Quando si può usare il titolo di Ingegnere. Le indicazioni di legge

Quando si può usare il titolo di Ingegnere ?

Toto chiede di esercitare la professione di iettatoreINGEGNERE ...?

Nella vita è sempre meglio riderci sopra che piangere. Non per niente leggo oggi un titolo dell’Ansa: “Si celebrerà domenica 5 maggio 2019 la Giornata Mondiale della Risata per la Pace nel mondo, istituita dal medico indiano Madan Kataria, fondatore nel 1995 del movimento internazionale dello Yoga della Risata”

Difficile ridere invece se ci addentriamo sul perché del titolo di Ingegnere, ma a ben guardare i lati comici anche ci sono, basta saperli cogliere.

Ingegnere, ma anche Architetto, Avvocato, Notaio ...

Quello che dico semplificando per l’Ingegnere in realtà vale per tutte le professioni cosiddette regolamentate ( o riservate), cioè quelle per cui lo Stato ha voluto in più tempi esercitare una vigilanza più attenta in quanto attinenti a principi fondamentali, non solo Italiani, del diritto alla sicurezza (intesa in questo caso come incolumità), alla salute e alla difesa.

Quindi vale per il Medico, l’Architetto, l’Avvocato, e non solo, ma anche per il Geometra, il Perito industriale etc.

Per tutte queste figure esiste un TITOLO DI STUDIO (laurea, diploma etc.) e un TITOLO PROFESSIONALIZZANTE.

Per gli Ingegneri solo a chi è in possesso di Laurea e Esame di Stato (entrambe !) è consentito di iscriversi all’albo di un ORDINE TERRITORIALE (l’insieme degli albi territoriali forma l’Albo nazionale unico tenuto dal CNI).

Questa logica sottende al fatto che lo Stato deve garantirsi (VIGILANDO sui sistemi Ordinistici) e garantire ai cittadini le prestazioni rese dagli iscritti all’ORDINE (attraverso la VIGILANZA  degli Ordini e i provvedimenti DISCIPLINARI conseguenti ai giudizi dei COLLEGI DI DISCIPLINA ).

Ognuno con la propria esperienza può anche prenderla con la risata (amara), ma il fallimento è tipico dell’uomo ed importante sarebbe non perseverare.

In ogni caso una parola anche per quelli che dicono che questo sistema è solo Italiano (d’altra parte anche il diritto all’informazione sarebbe Costituzionalmente rilevante, ma ahimè le “balle” giornalistiche fanno la pari con i lavori fatti male o altro); certo in ambito estero ci possono essere differenze, ma tutti i paesi hanno dei sistemi più o meno simili per quasi tutte le professioni, magari con un profilo meno pubblico.

In aggiunta, se si vuole, anche le professioni non regolamentate Italiane (legge 4/2013 art.2) quali ad esempio gli amministratori di condominio devono avere delle regolamentazioni di garanzia verso gli utenti (consumatori). Non dovendo tutelare un interesse pubblico non sono enti pubblici a differenza di Ordini e Collegi.

Chi è quindi l'INGEGNERE ?

Quindi, riprendendo il discorso, è INGEGNERE solo colui che può esercitare la professione di ingegnere (Laurea e esame di Stato), mentre colui che ha solo la laurea in ingegneria (cioè il titolo accademico) non è ingegnere, ma dottore in ingegneria.

La Laurea non basta per avere il titolo di Ingegnere

Le Università rilasciano anche Lauree ad Honorem (o honoris causa) che a tutti gli effetti sono titoli accademici; anche se in ingegneria chi la riceve non può esercitare la professione di Ingegnere senza esame di Stato a cui potrebbe però avere accesso per equipollenza di titolo accademico.

Un esempio emblematico è stato Enzo Ferrari con Laurea ad Honorem in Ingegneria (e anche in Fisica) a cui è pure intitolato il dipartimento di Ingegneria dell’Università di Modena.

Tutto questo sistema, per noi, ha origine con la Legge 1395/1923 che titola: "Disposizioni per la tutela del titolo e dell'esercizio professionale degli ingegneri e degli architetti" che allora prevedeva solo titoli accademici per essere iscritti all’albo professionale.

Ma il successivo REGIO DECRETO 31 dicembre 1923, n. 2909, riguardante gli esami di Stato ha previsto che “nessuno può essere iscritto negli albi se non abbia superato l’esame di Stato” .

Questo ha sancito che per essere INGEGNERE oltre al titolo accademico sia necessario anche l’esame di Stato.

Di seguito la tabella della GU di allora.

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Al di la di quello che storicamente è successo poi fino alle soglie del 2000, saltiamo a piè pari a quello che si dice “diritto di stabilimento” ovverossia la possibilità per chi ha titoli professionali in uno Stato Europeo di poter esercitare in un altro (DG 89/48/CEE e 2005/36/CE), sempre Europeo.

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Chi ha ad esempio in Francia una qualifica di “Ingenieurs Conseils” (brutalmente consulente ingegnere) per poter dire che è un Ingegnere in Italia e quindi scrivere ing. Tal Dei Tali, deve farsi riconoscere dal Ministero della Giustizia i requisiti di equipollenza a quelli Italiani, dopo di che avrà titolo a potersi iscrivere in un Albo Territoriale (per chi vuole approfondire ) nella sezione pertinente.

Si perché è arrivato anche il DPR 5 giugno 2001, n. 328 "Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e delle relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonche' della disciplina dei relativi ordinamenti" che oltre a ing. ha portato ing. J.  

Ma per non farmi odiare mi fermo qui. 

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