L’esportazione dei modelli informativi in formato IFC

Interoperabilità e formati aperti: tavola rotonda sulle modalità di gestione dell’esportazione da Revit

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Lo scorso 22 febbraio presso Palladio22 – Think Square, lo spazio di pensiero e confronto allestito a Verona da Open Building – Gruppo Contec, si è affrontato il tema dibattuto dell’interoperabilità e dei formati aperti per lo scambio delle informazioni contenute nei modelli informativi edilizi. Si è parlato, in particolare, di IFC (Industry Foundation Classes – ISO 16739) e delle modalità di esportazione di questo formato da Autodesk Revit.

Attori protagonisti dell’incontro sono stati alcuni membri del BIM User Group Italia ed altri BIM Users che per interesse e/o necessità stanno approfondendo il tema dell’information exchange via IFC.

Se vi state chiedendo che cosa intendo quando dico “necessità”, mi riferisco, ad esempio, a due aspetti operativi che interessano chi, come la maggior parte dei presenti all’incontro, interviene nel processo edilizio nella fase di progettazione:

  • alcuni workflow (ad esempio quello che dalla progettazione e modellazione del progetto porta alla sua quantificazione economica) impongono, in ragione della strumentazione software che per mille ragioni si è scelto di utilizzare (e che, credo, vorremmo tutti continuare ad essere liberi di scegliere), il passaggio dal formato IFC;
  • la consegna di modelli in formato aperto è un must di tutti i Capitolati Informativi; ed è scontato che sia così, visto che è uno degli obblighi imposti alle Stazioni Appaltanti dal DM 560/2017. Essendo IFC il formato aperto idoneo a questo scopo più diffuso, il link risulta immediato. Del resto, se lo scenario ideale che si intende perseguire è quello di Pubbliche Amministrazioni che gestiscono patrimoni immobiliari attraverso piattaforme digitali evolute alimentate anche attraverso modelli informativi BIM, com’è possibile immaginare che ciò avvenga sulla base di formati proprietari non esplicitamente richiedibili dal soggetto pubblico?

L’idea di circoscrivere il tema dell’incontro a solamente uno dei software di BIM authoring disponibili sul mercato è nata dalla volontà di scomporre un problema complesso (e che trascende il mero fatto tecnico) in un problema a complessità di ordine inferiore, nell’ottica di condividere esperienze operative ed illustrare le best practice che ciascuno è arrivato a definire. La scelta di Revit nasce unicamente dalla maggiore diffusione di questo software fra i professionisti partecipanti all’incontro.

I temi affrontati sono scaturiti dalle proposte avanzate dai partecipanti nelle settimane precedenti all’incontro e sono stati raggruppati in ragione del loro contenuto in diverse categorie. Di seguito si riportano sinteticamente le questioni affrontate.

Una premessa sull'apertura di un modello in formato IFC

Innanzitutto, una precisazione valida in generale su come, normalmente, abbiamo a che fare con un file IFC:

  • esiste un software A che scrive IFC;
  • esiste un software B che legge l’IFC scritto dal software A.

Ciò che noi vediamo quando apriamo un modello in formato IFC attraverso un IFC viewer, non è pertanto LO standard IFC, ma è frutto dell’ “interpretazione” dello standard IFC del software A, prima, e del software “B” poi. Pertanto, nella valutazione di un software rispetto alla sua capacità di maneggiare IFC è preferibile ridurre al minimo tale interpretazione, ad esempio visualizzando e analizzando il file IFC in uscita dal software di BIM authoring di turno attraverso un visualizzatore di file .txt. Il concetto è che se un’informazione non è visibile o non risulta correttamente mappata aprendo con un IFC Viewer il modello appena esportato, non è detto che quell’informazione non sia in realtà correttamente presente nel file IFC.

visualizzazione-di-un-file-ifc_carradori.jpg Visualizzazione di un file IFC e di una istanza di oggetto Muro (IfcWall) attraverso Blocco Note

Lo struttura dati di IFC

Indagare la qualità del file IFC esportato – indipendentemente dal software che lo genera - impone di avere ben chiara la struttura logica che lo standard IFC propone: che cos’è una Classe? che differenza c’è fra IfcWall ed IfcWallType? che cosa sono gli Enumeration Type e a cosa serve definirli? che cosa sono Property Set e Quantity Set? e in che maniera si differenziano dagli attributi che qualificano una classe?

Comprendere le reciproche relazioni fra questi elementi dello standard IFC significa avere maggiore consapevolezza di quale sia il luogo corretto in cui allocare le informazioni, poter provare a mappare le informazioni coerentemente a quanto previsto dallo standard, sapere dove cercare per validare il file IFC ottenuto.

estratto-dello-standard-ifc_carradori.jpg Estratto dello standard IFC 4 Add 2 consultabile via web

Dal database di Revit al database di IFC

Il tema della traduzione del database di Revit in formato IFC è stato indagato da diversi punti di vista:

  • la mappatura corretta delle Classi sottese ad IfcElement (IfcWall, IfcDoor, IfcColumn, ecc.), IfcElementType (IfcWallType, IfcDoorType, IfcColumnType, ecc.) e degli Enumeration Types attraverso le IFC options dell’IFC Exporter Revit ed i parametri condivisi IfcExportAs ed IfcExportType. Si scopre infatti che, oltre al fatto che non tutte le classi sono supportate da Revit, il funzionamento dei parametri appena citati non è così lineare come da manuale Autodesk.

ifc-options_-carradori.jpg Schermata delle IFC Options dell’IFC Exporter di Revit, dalla quale è possibile associare una classe ed un enumeration type di default alle categrie di Revit

  • la sovrascrittura di alcuni degli attributi delle Classi (es. Name, ObjectType, Description) attraverso i parametri condivisi IfcName, IfcObjectType, IfcElementType, IfcDescrtiption.
  • l’esportazione corretta dei modelli linkati dal punto di vista del loro posizionamento nello spazio, definendo la procedura operativa che garantisce il reciproco coordinamento spaziale dei modelli IFC in uscita da modelli Revit inseriti come link, anche in più istanze, all’interno di un modello “master”.
  • la mappatura corretta degli elementi composti da altri elementi gerarchicamente subordinati. È il caso dei muri, delle facciate continue, delle scale, per fare degli esempi. Si è analizzato, in particolare, l’elemento muro, capendo come Revit permetta esportazioni diverse: (a) solo il muro come IfcWall, (b) il muro come IfcWall ed i suoi strati come IfcBuildingElementPart subordinate alla relativa classe IfcWall oppure (c) ciascuno strato come IfcWall, senza la mappatura dell’oggetto muro gerarchicamente sovraordinato.

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Per una trattazione più tecnica di alcune delle questioni in questo articolo solamente presentate, si rimanda al contributo pubblicato da Paolo Citelli e Andrea Meneghelli in cui illustrano, in maniera più approfondita, come Lombardini22 ha affrontato alcuni dei temi proposti.