OICE, semplificare la “messa a terra degli investimenti”, dare tempi certi nelle gare d’Ingegneria

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Roma, 14 febbraio 2019 - OICE ha presentato il suo secondo rapporto sui Bandi BIM del 2018. Un interessante osservatorio per comprendere la diffusione del Building Information Modeling negli appalti italiani.

>>> QUI il video servizio generale di INGENIO sul 2° Rapporto OICE sui Bandi BIM 2018

Fare e disfare il codice degli appalti è un problema

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L’evento è stato aperto dal presidente di OICE Gabriele Scicolone, che ha evidenziato la preoccupazione delle Società di Ingegneria per il dibattito che è stato aperto sul codice, “questo fare e disfare ci mette in forte apprensione per quello che potrebbe essere il risultato a venire. Con qualche intervento chirurgico si potrebbe fare molto di più”.

Per Scicolone occorre intervenire “sui tempi di messa a terra degli investimenti. OICE sta mettendo a punto una proposta sul tema delle gare, dove vi è una sperequazione tra le scadenze di consegna delle offerte, ma poi la data di assegnazione quanto mai incerta”.

Osservatorio OICE sul BIM: i risultati

Nel 2018 sono stati pubblicati 268 bandi in cui si fa riferimento al BIM, mentre nel 2017 erano stati 86.

I bandi BIM rappresentano, sul totale degli affidamenti per servizi di architettura e ingegneria, il 4,6% in numero e il 12,9 % in valore.
La maggior parte dei bandi BIM ha riguardato servizi di ingegneria e il 92% ha riguardato opere puntuali. 

Si nota una crescita della volontà delle stazioni appaltanti di promuovere la digitalizzazione.
Entrando nel merito degli appalti in 207 appalti su 268 il BIM è stato un fattore premiale in sede di offerta. L’evoluzione quantitativa è anche accompagnata da un’evoluzione qualitativa dei contenuti, in particolare per i capitolati informativi.

>>> Scarica a questo LINK il "Rapporto OICE sulle gare BIM 2018 per opere pubbliche"

ll BIM non si ferma al progetto

Antonio Vettese, ha evidenziato come il BIM richieda una forte integrazione tra progettazione e direzione lavori. Se la progettazione ha il compito di sviluppare il Design Model, la Direzione Lavori poi deve elaborare il record Model, ovviamente in una forte interazione con tutte le parti, compreso la progettazione.

Infine, Vettese, ha richiamato l’attenzione sull’importanza di fare riferimenti a standard internazionali.

La Digitalizzazione è un supporto per le costruzioni 5.0

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Dimitri Dello Buono ha evidenziato come oggi la tecnologia consenta di poter avere, già in fase di progettazione, una consapevolezza se l’opera che stiamo pensando sarà funzionale, costosa o economica nella gestione, utile. E pensare al suo ciclo di vita, alla sua metamorfosi nel tempo.

Il BIM è un metodo, per Dello Buono, che consentirà di arrivare velocemente all’Edilizia 5.0, in una visione che consentirà di utilizzare al meglio anche le nuove tecnologie. E’ quindi un modello di conoscenza, di scambio generazionale informativo, di mantenimento del valore.

Ma la digitalizzazione ha anche un valore politico. La competizione internazionale si misurerà tra chi saprà utilizzare e gestire al meglio la tecnologia. Le imprese, i soggetti, che partecipano oggi a gare internazionali sono molto simili, la differenza la faranno i particolari. Il BIM servirà a queste imprese di capire dove posso vincere queste competizioni, perchè gli permetterà di avere il controllo in tutte le fasi progettuali e di realizzazioni, e quindi capire “cosa poter mettere in campo di diverso per tagliare per primo il traguardo”.

>>> D. Dello Buono, MIT: verso una Industria Edilizia 5.0

Il BIM è uno strumento per la trasparenza degli appalti

Dello Buono ha dato una anticipazione: "L’ing. Baratono, nel pomeriggio sarà presso il Ministero degli Esteri per incontrare l’organo di Anticorruzione internazionale perchè il BIM è uno strumento per la trasparenza degli appalti."

Ma questo ruolo si può svolgere solo se si governano i processi, ecco perchè è necessario arrivare a un sistema che governi la digitalizzazione delle costruzioni.

