Intervista a Piergiorgio Borgonovo, Presidente Ordine Monza e Brianza - Accorpamento delle province

30/11/2012 2667

Intervista a:
Piergiorgio Borgonovo
Presidente dell'Ordine della Provincia di Monza e Brianza

 

 

 

 

 

 

Presidente, è favorevole al fatto che con l'accorpamento delle province si debbano accorpare anche gli Ordini?

È necessario chiarire preventivamente che gli Ordini sono organi periferici del Ministero di Grazia e Giustizia. In quanto tali dipendono direttamente da questo Ministero e, oltre alla verifica ed alla tenuta dell'Albo degli iscritti, svolgono importanti funzioni istituzionali di disciplina e di controllo degli iscritti con l'assunzione, se necessario, di provvedimenti sanzionatori anche drastici quali la cancellazione dall'Albo. Organi di Disciplina che, con la Riforma delle Professioni, saranno ubicati presso i Tribunali di riferimento. Per questi motivi il C.N.I (a nome di tutti gli Ordini Tecnici) sta richiedendo al Governo che, così come lo è già per gli Avvocati e i Commercialisti, anche gli altri Ordini vengano organizzati territorialmente non più su base Provinciale ma su base Circoscrizionale del Tribunale di riferimento. Pertanto non è ancora detto che gli Ordini seguiranno il destino delle Province.

Ritiene che la gestione di un territorio più ampio, spesso con caratteristiche e tradizioni diverse, possa essere un problema per gli Ordini accorpati? In che modo si dovrebbero tutelare i diversi territori?

In caso contrario, sono certamente più i disagi e le difficoltà (si pensi solo al doversi recare presso la sede centrale in caso di necessità) che i vantaggi per gli iscritti. Così come sarà più difficile e complessa la gestione delle attività oggi divenute obbligatorie (vedi: Formazione Permanente, Istituzione del Tirocinio, ecc.).

La costituzione di Ordini più grandi potrà diventare lo strumento per poter dare all'Ordine stesso più forza e capacità operativa? Quali potrebbero essere i nuovi servizi?

La costituzione di Ordini più grandi comporterà da una parte maggiori complicazioni nella amministrazione e, dall'altra, una minore qualità dei servizi. Il rimedio (parziale) potrebbe essere quello di mantenere comunque delle sedi operative decentrate nei territori delle province soppresse.

In caso di accorpamento dovrebbe essere rivisto anche il sistema di votazione del Consiglio Direttivo dell'Ordine stesso e del CNI?

È evidente che, in caso di accorpamento, verranno favorite le realtà delle grandi città a scapito delle comunità più piccole e periferiche che rischiano di non vedersi rappresentate nei Consigli Direttivi, né tantomeno nel C.N.I.