L’Information Management, il Project Management e il BIM

Antonio Vettese - Consigliere Nazionale OICE 03/08/2018 1490

Il termine BIM e il fenomeno con esso evocato è accompagnato, nel campo delle costruzioni, da un’insolita aspettativa di dirompente novità al limite della rottura con il passato.
In realtà, anche se comunque si è di fronte a una trasformazione significativa delle modalità di sviluppo dei processi, non saranno in ogni caso estirpate e stravolte le modalità tipiche dell’attività del progettista, del costruttore, del manutentore e del gestore che hanno caratterizzato, sino ad oggi, la buona regola dell’arte.
Le competenze professionali, quando solide, saranno ancora l’ingrediente indispensabile di una modalità operativa che, arricchita, questo si, da una più elevata digitalizzazione, è capace di generare, più facilmente, i risultati sempre ricercati, dal buon project management, in termini di qualità, di efficacia e di efficienza.
Chi insegue iperboli dunque rischierà di non cogliere il punto, chi invece, avendo ricercato, praticato con costanza e verificate, nei risultati ottenuti, combinazioni ottimali di metodi estrumenti, sarà agevolato nel promuovere le proprie capacità con un più alto livello di digitalizzazionee coglierà, con gradualità, ma con risultati crescenti i benefici del BIM.
Questa breve testimonianza è basata su lezioni apprese, in tante esperienze pratiche, nelle quali è stato costante lo sforzo di migliorare le tecniche di project management e i risultati attesi, attraverso lo sviluppo e la disponibilità, in fase decisionale, di informazioni sempre più idonee per completezza, tempestività e specificità.
La combinazione ottimale dei metodi di organizzazione dei processi ispirati al project management e degli strumenti digitali più opportuni, perché sempre più performanti e pervasivi di tutti i processi, è stata la cifra caratteristica delle esperienze che meglio convincono peri risultati ottenuti, e ad essa si è fatto ricorso, anche recentemente, nei progetti pilota OICE, per interpretare il cosiddetto fenomeno BIM.
Ad essa ci si è riferiti nella caratterizzazione dei tre Forum Bim organizzati da OICE a Milano nel 2016, a Roma nel 2017 e, ancora, a Roma nel 2018 e nella loro differenziazione rispetto ad eventi analoghi.
Come si avrà occasione di circostanziare di seguito, questa impostazione ha trovato riferimento confortante nelle best practice internazionali, soprattutto USA e UK, dalle quali sono stati derivati buona parte degli spunti elaborati, poi, in modo originale, sulle nostre specificità.
Si farà riferimento agli standard e alle best practice che meglio sono serviti di ispirazione.

Il breve percorso narrato in questa nota, parte da considerazioni di Project management sul rapporto tra informazioni e processo decisionale e sulla necessità di miglioramento delle informazioni a beneficio di decisioni che si pretendono efficaci; schematizza un percorso per ottenere tale miglioramento attraverso un processo più avanzato di digitalizzazione sostenuto da una organizzazione coerente dei processi.

Si darà merito ad un approccio graduale che, nell’ambito di una strategia di sviluppo definita come quadro di riferimento, permetta di raggiungere obiettivi crescenti di utilità e vantaggi.
La gradualità suggerita dalla sostenibilità, dal punto di vista economico, degli investimentiin nuovi strumenti e in formazione delle risorse umane, dal tempo di maturazione da concedere all’evoluzione delle risorse (come organizzazione e come attitudine) è anche impostadall’evoluzione, ancora in corso, delle funzionalità degli strumenti, verso modalità operative sempre più integrate e circolari.

Rapporto tra informazioni e processo decisionale

Lo sviluppo di un processo progettuale su obiettivi prefissati e il loro raggiungimento con scostamenti minimi, sono la finalità del Project Management.
Il progetto, nelle sue definizioni più universalmente condivise, è un processo di trasformazione che permette di soddisfare precise esigenze come dati di input, nel rispetto di vincoli.
Sono le interazioni tra le varie entità che intervengono a caratterizzarne la complessità del processo.
Sono le informazioni scambiate a permettere le interazioni, la cui efficacia in termini di esiti progettuali dipende proprio dalla qualità delle informazioni utilizzate, dal loro scambio mirato e tempestivo.
L’organizzazione delle interazioni sottende, di necessità, quella dei flussi informativi.
L’efficacia dell’organizzazione dei flussi informativi è misurata sull’efficacia nel generare decisioni capaci di orientare lo sviluppo del processi sugli obiettivi.
Quando questo tema non è stato affrontato e risolto con la necessaria precisione i risultati non sono stati soddisfacenti.
Serve evocare tutti i casi nei quali ciò è avvenuto? Sono troppi.
Basti citare, per tutti, un importante progetto infrastrutturale UK, che ha avuto esiti infausti, e notare come nel report di audit, diremmo della corte dei conti inglese, tra le cause di failure si segnalano proprio le poor information disponibili al management.
Il rapporto tra la qualità delle informazioni e quella dei processi decisionali che dovrebbero utilizzarle, è stato (e lo è ancora) tra i temi più trattati nello sviluppo di tecniche adeguate di Project Management che ad esempio hanno sempre considerato come metodo efficace l’organizzazione dei dati di progetto, degli elaborati, dei contenuti sviluppati nelle varie fasi perparti d’opera e l’utilizzo della scomposizione dell’opera come elemento portante dell’organizzazione univoca ed integrata di tutti gli elementi di complessità (norme, costi, tempi, risorse,ecc.).
Si potrebbe dire che la scomposizione costituisce, per questa sua applicazione, una piattaforma e che le discipline si incontrano sulle parti d’opera, nell’organizzazione dei dati.
E sarà proprio questo aspetto ad essere esaltato nel BIM con le funzionalità messe a disposizione dai nuovi strumenti informatici.

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Questo articolo è stato tratto da "Innovare per progettare il futuro. Primo Libro Bianco sul Building Information Modeling" pubblicato da Italferr nel mese di giugno 2018.

www.italferr.it