La necessità di aggiornamento delle Norme Tecniche

08/07/2013 2089

Il parere di Armando Zambrano, presidente CNI

“Pur condividendo, nei contenuti, quanto esposto nell’articolo del prof. Savoia e la necessità di una modernizzazione delle norme che individuino diversi livelli di sicurezza, anche in relazione all’uso dell’immobile,sono però molto meno ottimista sul fatto che l’attuale processo di revisione delle norme tecniche raggiunga gli obiettivi che noi tutti auspichiamo: ovvero quelli di una semplificazione delle procedure e quelli legati alla possibilità di realizzare concretamente interventi sulle costruzioni esistenti, che diano la possibilità di determinare e rendere visibile sul mercato un valore aggiunto per le costruzioni in funzione di diversi livelli di sicurezza raggiunti, il che incentiverebbe gli interventi.
Auspichiamo quindi che si prevedano diversi livelli di intervento corrispondenti a varie certificazioni di qualità sismica degli edifici, in modo che si determini un reale processo di miglioramento dei fabbricati.
La nostra preoccupazione è che l’attuale processo di revisione, che è in corso di attuazione in seno al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, stia rimettendo in discussione molte di quelle novità, condivise dagli Ordini, che erano nella bozza esaminata nell’assemblea di ottobre 2012 quando si era ad un passo dall’approvazione.
Da quel momento infatti, si è avviato un percorso a ritroso, poco condiviso e non pienamente rispondente alle necessità di modernizzazione della normativa; questo ritardo sta consentendo alle forze meno innovative di imporre un passo indietro rispetto a principi ampiamente condivisi.
Inoltre siamo molto perplessi sulle procedure in atto nel nostro Paese che prevedono che ogni norma tecnica venga emanata attraverso decreti ministeriali. L’esperienza ci insegna che questo comporta notevoli ritardi,ragione per cui tutta la procedura deve essere migliorata e, soprattutto, vanno utilizzati di più gli enti di normazione nazionale che sono inseriti nell’organizzazione europea, in modo da consentire alle nostre norme di diventare impegnative anche per gli altri Paesi europei mentre spesso accade il contrario, cioè ci troviamo a dover assorbire normative fatte nel resto d’Europa.
 

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