Logiche Computazionali & Mercati Immobiliari Digitalizzati

Stati Generali del BIM, le due sfide cruciali per il settore della costruzione e dell’immobiliare

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A margine dei temi della digitalizzazione della gestione patrimoniale immobiliare trattati all’interno dell’importante evento, tenutosi a Roma il 27 Marzo 2019, dedicato agli Stati Generali del BIM, che Banca d’Italia ha egregiamente organizzato, ospitando anche un contributo offerto dall’Agenzia del Demanio, sono emerse, in maniera collaterale, due sfide cruciali per il settore della costruzione e dell’immobiliare.

La prima di esse concerne l’interiorizzazione dei contenuti numerici e computazionali caratteristici non solo del Building Information Modeling, ma, più in generale, del valore del dato strutturato e leggibile dalla macchina nelle logiche originarie dei processi decisionali adottati dalle istituzioni finanziarie nei confronti degli investimenti pubblici e privati in conto capitale.

Essi, infatti, dovrebbero tradursi nell’efficientamento della spesa pubblica nel capitale fisso sociale e nell’incremento della bancabilità delle operazioni di sviluppo immobiliare.

Affinché ciò accada sarebbe, tuttavia, necessario stabilire un lessico e un linguaggio comune tra i mondi della finanza e della costruzione che, di fatto, funga da disintermediatore riguardo alle prassi consuete.

Se ciò fosse vero, l’ideale complemento a tale interiorizzazione sarebbe costituito da quello che, per semplicità, definiremmo il Digital Twin, vale a dire il dispositivo che, partendo dalla simulazione in tempo reale del comportamento del cespite, garantisca la massima efficienza della sua fruizione dinamica, adattiva ed evolutiva da parte dei suoi utenti, all’insegna della Business Continuity.

AggiungendoVi gli Hyper-Personalized Living Service che potrebbero essere erogati tramite le Technology Company, si può capire quale ecosistema, o piattaforma, digitale possa essere immaginato per creare e per potenziare inediti mercati immobiliari digitalizzati di carattere globale o macro-regionale.

Dopo il fallimento di Flux Metro, questa ipotesi, come già affermato in altre occasioni, potrebbe presto ritornare di attualità.