Su questo tema è intervenuto anche Michele Corradino di ANAC. “I servizi di ingegneria rappresentano un asse portante per lo sviluppo di questo Paese” ed è per questo, Corradino ha sottolineato, il dibattito sul collegamento tra stazioni appaltanti e chi si occupa della progettazione è importante.
Il progetto è centrale”, ed è per questo che la Stazione appaltante deve aver chiaro ciò che commissiona. Per l’ANAC è fondamentale avere un progetto che faccia da riferimento per i controlli, per evitare che le imprese possano fare quello che gli pare. Corradino boccia così il progetto integrato.

Manca un decreto sulla regolamentazione delle stazioni appaltanti

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Ve lo immaginate un piccolo comune che deve avviare un bando di gara BIM?”. Per Corradino il BIM raccoglie qualche insidia, soprattutto sotto il profilo giuridico. Occorre arrivare a delle linee guida giuridiche di ANAC su questo fronte, Linee Guida quasi pronte, che vanno a inserirsi in una fase complessa in cui mancano ancora troppe norme di sostegno e regolamentazione della digitalizzazione, a cominciare dal decreto per la regolamentazione delle stazioni appaltanti. Corradino ricorda l’esempio dell’esperienza fatta sull’Albo dei Commissari di Gara, che è stato sospeso da ANAC, in quanto mancavano i commissari di gara con le caratteristiche per iscriversi.

Per Corradino sarà necessario quindi agire sulle stazioni appaltanti, riformandone l’organizzazione, rafforzando l’attività di formazione.

Infine Corradino ha affrontato il tema del Capitolato Informativo: “come dovrà essere il capitolato che le stazioni appaltanti dovranno recepire?”, dovrà comprendere appieno i ruoli e le responsabilità delle imprese, e “non dovrà fare riferimento a un particolare software”, non dovrà dire quale tecnologia adottare. “Siamo di fronte a un bivio: l’esperienza potrà essere un requisito per la partecipazione?”, questo, per Corradino, è un argomento aperto, perchè vista la novità del BIM, si potrebbero escludere troppe imprese dagli appalti.

Troppa farraginosità negli impegni di spesa pubblica

Piero Baratono, che ha presieduto la commissione che ha portato alla pubblicazione del famoso Decreto BIM, ha evidenziato un problema fondamentale del settore degli appalti, la farraginosità dei meccanismi di spesa: di procedura in procedura, da quando si definisce l’impegno si spesa per la realizzazione di un’opera a quando si arriva alla realizzazione passano tempi così lunghi che, addirittura, a volta, portano a fare saltare l’appalto. “Se poi c’è un contenzioso” che porta a cambiare il soggetto su cui impegnare i fondi, si può arrivare a un blocco della ragioneria dello stato.

“Avete letto il decreto 560?”

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Baratono ha posto questa domanda, perchè, in esso ogni parola è pensata e importante. Per esempio il decreto 560 parla della piattaforma digitale su cui appoggiare il bando BIM.
Troppo spesso oggi le stazioni appaltanti non si pongono il problema, anzi troppo spesso le Stazioni Appaltanti si appoggiano completamente a consulenti esterni, e di qui nascono bandi illegittimi “che possono essere facilmente impugnabili”.

Baratono ha quindi sottolineato come l’appalto digitale sia Metodi e Strumenti, e il BIM è parte di essi, non l’unica.
Per quanto riguarda il decreto sulle stazioni appaltanti Baratono ha evidenziato che esiste un testo già da tempo circolante, ma che al suo interno non abbia alcun elemento che riguardi “i Metodi e Strumenti, e quindi i problemi connessi all’appalto digitale”.

Quello che non si è ancora compreso è che con l’appalto digitale il “contenzioso è dietro l’angolo”. Per esempio la gestione delle varianti è un problema ancora esaustivamente da affrontare. 

Baratono ha toccato anche il tema delle BIM GUIDES, regole, documenti e schemi tipo per la gestione digitale dei processi: “E’ fondamentale che le stazioni appaltanti si dotino di BIM GUIDES”.

Infine Baratono ha parlato di AINOP, la piattaforma che il MIT sta mettendo a punto per il monitoraggio delle Infrastrutture.

>>> QUI le interviste a Gabriele Scicolone, Andrea Mascolini, Pietro Baratono, Antonio Vettese e Michele Corradino

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Il BIM non diventa strumento per creare un’Elite di progettisti

Margherita Gatta, assessore ai LLPP del Comune di Roma, ha espresso la paura che il BIM porti a una divisione in caste del mondo dei professionisti, chi è un è un esperto e chi invece non lo è.

Per questo occorrerà individuare degli strumenti di informazione e formazione, e di accesso agli strumenti digitali. Questo vale anche per la PA, che ha la necessità di essere integrata in un importante processo di digitalizzazione e informatizzazione.

