Certificazione delle figure professionali del BIM, intervista a Lorenzo Orsenigo direttore generale ICMQ

20/02/2019 2243

lorenzo-orsenigo.jpg

Attraverso un' intervista il Direttore genereale di ICMQ, Lorenzo Orsenigo, fa chiarezza in merito alle certificazioni dei professionisti del BIM.

Nello specifico si approfondiscono i vantaggi offerti dalla certificazione che attesta le competenze dei professionisti e delle aziende che operano nel BIM, le categorie di esperti e organizzazioni maggiormente interessate dalla certificazione, il ruolo di ICMQ nel processo di sviluppo e certificazione del BIM e quali sono i requisiti e le modalità di svolgimento dell'esame per l'ottenimento della certificazione.

ICMQ è parte attiva nel processo di certificazione delle figure professionali e del Sistema di gestione BIM.

Quali vantaggi offrono questo tipo di certificazioni?

I vantaggi sono molteplici. Uno di questi è rappresentato certamente dalla “visibilità” a livello nazionale ed internazionale che il conseguimento della certificazione può garantire. Le aziende e i professionisti in possesso della certificazione sono riconosciuti sul mercato come operatori in grado di gestire una commessa BIM offrendo una garanzia di professionalità ed un livello di competenza attestato da una Terza Parte. Il risultato è particolarmente qualificante per coloro che decidono di certificarsi poiché, in questo modo, acquistano valore e prestigio a confronto con i rispettivi concorrenti e promuovono la propria competenza attraverso il pubblico registro di un organismo di certificazione accreditato.

Non va dimenticata poi la garanzia, in caso di contenzioso, di aver operato nel rispetto delle norme e dei parametri previsti grazie a valutazioni certificate da un ente terzo.

Con la certificazione inoltre si acquisisce molte volte un punteggio più alto nelle gare d’appalto.

Quali categorie di esperti e organizzazioni sono maggiormente interessate dalla certificazione?

Il maggior interesse si registra tra gli studi di architettura ed ingegneria di media e grande dimensione, siano essi a vocazione nazionale o internazionale. Tuttavia è forte anche l’interesse da parte delle organizzazioni soprattutto nelle partecipazioni ai bandi di gara pubblica o nei progetti di internazionalizzazione.

Un esempio il caso di Italferr, la società di ingegneria e progettazione del Gruppo Fs Italia, che ha conseguito la certificazione BIM all’inizio del 2018. Italferr ha rilasciato un comunicato Ansa in 87 paesi del mondo in 5 lingue per promuovere a livello internazionale la propria certificazione.

Qual è il ruolo di ICMQ nel processo di sviluppo e certificazione del BIM?

La certificazione rilasciata da ICMQ è il frutto di un percorso iniziato già nel 2016 rilasciando le prime certificazioni per professionisti che operano in ambito BIM e maturato nel 2017 quando, in collaborazione con i principali stakeholder del settore (associazioni di categoria, grandi committenti e gestori di infrastrutture), abbiamo sviluppato uno schema di certificazione del sistema di gestione BIM, applicabile a tutte le organizzazioni che operano in ambito BIM: studi di progettazione, committenze, imprese di costruzione.

Il BIM rappresenta infatti un modo completamente diverso di approcciare la vita di un’opera. BIM è prima di tutto un modo nuovo di comunicare, si applica a tutta la vita dell’opera - progetto, realizzazione, manutenzione e demolizione – e il software è solo uno strumento per raggiungere il risultato atteso. I soggetti coinvolti nel processo di sviluppo e realizzazione di un’opera con il metodo BIM sono molteplici, ognuno con un proprio ruolo.
L’attuazione del BIM richiede pertanto non solo competenze professionali, ma anche capacità organizzative e gestionali del processo sopraesposto.

Come evolverà l’applicazione del BIM alla luce dell’introduzione della norma Uni 11337-7?

La norma Uni 11337-7 di fine 2018 ha introdotto un focus particolare sulla qualifica delle competenze dei professionisti che operano nel mondo BIM, aprendo ulteriori prospettive per valorizzare queste professionalità grazie alla possibilità di avere una certificazione rilasciata in conformità ad una norma nazionale e con l’accreditamento di Accredia e quindi riconosciuta come titolo professionale ai sensi della legge 4/2013 sulle professioni non organizzate.

