Cessione Ecobonus e interventi condominiali: conferme e incongruenze della nuova guida AdE 2018

Elisa Carrozza - C2R Energy Consulting Ivana Lisitano - C2R Energy Consulting 24/10/2018 2516

Nuova guida ADE sulle detrazioni fiscali

Nel mese di ottobre è stata pubblicata la nuova guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico. L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile un nuovo compendio contenente le novità in fatto di detrazioni fiscali, le regole e le procedure per poterne usufruire.

Le principali novità del 2018 riguardano:

  • Riduzione al 50% della percentuale di detrazione per una serie di interventi tra cui la sostituzione di infissi e la sostituzione di generatori di calore con impianti a biomassa o generatori a condensazione in classe A o maggiore;
  • Esclusione delle caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A;
  • Introduzione della nuova detrazione (65%) per l’impiego di micro-cogeneratori;
  • Detrazione al 65% per impianti dotati di sistemi ibridi o generatori d’aria calda a condensazione.

Oltre alle novità riguardanti gli interventi interessati dalle detrazioni, la guida AdE tratta la cessione del credito, con particolare attenzione agli interventi condominiali.

Infine, sono presenti le regole e gli adempimenti necessari all’ottenimento delle detrazioni e le modalità di controllo da parte dell’Enea.

Cessione del credito

Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 e relative ad interventi di riqualificazione energetica soggetti alle detrazioni fiscali è possibile la cessione del credito nei confronti di fornitori o altri soggetti privati, come specificato all’art. 14 comma 2-sexies del D.L. n. 63/2013 e s.m.i. Per i contribuenti che nell’anno precedente alla spesa si trovano nella no tax area è poi possibile cedere il credito anche a intermediari finanziari e istituti di credito (D.L. n. 63/2013 e s.m.i. art. 14 comma 2-ter).

Le caratteristiche dei soggetti che si trovano nella no tax area, i cosiddetti “incapienti”, vengono definite all’art. 11, comma 2, e all’art. 13, comma 1, lettera a), e comma 5, lettera a) del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al DPR n. 917/1986.

È infine possibile una sola cessionesuccessiva a quella originaria.

Nel 2018, oltre alla cessione del credito per gli interventi sulle parti comuni dei condomini, è stata prevista la cessione del credito anche per interventi sulle singole unità immobiliari.

Parti comuni di edifici condominiali

Per quanto riguarda le parti comuni degli edifici condominiali, la detrazione riguarda le spese effettuate dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021. Per gli interventi di riqualificazione energetica sulle parti comuni di edifici condominiali è possibile accedere a percentuali di detrazione più elevate. Se l’intervento di coibentazione dell’involucro interessa una superficie maggiore del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, la detrazione spetta nella misura del 70%. La detrazione del 75%, invece, è relativa agli interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguono almeno la qualità media di cui al D.M. del 26 giugno.

Anche per gli interventi condominiali è prevista la cessione del credito. I soggetti che possono usufruirne si dividono in incapienti e non.

Per quanto riguarda i soggetti incapienti la guida recita: “Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni di edifici condominiali, compresi quelli che danno diritto alle maggiori detrazioni del 70% e 75%, i condòmini che, nell’anno precedente a quello di sostenimento della spesa, si trovano nella cosiddetta “no tax area” (incapienti) possono cedere un credito pari alla detrazione Irpef spettante.”

Per i soggetti diversi dagli incapienti, invece, la cessione riguarda solo le detrazioni del 70% e 75% e non può essere a favore di istituti di credito, intermediari finanziari o pubbliche amministrazioni.

Su questo punto la guida appare incongruente con quanto previsto dalla legislazione vigente (D.L. 63/2013 e s.m.i.); la circolare n.11/E del 18 maggio 2018 specifica che”[…] i condòmini possono optare per la cessione del credito corrispondente alla detrazione (pari, rispettivamente, al 70 o al 75 per cento delle spese sostenute) ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con facoltà di successiva cessione di credito.” In seguito, viene aggiunta la possibilità di cessione anche per i soggetti appartenenti alla no tax area con l’opportunità, solo per questi ultimi, di cessione anche nei confronti di istituti di credito e intermediari finanziari.  Nella circolare 11/E i chiarimenti in merito di cessione del credito sono riassunti nelle tabelle riportate al paragrafo 2:

tabella - Chiarimenti in merito alla cessione del credito (Circolare n.11/E)

Tabella 1 – Chiarimenti in merito alla cessione del credito (Circolare n.11/E)

 Tabella-Chiarimenti in merito alla cessione del credito (Circolare n.11/E)

Tabella 2 - Chiarimenti in merito alla cessione del credito (Circolare n.11/E)

Quanto riportato nella nuova guida dell’Agenzia delle Entrate è inoltre trattato dal Provvedimento n. 165110 del 2017, sempre dell’AdE (il D.L. 63/2013 e s.m.i., all’art.14 comma 2-sexies recita che “Le modalità di attuazione del presente comma sono definite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione”), che afferma non solo la possibilità di cedere il credito relativo agli interventi che portano a maggiori detrazioni (70% e 75%), ma anche quello corrispondente alla detrazione del 65%, per i soggetti incapienti, come stabilito dal comma 2-ter del D.L. n. 63/2013 e s.m.i. Tale provvedimento infatti prevede: “Per i soli soggetti di cui al punto 1.1, lett. A), il credito cedibile corrisponde altresì alla detrazione disciplinata dall’articolo 14, comma 2-ter, del decreto legge 4 giugno 2013, n.63, spettante, nella misura del 65 per cento delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per gli interventi di riqualificazione energetica sulle parti comuni degli edifici[…]”.

Il comma 2-sexies (D.L. 63/2013 e s.m.i., all’art.14), infine, recita “Per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica di cui al presente articolo”N25 in luogo della detrazione, i soggetti beneficiari ", diversi da quelli indicati al comma 2-ter,"N20 possono optare per la cessione del corrispondente credito[...]”;non viene esclusa, quindi, la detrazione del 65% sulle spese relative agli interventi nelle zone comuni degli edifici condominiali per soggetti diversi dagli incapienti. La nota N25 fa riferimento alla L. n.205 del 27/12/2017, infatti nella versione precedente il comma 2-sexies recitava “Per gli interventi di cui al comma 2-quater, a decorrere dal 1°gennaio 2017[…]”.