CLASSIFICAZIONE SISMICA DEGLI EDIFICI: una nuova visione tecnica ed economica della sismica

Gian Michele in questo articolo - che è la sintesi di alcune sue ultime lezioni - parla di un uso ottimale delle risorse.

Perchè in un Paese in cui spesso si spende dove non serve o viceversa, è necessario arrivare a un nuovo modo di pianificare gli interventi.

Calvi scrive: "Mi pare evidente che su un piano strettamente razionale di uso ottimale delle risorse, la logica dovrebbe piuttosto essere del tipo “interveniamo prioritariamente dove a parità di impiego di risorse si produce una maggiore riduzione del rischio”.
È peraltro altrettanto chiaro che l’applicazione di una logica di questo tipo implica valutazioni più complesse, che includono la definizione di possibili modalità di intervento, la stima del loro costo e la stima dei benefici ottenibili, quantificando in termini economici il valore della riduzione del rischio attesa.
"

D'altronde, non si può non condividere la sua opinione. Per esempio che i criteri di progetto di un ospedale e di una casa, se hanno in comune il livello minimo di sicurezza strutturale che devono garantire, hanno invece un diverso livello di sicurezza per quanto riguarda la prevenzione dei danni collaterali, quelli che non provocano un rischio per le persone ma possono impedire l'uso per un periodo limitato dell'opera: un ospedale non può permettersi di chiudere neanche un giorno! Progettare quindi non solo pensndo ai valori minimi normativi, ma all'uso, ai diversi tipi di danni accettabili, ai costi di ammortamento dei "costi sismici" sostenuti per dare una maggiore sicurezza all'opera, o viceversa il "deprezzamento sismico" che un'opera ha nel tempo.

Questo articolo rappresenta - a mio parere - le linee guida di un nuovo modo non solo di progettare ma di intendere la progettazione, in uno schema che elimina l'appiattimento tecnico culturale sulla sismica e porta ogni committente, ogni progettista, ogni figura coinvolta a svolgere il proprio ruolo con maggiore intensità: una visione che da un valore più alto all'ingegneria intera.

 

Buona lettura,

Andrea Dari