Con la pubblicazione della norma Uni, infatti, può essere applicato l’art 9 della legge 4 del 14/01/2013 che attribuisce agli organismi di certificazione accreditati la facoltà di rilasciare un certificato di conformità ad una norma tecnica Uni definita per la singola professione, come appunto la Uni 11337-7. L’importanza di questa legge, introdotta al fine di riconoscere formalmente le professioni che non sono regolamentate da albi, ordini o collegi, sta proprio nel fatto che la certificazione accreditata viene riconosciuta come vero e proprio titolo professionale e consentirà di porsi sul mercato con competenze verificate da un ente terzo indipendente, a garanzia anche delle società che ne richiederanno le prestazioni.

Altre certificazioni del personale BIM che non siano rilasciate in conformità alla norma Uni 11337-7, quindi nemmeno sotto l’accreditamento di Accredia, non hanno valore legale per il riconoscimento della professione non regolamentata (ex legge 4/2013).

ICMQ, in anticipo rispetto al mercato, già da tre anni sta certificando il personale specializzato e da dicembre, dopo aver partecipato ai tavoli di lavoro Uni, ha avviato un processo di integrazione grazie al quale i vecchi certificati potranno essere già adeguati al nuovo regime.

La norma Uni 11337-7 propone quattro profili professionali. Quali sono e quali differenze emergono rispetto al passato?

Le figure professionali riconosciute attualmente sono quattro: BIM Specialist, BIM Coordinator, BIM Manager e CDE Manager.

Il BIM Specialist è l’operatore della modellazione informativa, ovvero colui il quale utilizza la documentazione tecnica e i software dedicati per la modellazione degli oggetti e la produzione degli elaborati. E’ l’unico profilo sul quale è necessario scegliere l’ambito disciplinare di competenza tra: architettura, struttura, impianti e infrastruttura.

Il BIM Coordinator è invece il regista della commessa, colui che garantisce l’efficienza e l’efficacia dei processi. La funzione rappresenta un ponte tra le figure del BIM Specialist e del BIM Manager.

Il BIM Manager è il gestore dei processi digitalizzati al livello dell’organizzazione e ha la supervisione generale delle commesse aziendali.

Infine il CDE Manager ovvero l’unico profilo introdotto ex-novo dalla UNI 11337-7.  E’ una figura strettamente collegata all’ambiente di condivisione dati garantendo la correttezza e la fluidità del flusso di informazioni tra le parti coinvolte e volgendo particolare attenzione alla protezione dei dati.

Quali sono i requisiti e le modalità di esame per l’ottenimento della certificazione dei profili professionali?

I soggetti che intendono certificare le proprie competenze in ambito BIM devono essere in possesso di un diploma e aver maturato un’esperienza lavorativa, la cui durata varia in base alla tipologia di figura in cui ci si specializza. Per quanto riguarda il BIM specialist sono richiesti 6 mesi di esperienza lavorativa generica e minimo 3 mesi di esperienza specifica nel profilo; per il BIM Coordinator 3 anni di esperienza lavorativa generica e minimo 1 anno di esperienza specifica nel profilo; per la figura del BIM Manager sono necessari 5 anni di esperienza lavorativa generica e almeno 1 anno di esperienza lavorativa nel profilo.

L’attività lavorativa può essere intesa anche come attività di tirocinio o stage. Le esperienze lavorative possono essere indicate nel proprio CV specificando il tipo di attività svolta coerentemente al profilo prescelto, il datore di lavoro/commessa per cui l’attività è stata svolta e la relativa durata.

L’esame finale comprende tre prove. La prima prova consiste in un test scritto con 30 domande, segue una prova pratica a scelta tra l’utilizzo di un software (model Authoring/Checking per Specialist/Coordinator) e la redazione di un caso di studio per il Manager. L’ultima prova è invece orale ed è prevista per tutte le figure.

L’esame si considera superato se ognuna delle prove ha una valutazione superiore o uguale al 60% del punteggio massimo. Le singole prove di esame con esito positivo hanno validità per un periodo massimo di sei mesi. La certificazione ha la durata di 5 anni ed è soggetta ad una verifica orale in occasione del rinnovo alla scadenza del quinto anno.

Invece il mantenimento annuale del certificato avviene dimostrando di aver operato o gestito attività in BIM per almeno un mese, aver gestito correttamente eventuali reclami ricevuti durante lo svolgimento dell’incarico e aver effettuato un aggiornamento professionale coerente con il profilo certificato, pari ad almeno 6 ore per il BIM Specialist e 12 ore per il BIM Coordinator, BIM Manager e CDE Manager.

>>> per maggiori info visita www.icmq.it