Il BIM per attuare la prevenzione sismica

Massimo Gambardella, Direttore Centrale Servizi al Patrimoni dell’Agenzia del Demanio, soggetto che di recente ha pubblicato molti bandi di appalto BIM, ha spiegato perchè abbia volute compiere questo passo digitale. Bandi che nascono dalla necessità di fare prevenzione sul rischio sismico sulle strutture demaniali.

Si tratta di 24 gare per 58 milioni di euro in 15 regioni, in oltr 800 immobili per circa 1,6 milioni di metri quadri.

La motivazione nasce dalla necessità di avere una completa conoscenza degli immobili di proprietà dello stato, anche al fine di una corretta attività di manutenzione e gestione, e razionalizzare i costi, oltre ovviamente agli interventi di manutenzione straordinaria, come in questo caso per la parte della sicurezza sismica, ma anche per la funzionalità e l’efficienza energetica.

>>> Intervista a M. Gambardella, Agenzia del Demanio: il BIM per la prevenzione sismica

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BIM per la gestione e manutenzione

Modestino Ferraro, Responsabile della S.O. Servizi delle Stazioni della Direzione Produzione, ha ricordato che RFI debba gestire e manutenere 16.000 km di rete, di cui un migliaio ad alta velocità, e 2.260 stazioni per passeggeri. Ecco perchè RFI è una delle stazioni appaltanti più importanti, nel 2018 ne ha avviate 543 per 6,8 miliardi di euri, ne ha concluse 439, per 4,3 miliardi, con un ribasso medio del 6,03% e con soli 26 contenziosi avviati dopo la procedura negoziale.

RFI della digitalizzazione è soprattutto interessata” ha sottolineato Ferraro “quindi alla fase di gestione”. Per la parte di progettazione “RFI ha una punta di diamante, ITALFERR”, e con l’intero gruppo è stata affrontata dal 2017 la sfida della digitalizzazione e del BIM con una task group.

Sulla TAV Napoli Bari è stato avviato un progetto pilota proprio per l’applicazione del BIM.

>>> Intervista a M. Ferraro, RFI: il BIM per il Gestore dell'Infrastruttura Ferroviaria Nazionale


Le interviste di INGENIO in occasione del 2° Rapporto OICE sui Bandi BIM del 2018

La voce delle Istituzioni e delle Committenze

>>> Il video servizio generale di INGENIO sul 2° Rapporto OICE sui Bandi BIM 2018
Le interviste a Gabriele Scicolone, Andrea Mascolini, Pietro Baratono, Antonio Vettese e Michele Corradino

>>> D. Dello Buono, MIT: verso una Industria Edilizia 5.0

>>> M. Gambardella, Agenzia del Demanio: il BIM per la prevenzione sismica

>>> M. Ferraro, RFI: il BIM per il Gestore dell'Infrastruttura Ferroviaria Nazionale

Esperienze applicative in BIM delle Società di Ingegneria

>>> G. Turrina, ETC: il BIM per gli impianti di trattamento rifiuti liquidi extra-fognari
Realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti liquidi extra-fognari a Carpi (MO)

>>> S. Collura, ETS: il BIM come veicolo progettuale, il restyling della Stazione Latina
Stazione di Latina: il progetto in BIM per gli interventi di adeguamento, sicurezza, accessibilità e comfort della struttura

>>> G. Amaro, GAe: il Safety BIM nelle infrastrutture, il caso di Roma Termini
La modellazione parametrica della Stazione di Roma Termini in un'ottica di gestione futura rivolta al Safety Management

>>> S. Eandi, NET: i vantaggi della progettazione integrata BIM per il S.F.M.R.
Il BIM nel programma di interventi S.F.M.R della Regione Veneto

>>> F. Ciarallo, POLITECNICA: Heritage BIM nel progetto di restauro
Villa Strozzi a Mantova: il primo intervento di Heritage BIM per il recupero del patrimonio storico e architettonico

>>> P. Mazzalai, SWS: il BIM nel progetto instrastrutturale, il caso Follo Line in Norvegia
L'importanza del BIM in progetti infrastrutturali - Il caso studio Follo Line in Norvegia

>>> R. Postorino, P&A: la progettazione strutturale in BIM per l'Ospedale Sibaritide (CS)
Valle 3.0 e P&A, la progettazione in BIM dell'Ospedale Sibaritide di Cosenza

A questo LINK il "Rapporto OICE sulle gare BIM 2018 per opere pubbliche"