Energia, smart city, architettura: il Fuorisalone di Progetto CMR a bordo di un tram parlando di città del futuro

Chiara Samorì - redazione INGENIO 20/04/2018 2049

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MILANO. Un viaggio itinerante tra le mete del Fuorisalone a bordo di un tram storico per confrontarsi sui temi della sostenibilità e dell'innovazione. Anche quest’anno Progetto CMR partecipa alla Milano Design Week con l’iniziativa «Tram Way To The Future» che fino al 22 aprile da la possibilità di approfondire temi trasversali in materia energia, smart city, architettura e arte.

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«Ogni pomeriggio abbiamo un tram a nostra disposizione che gira per le strade di Milano - ha detto Massimo Roj, fondatore e Ad di Progetto CMR - uniamo il passato ai temi legati al futuro: il tram è il primo mezzo di locomozione della città, sostenibile, a energia elettrica, è un mezzo del passato che, però, attraverso il suo percorso incontra i progetti che stiamo realizzando come società e consente di vedere i luoghi del Fuorisalone da un’ottica diversa, trasformati dall’innovazione che il mondo del design porta in città per questa occasione». La settimana di eventi sul tram si conclude domenica 22 con la performance “TRAMe a Colori”, ideata dal Castello di Rivoli: i passeggeri avranno a disposizione una lunga rete da cantiere da tessere e cucire insieme, in un momento di arte condivisa e spontanea.

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La performance inizierà sul tram e si completerà in Piazza Castello, dove si trova la seconda iniziativa di Progetto CMR: la smart square «We feel your energy» parte dell’iniziativa INHABITS - Milano Design City, presentata da DDN. «L’installazione mostra al pubblico quello che succederà nelle piazze che stiamo progettando per Milano - ha spiegato Roj - la città prossimamente ne avrà 12 nuove, quattro le stiamo studiando noi e il primo spazio sarà The Sign, il nuovo complesso certificato LEED Platinum pensato per Beni Stabili». Il progetto recupera un’area dismessa restituendo alla città un luogo innovativo anche grazie alla presenza della piazza che avrà tutte le caratteristiche di una smart square.
«Altre tre piazze completeranno lo sviluppo dell’area Bocconi - ha aggiunto - mentre un altro luogo d’intervento sarà a Santa Giulia e la quarta piazza, sarà realizzata presso la nuova sede di Unipol nei pressi di via De Castillia». Nell’installazione difronte al Castello Sforzesco è collocata una scultura di luce, mentre il pavimento è rivestito da innovative piastrelle, in grado di illuminarsi, comunicare tra loro e rilevare il passaggio delle persone producendo una serie di suoni, luce e colori e dando vita alla melodia della piazza.

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Massimo Roj interverrà anche domenica alle 15.30, parlando de «Le Città Del Futuro», un tema che è stato toccato anche in occasione di una delle tavole rotonde svoltasi in settimana dedicata all’energia e ai cambiamenti climatici. A bordo del tram ecologico, si è dibattuto sul futuro del sistema energetico e sul ruolo di coloro che sono chiamati a progettare i villaggi urbani del domani. «È necessario parlare anche di energia e clima quando si parla di sviluppo urbano - ha commentato Massimo Roj - il nostro suggerimento è quello di pensare a città multicentriche dove ogni distretto sia autosufficiente, sia per quanto riguarda la produzione energetica sia per quella alimentare, lo step successivo è collegarle una con l’altra creando un sistema correlato dove ci si possa spostare facilmente e dove le persone possano trovare all’interno del proprio distretto, la parte residenziale, quella lavorativa, ludica oppure commerciale e quindi dar vita a un vero paese autosufficiente all’interno della città. A esempio, Milano potrebbe essere collegata a Torino, Brescia e a Genova in un’area di circa 20mila chilometri quadrati, dove ogni singolo centro urbano possa essere considerato un distretto collegato, in una grande città moderna». Il ruolo delle attuali infrastrutture e reti energetiche non passerà in secondo piano. «Oggi il consumo del parco edilizio residenziale italiano si aggira intorno ai 30 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio - ha detto Massimo Gallanti, responsabile del Dipartimento Sviluppo Sistemi Energetici di Rse, società del Gestore servizi energetici (Gse) - una quantità molto alta che va senz’altro diminuita grazie a un uso consapevole dell’energia, come è altrettanto importante passare da un’economia basata sulle energie fossili, quella attuale, a una basata sulle fonti rinnovabili». Il cambiamento che porta verso l’autosufficienza energetica però non significa inutilità delle reti elettriche. «Le infrastrutture energetiche che abbiamo sviluppato in questi anni per sfruttare le energie fossili - ha detto Gallanti - dovranno rimanere ugualmente al centro di una economia decarbonizzata dove la produzione arriverà per la gran parte da fonti rinnovabili, ma anche dalla possibilità di sfruttare in modo combinato e aggregato l’energia che un singolo individuo riuscirà a produrre autonomamente e che metterà a disposizione di altri».