Edilizia industrializzata - Intervista a Franco Mola, DIS - Politecnico di Milano

13/12/2012 2729

L’innovazione tecnologica nell’edilizia industrializzata

La prefabbricazione in calcestruzzo rappresenta da tempo una delle soluzioni più affidabili e di maggiore qualità per le costruzioni, soprattutto in ambito infrastrutturale e industriale.
Quali sono le innovazioni che secondo voi ne caratterizzeranno lo sviluppo futuro e la conferma di questo ruolo?

La prefabbricazione in calcestruzzo strutturale si è affermata da lungo tempo nel nostro paese quale soluzione privilegiata nell'ambito della edilizia industriale, e di largo impiego in opere infrastrutturali, in quest'ambito limitata ad opere di piccola e media scala. Le ragioni di questo successo sono da ricercarsi essenzialmente nel costo contenuto, nella rapidità di montaggio e nella semplicità costruttiva.
Approfondendo queste prerogative con particolare riferimento alle capacità prestazionali delle opere prefabbricate in calcestruzzo si può osservare che il loro assemblaggio definitivo, che avviene, generalmente attraverso getti in opera, permette di conferire al sistema doti di capacità resistente e rigidezza, in grado di garantire, se ben calibrate, adeguata robustezza alle costruzioni, Una particolare attenzione deve essere posta al problema della durabilità, la cui garanzia, se da un lato può essere affidabilmente assicurata dal processo produttivo e dall'impiego di materiali di alta qualità, dall'altro può essere peraltro fortemente inficiata da un non soddisfacente comportamento strutturale nelle zone critiche di unione fra le varie parti, ove possono manifestarsi significativi degradi a causa di un insufficiente approccio progettuale. Il livello prestazionale delle opere prefabbricate in calcestruzzo, il cui ruolo pressoché totalizzante in ambito industriale e di primo piano in ambito infrastrutturale rimarrà in futuro sostanzialmente inalterato, potrà essere ulteriormente ampliato migliorando da un lato le caratteristiche dei materiali, dall'altro incrementando l'affidabilità dei sistemi. Riguardo il primo punto si ricorda l'impiego di calcestruzzi di elevate prestazioni, riguardo il secondo lo studio e l’applicazione di elementi di collegamento di grande efficacia a duttilità.
Soprattutto per questi ultimi, dovrà perseguirsi un grande sforzo progettuale e tecnologico, allo scopo di garantire elevata robustezza all'insieme, senza la quale le costruzioni prefabbricate perdono di affidabilità e possono essere soggette a danni ingenti in presenza di perturbazioni dell'intensità e della natura delle azioni ad esse applicate.

In molti Paesi si costruisce “in prefabbricato” anche nel residenziale mentre in Italia rappresenta ancora una soluzione di nicchia. Cosa pensa si dovrebbe fare in Italia per promuovere questa tecnologia anche nel settore dell’edilizia residenziale?

