Crepe nei muri: quando preoccuparsi?

21/05/2019 1595

Come e perchè si fessura una struttura

Per poter parlare di crepe o più correttamente di lesioni occorre comprendere i fenomeni che possono portare una determinata struttura a fessurarsi nel tempo. Dietro quindi ad una lesione si nascondono della cause che provocano dei cedimenti: ai terreni, alle fondazioni e più in generale all’intera struttura.

Le cause dei cedimenti

Possiamo classificare le fonti di innesco dei cedimenti del terreno in due categorie: cause di origine naturale e cause di origine antropica. A tali raggruppamenti possono quindi corrispondere:

  1. Cedimenti da variazione della distribuzione dei carichi nel tempo sull’immobile, quali ad esempio ampliamenti strutturali con sviluppo prevalente verticale (sopraelevazioni), esecuzione di scavi limitrofi e/o aderenti anche temporanei etc.
  2. Cedimenti indipendenti dai carichi trasmessi dall’edificio quali ad esempio quelli riconducibili a variazioni climatiche, variazioni quote di falda, vicinanza a pozzi attivi, vibrazioni dovute ad attività produttive, vicinanza a strade con traffico veicolare intenso, presenza di piante ad alto fusto etc.

Un dissesto si evidenzia attraverso una manifestazione (fratture o lesioni) d’insieme o isolata, che nasce per effetto di stati tensionali che la struttura non e più in grado di sopportare e che ne riducono la resistenza locale.

Tali manifestazioni vengono classificate a seconda della loro direzione, larghezza e profondità.

Per quando riguarda la direzione si possono avere manifestazioni: longitudinali, verticali (rettilinee o a dente), trasversali, diagonali (rette o a gradini) et al.

In merito alla larghezza e alla profondità si possono distinguere:

a) Fratture sottili, distribuite sulla superficie, che si manifestano con piccoli spostamenti relativi di punti contigui.

Derivano normalmente da una contrazione di volume del materiale in prossimità della superficie (ritiro) o da una dilatazione di volume del materiale al di sotto della superficie o entrambe.

Normalmente vengono chiamate

  • cavillature se lievi,
  • crinature lievi e irregolari,
  • filature capillari con ampiezza <0.5 mm (difficili da percepire a occhio nudo).

Le fratture pur non rappresentando in genere un segno di dissesto, sono nocive alla durabilità del materiale specie in ambiente aggressivo, infiltrazioni di acqua vapore et al., e costituiscono un segno di degradazione.

b) Lesioni: continue, visibili per rottura del tessuto resistente.

Le lesioni sono una manifestazione esterna dello stato di sofferenza della struttura.

Le caratteristiche delle lesioni

Gli elementi caratteristici delle lesioni sono:

  • Le cuspidi: estremità delle diramazioni sottili delle lesioni;
  • I cigli laterali: linee di perimetro delle lesioni che diramano verso le cuspidi;
  • I ventri: sezione di maggiore ampiezza delle lesioni dove più evidente e il distacco dei due cigli;
  • Estensione: distanza tra le due cuspidi

crepe-muri-caratteristiche-geosec.JPG

Una lesione è detta passante quando la manifestazione attraversa completamente lo spessore dell’elemento strutturale presentandosi visibile su entrambe le superfici.

La lesione ha inizio con una prima fase detta capillare per il suo piccolissimo sviluppo in ampiezza, prosegue poi in una seconda fase capillare progredita e, infine, in una terza di completo distacco.

Oltre all’osservazione e al rilievo delle lesioni è quindi necessario studiare il loro progredire nel tempo per conoscere le caratteristiche della loro evoluzione e valutare gli opportuni intervento di consolidamento nei terreni e, fuori terra, nelle strutture.

Consolidamento del terreno con l'iniezione di resine espandenti: il metodo Geosec®

Per contrastare i cedimenti del terreno, in modo mirato e uniforme, attraverso l'iniezione di resine espandenti, il team di Geosec ha sviluppato SEE&SHOOT®.

L’intervento SEE&SHOOT® di GEOSEC® è mini-invasivo, rapido e sicuro. Il suo punto di forza è la tomografia ERT 4D LIVE, un sistema di controllo geofisico dinamico che elabora immagini ripetitive del sottosuolo in tempo quasi reale. Il team di geologi e ingegneri GEOSEC, così, opera un controllo costante di ciò che accade sotto l’edificio prima, durante e dopo l’intervento di consolidamento, permettendo ai propri tecnici di apportare tutte le misure correttive necessarie, solo dove serve.

Una volta preparato il cantiere ed eseguite le indagini preliminari, vengono realizzati piccoli fori attraverso le fondazioni, fino a raggiungere il terreno. Successivamente viene iniettata la speciale resina MAXIMA®, un innovativo geopolimero espandente ed ecocompatibile, prodotto in esclusiva per GEOSEC da prestigiose multinazionali di settore.

Il trattamento prosegue, sempre sotto il controllo dinamico della tomografia ERT 4D, finché le zone di fondazione cedute raggiungono valori di resistività simili o migliori a quelli delle zone più stabili, le cui caratteristiche sono prese come utile riferimento per omogeneizzare uniformemente i risultati dell’intervento.

Tutte le fasi operative sono sempre seguite da tecnici specializzati GEOSEC con strumentazioni diagnostiche. L’azienda non affida mai in subappalto queste attività ritenendole estremamente specializzate e dunque di competenza di tecnici con opportuna esperienza quotidiana sul campo per poter affrontare al meglio ogni situazione.

Gli esperti di Geosec sapranno consigliarti la soluzione migliore per mettere in sicurezza la tua casa per sempre, con un intervento mirato di consolidamento.

Maggiori INFO sul sito di GEOSEC

BIBLIOGRAFIA

  • L. Baruchello, G. Assenza, “Diagnosi dei dissesti e consolidamento delle costruzioni”, edito da DEI Tipografia del Genio Civile, III Edizione, 2004.
  • M. d’Attoli, “Quaderno 3 – tecnica dello stato fessurativo deformativo del costruito” – Collana ‘I quaderni del consolidamento del terreno con resine espandenti’ – GEOSEC, 2014.
  • Leone Corradi Dell’Acqua (2010): Meccanica delle Strutture 3 Volume: La valutazione della capacità portante. McGraw-Hill (Milano).
  • P.G. Malerba, “I Segnali Del Dissesto. Riconoscimento Delle Patologie Strutturali”, Atti della Conferenza dell’Ordine degli Ingegneri del Verbano Cusio Ossola.
  • S. Mastrodicasa, “Dissesti statici delle strutture edilizie”, edito dalla Hoepli, IX Edizione, 1993.
  • R. Di Francesco, “Le lesioni nelle strutture”, edito dalla Hoepli, II Edizione 2007.
  • G. Menditto, “ Fessurazioni nelle strutture”, edito Dario Flaccovio Editore, I Edizione, 2010.
  • A. Pasta, “Restauro conservativo e antisismico”, edito da Dario Flaccovio Editore, II Edizione, marzo 2006.
  • Aveta, S. Casiello, F. La Regina, R. Picone, (a cura di), “Restauro e consolidamento”, Atti del convegno “Restauro e consolidamento dei beni architettonici e ambientali. Problematiche attuali”, Napoli 2003, edito da Mancosu Editore, 2005.
  • Marco Andrea Pisani “ Consolidamento delle strutture”, ed. HOEPLI