Equo compenso dei professionisti che lavorano coi privati: tutto sulla nuova proposta di legge nazionale

La proposta di legge del senatore del Movimento 5 Stelle, Agostino Santillo prevede l’obbligo per i committenti di dimostrare di aver pagato il professionista, pena il mancato rilascio del titolo richiesto

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L'equo compenso si diffonde a macchia d'olio - regione dopo regione, tutti stanno approntando leggi - ma quel che serve, forse, è una legge a carattere nazonale che tuteli veramente i professionisti tecnici che lavorano con le aziende private.

Va in tal senso l'ultima proposta di legge del senatore del Movimento 5 Stelle, Agostino Santillo, che l'ha lanciata sui social e della quale forniamo il testo in allegato. La legge mira alla tutela della professione tecnica nelle attività con la committenza privata, allargando il perimetro di applicazione dell’equo compenso, e contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale.
 
In particolare - spiega Santillo -, l’intervento normativo è preordinato a garantire ai liberi professionisti di incassare il compenso pattuito per le prestazioni professionali rese alla committenza privata, pena il mancato rilascio del titolo richiesto dal committente privato!”.

Equo compenso nazionale dei professionisti tecnici: i paletti della legge

  • ogni istanza presentata alla pubblica amministrazione nell’ambito dello svolgimento di prestazioni professionali rese alla committenza privata nei settori nei quali le norme e i regolamenti statali, regionali e provinciali prevedono l’intervento del professionista, deve essere corredata da una copia della lettera di affidamento dell’incarico sottoscritta dal professionista incaricato e dal committente, in riferimento anche alle possibili fasi procedurali propedeutiche al rilascio degli atti a cui sono preordinate le istanze di cui al presente articolo.
  • per il contrasto all’evasione fiscale, poi, si stabilisce che il committente, per ogni prestazione eseguita da professionista incaricato, trasmette all’ente pubblico preposto un’autodichiarazione attestante il pagamento da parte del committente dei compensi relativi alla prestazione resa, riportando gli estremi del bonifico bancario o, in mancanza dell’avvenuto integrale pagamento, attestante l’avvenuta corresponsione al professionista dell’anticipo del compenso pattuito, in misura non inferiore al 30%, nonché il relativo piano dei pagamenti.

Il disegno di legge, non ancora presentato in Senato, è pubblicato nella sezione Lex Parlamento della Piattaforma Rousseau per essere sottoposto a proposte di modifiche e integrazioni da parte degli iscritti, entro il 18 agosto 2019.