L’utilizzo della prefabbricazione nel campo residenziale ha goduto di non trascurabile popolarità nel nostro Paese negli anni 60-70, con la costruzione degli edifici per abitazione a pannelli portanti in calcestruzzo armato. Questa tecnologia, che si è dimostrata non adeguata per svariati motivi, è stata pressoché completamente abbandonata, relegando la costruzione prefabbricata ad uso residenziale in un ambito assai limitato. Fra i più evidenti fattori negativi che hanno penalizzato la costruzione prefabbricata a grandi pannelli vi sono da ricordare la mancanza di flessibilità di utilizzo, la insufficiente tecnologia delle finiture che si traduce in costi energetici proibitivi e la ripetitività morfologica delle costruzioni, in genere utilizzate per la realizzazione di nuovi quartieri con risultati non raramente angoscianti sotto l'aspetto urbanistico e a volte socialmente allarmanti, come peraltro sperimentato, spesso con maggiore acutezza in altri paesi europei ed extraeuropei ove questa tecnologia costruttiva è stata spesso impiegata in modo massiccio.
Per allargare il proprio ambito di impiego nel residenziale la prefabbricazione deve potere garantire prerequisiti che, sebbene possano essere contrastanti con quelli che la identificano in forma primaria, ovvero la industrializzazione spinta, la ripetitività e la standardizzazione, siano in grado di soddisfare alle esigenze del mercato, che nel nostro paese è caratterizzato da scelte fortemente personalizzate. A fronte di una intrinseca aporia del processo prefabbricativo nel soddisfare a esigenze assai diversificate, vi è peraltro da osservare che nell'ultima decade l'industria edilizia, che è invece n grado di soddisfare con grande disponibilità e competitività a tali esigenze, ha compiuto sensibili progressi, sia utilizzando materiali di maggior pregio e caratteristiche meccaniche, sia introducendo sistemi costruttivi di grande affidabilità, primi fra tutti le strutture di impalcato in calcestruzzo armato, riducendo sensibilmente l'utilizzo di solai alleggeriti con laterizi la cui intrinseca fragilità costituisce un fattore fortemente limitante la durabilità dell'opera. Queste constatazioni portano a concludere che in uno spiccato carattere di rigidità sia formale che di utilizzo siano da ricercarsi le ragioni dell'impiego limitato della prefabbricazione in ambito civile e la loro rimozione, che potrà avvenire solo attraverso la possibilità di disporre di sistemi costruttivi agili e capaci di soddisfare a richieste caratterizzate da forte personalizzazione, potrà garantirle una maggiore presenza nell’ambito dell’edilizia abitativa. Questi concetti non si applicano ovviamente al caso di edilizia mirata alla ricostruzione di territori colpiti da catastrofi naturali, in particolare i terremoti, ove prevale il carattere di urgenza degli interventi e per i quali la standardizzazione del sistema costruttivo che può conseguirsi attraverso le prefabbricazione è fattore irrinunciabile. Sono questi tuttavia casi che, sebbene evidenzino con chiarezza e affidabilità di risultati il ruolo che la prefabbricazione può avere in ambito abitativo, rimangono ai confini del mercato delle costruzioni ove in assenza di fattori contingenti emerge il carattere di singolarità e personalizzazione delle scelte che ne definiscono l’orientamento.

Perché in alcuni Paesi evoluti come gli Stati Uniti la scelta della struttura in calcestruzzo diventa sempre più dominante? e su cosa dovrebbe puntare la nostra industria della prefabbricazione per rafforzare l'immagine presso i progettisti e i committenti?

L'utilizzo del calcestruzzo quale materiale strutturale si è largamente affermato non soltanto nei paesi più evoluti, ma anche in quelli emergenti principalmente a causa del basso costo del materiale, del suo elevato rendimento in termini di costi/prestazioni, nonché del suo contenuto impatto energetico, nettamente inferiore a quello dell'acciaio. Quest'ultima prerogativa e l’avanzamento della ricerca che ha reso disponibili calcestruzzi a ridotto indice di inquinamento ambientale, pongono questo materiale in posizione privilegiata per soddisfare alle esigenze di eco sostenibilità che è prerogativa assurta a ruolo determinante del processo ricerca-progettazione-costruzione che è alla base della moderna edilizia abitativa. Vi sono poi da ricordare i prerequisiti intrinseci di resistenza sia nei confronti di sollecitazioni indotte da cause statiche, sia per quanto riguarda azioni eccezionali quali il fuoco e, in elementi e sistemi strutturali ben progettati, le prerogative di durabilità e robustezza. Queste peculiarità hanno permesso nelle ultime due decadi di progettare edifici abitativi in calcestruzzo armato di importante valenza architettonica, frutto di una libera creatività, garantendone l'esecuzione attraverso tecnologie sempre più complesse e raffinate. A questo riguardo vi è da sottolineate il sempre più largo impiego che si fa del calcestruzzo strutturale nella costruzione di edifici alti, che si rivela conveniente indipendentemente dall'altezza dell'edificio e che permette di raggiungere livelli prestazionali elevati.
La disponibilità di calcestruzzi ad alte prestazioni pone la prefabbricazione strutturale in una posizione privilegiata, ponendo le basi per ulteriormente incrementare la garanzia della qualità dei suoi prodotti.
Tuttavia, per poter conquistate una posizione più solida nel riguardi della committenza, la prefabbricazione deve acquisire un più elevato livello di affidabilità, rinunciando a scelte che, miranti a privilegiare l'aspetto economico del prodotto, spesso ne penalizzano la capacità e la robustezza. Un approccio progettuale improntato ad una sensibilità più meditata, che permetta di porre in posizione di preminenza la sicurezza e la prestazionalità del manufatti, mantenendo alle prerogative di economia del processo produttivo una posizione giustamente importante ma non esclusiva, ritengo debba costituire atteggiamento prioritario di tutte le professionalità coinvolte nel processo progettuale, tecnologico e produttivo dal quale la prefabbricazione potrà trarre le premesse di un rafforzamento della propria immagine nei confronti dei progettisti, dei costruttori e dei committenti.