svolta".

A livello di compensi minimi previsti dal DM Parametri BIS (Decreto del Ministero della giustizia del 17 giugno 2016), ricordiamo che un professionista incaricato deve essere retribuito con un compenso che varia dai 50 ai 75 euro l'ora, un aiuto dai 35 ai 50 euro e un aiuto di concetto dai 30 ai 37 euro. Si tratta comunque di cifre indicative in quanto la determinazione del compenso, ad esempio per le opere pubbliche, deve tenere conto del costo delle singole categorie che compongono l'opera, della complessità della prestazione fornita dal professionista e della specificità della sua prestazione.

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