Conto energia termico - Intervista a Gian Vito Graziano, Presidente Consiglio Nazionale dei Geologi

31/01/2013 2555

Intervista a:
Gian Vito Graziano
Presidente Consiglio Nazionale dei Geologi

 

 

 

 

 

 

1. Quali sono le finalità del provvedimento?

Il Decreto Ministeriale del 28 dicembre 2012 (Conto energia termico) dà attuazione all'art. 28 del decreto legislativo n. 28/2011, che prevedeva l’incentivazione degli im-pianti di produzione di energia termica da fonti rinnovabili. È bene ricordare che il D.Lgs. 28, emanato a marzo 2011, recepisce la direttiva europea CE/28/2009 finalizza-ta alla promozione delle fonti energetiche rinnovabili.

2. Quali gli aspetti positivi e negativi del Decreto?

L'aspetto certamente più positivo del decreto è la stabilizzazione del sistema di agevo-lazioni a favore degli interventi di efficientamento energetico degli edifici, che da cer-tezze precise agli operatori del settore ed ai soggetti che intendono eseguire questi in-terventi. Altro aspetto positivo è il chiaro riconoscimento del contributo che danno le fonti rinnovabili termiche e l'efficienza energetica in edilizia alla crisi energetica che stiamo attraversando.
Per contro, gli incentivi sono riservati solamente agli interventi di riqualificazione degli edifici esistenti e non ai nuovi interventi, nell'ambito dei quali queste nuove tecnolo-gie rinnovabili si inseriscono meglio. Se è condivisibile da una parte l'obiettivo di migliorare le prestazioni energetiche del patrimonio edilizio attuale, altrettanto importante sarebbe stato dall'altra un sistema premiante per chi realizza impianti efficienti e sostenibili nell'ambito di nuove costruzioni. A questo proposito il D.Lgs. 28/2011 prevedeva espressamente l'incentivo per i nuovi impianti, sebbene commisurato solo alla parte eccedente le quote minime di energia termica rinnovabile fissata dal D.Lgs. stesso: il Conto energia termico è dunque inadempiente rispetto a quanto previsto da una disposizione di legge, a cui pure dovrebbe essere subordinato.
Inoltre, è doveroso sottolineare che i provvedimenti introdotti dal governo nell'ultimo anno in materia di energia determinano un aumento di spesa complessiva di circa 5 miliardi di euro, contro i 9/anno che derivano dai Conti Energia precedenti (risorse che per legge devono essere ricavate dalle tariffe energetiche, perciò da famiglie ed imprese). Ebbene, nonostante l'enunciazione del ruolo fondamentale delle rinnovabili termiche, che peraltro hanno una notevole ricaduta occupazionale interna, a differenza di quelle elettriche, e dell'efficienza energetica ad essi, sono destinati solo 900 milioni di euro/anno, mentre gli altri sono tutti per le rinnovabili elettriche, fotovoltaico ed eolico in testa.
Infine, il Decreto incentiva maggiormente alcune tipologie di intervento, soprattutto sull'efficientamento degli involucri degli edifici, degli infissi e delle caldaie, mentre agevola in misura inferiore tecnologie - come la geotermia con pompe di calore - che pure sono internazionalmente riconosciute come eccellenti, sia in termini ambientali che per efficienza energetica.

3. Qual è la posizione del CNG?

Ovviamente su quest'ultimo punto il CNG si è espresso molto criticamente in un comunicato del 20/11/12, dopo la pubblicazione della bozza del decreto che non differisce molto dalla versione finale. Con l'emanazione di questo decreto il Ministero ha perso l'occasione di riconoscere la potenzialità specifica della geotermia in Italia. La comunità dei geologi italiani non può accettare passivamente tale lacuna per almeno tre motivi:
- la diffusione delle geotermia a pompe di calore porterebbe maggiore occupazione tra professionisti (geologi, ingegneri, termotecnici), produttori di pompe di calore (l'Italia vanta una grande tradizione in questo campo) ed operatori delle ditte installatrici;
- la geotermia è indiscutibilmente riconosciuta come il sistema di climatizzazione più efficiente dal punto di vista energetico e sostenibile dal punto di vista ambientale;
- la diffusione di piccoli impianti geotermici creerebbe una cultura "geotermica" globale, premessa necessaria per la valorizzazione dell'enorme potenziale geotermico anche a medio-alta entalpia, di cui è straordinariamente ricco il nostro paese e che incredibilmente è utilizzato in percentuali minime.

4. Quali i suggerimenti per una possibile revisione del Decreto?

Fortunatamente la revisione del Decreto Ministeriale appena pubblicato deve avvenire in tempi rapidi, addirittura in meno di un anno. Qualora vi sia una reale disponibilità ad ascoltare le nostre posizioni, porteremo avanti una proposta di revisione con incentivi differenziati, in modo da premiare maggiormente l'efficienza e la sostenibilità reale degli interventi di riqualificazione energetica ed i nuovi impianti. Per fare ciò occorrerà certamente misurare le prestazioni degli interventi incentivati, cosa che non è prevista nella versione attuale del Decreto. Inoltre, chiederemo da subito di inserire le sonde geotermiche ed i geoscambiatori tra gli interventi che godono del contributo statale.

5. Quali sono secondo il CNG le criticità e le opportunità delle nuove normative sulle energie rinnovabili termiche e sull’efficienza energetica?

Le criticità sono quelle dette in precedenza. Le opportunità a nostro avviso sono molto condizionate dal coraggio che avrà il prossimo governo per una revisione complessiva del settore energetico finalizzata alla valorizzazione delle risorse e delle competenze che caratterizzano il nostro paese. Sono passati 50 anni dalla morte del grande Mattei, che intuendo le potenzialità di una risorsa del sottosuolo ha contribuito in modo rilevante alla ricostruzione del nostro paese nella seconda metà del secolo scorso. Oggi, con la crisi economica che colpisce gravemente l'Italia occorre nuovamente questo coraggio e questa lungimiranza, e le risorse nel sottosuolo, peraltro pulite, non mancano. I geologi italiani sono pronti a fare la loro parte.