Affrontare le sfide dei cambiamenti climatici. Proposte di gestione sostenibile delle acque nel Comune di Verona

ndr. Pubblicamo il seguente abstract relativo alla tesi di laurea "Affrontare le sfide dei cambiamenti climatici. Proposte per la gestione sostenibile delle acque nel Comune di Verona" di Chiara Brugnara - Relatore: prof. Carlo Peraboni
A.A. 2016/2017 - Corso di Laurea Magistrale in Architettura, Politecnico di Milano.

La tesi ha ricevuto il secondo premio nella V edizione del Premio Ilaria
Rambaldi.


Il drenaggio urbano sostenibile come strumento di rigenerazione urbana e parte essenziale del progetto di architettura

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Il progetto di tesi propone un percorso conoscitivo in merito alle problematiche e alle possibili soluzioni odierne legate al fenomeno delle alluvioni urbane. In particolare, tramite l’azione combinata dei cambiamenti climatici e dell’impermeabilizzazione del suolo, il fenomeno in questione si è massimizzato, trasformando i normali eventi atmosferici in catastrofiche situazioni nelle aree urbane.

Proprio a causa dell’intensificarsi di questi episodi eccezionali di breve durata e forte intensità, le città odierne sono obbligate ad affrontare nuove sfide per la loro salvaguardia. In questi ambiti si muove il tema del drenaggio urbano sostenibile, come metodologia, non solo di intervento, ma anche di processo risolutivo integrato. Tale integrazione, deriva dalla sua multisettorialità e dalla necessità di lavorare a scale differenti per lo stesso progetto. Sostanzialmente, il drenaggio urbano sostenibile diventa strumento di rigenerazione urbana all’interno della città.

A tal proposito si vuole chiarire, come il tema trattato non venga affrontato in termini idraulici di portate minime e soluzioni tecniche, ma come questo faccia parte essenziale del progetto di architettura; in particolare del progetto di architettura all’interno della città. Si tratta di soluzioni che non stravolgono la composizione del tessuto urbano complessivo prevedendo cambiamenti radicali, ma che tramite la ridefinizione degli spazi e la realizzazione di infrastrutture verdi generano sistemi che assumono la funzione di recettori/captatori delle risorse idriche, ove queste non possono infiltrarsi nel sottosuolo a causa della cementificazione.

Le cause all'origine delle catastrofi alluvionali

La prima parte dell’elaborato di tesi si muove all’interno di alcuni ambiti disciplinari che vogliono ricercare le cause originarie che stanno alla base delle catastrofi alluvionali che siamo costretti ad osservare e subire negli ultimi anni. Ciò porta, quindi, ad affermare che il processo combinato dell’azione dell’uomo che interviene sul territorio antropizzandolo e i cambiamenti climatici che ne conseguono sono la fonte e l’approfondimento su cui si descrive la ricerca iniziale.

Alla condizione locale della necessità di sviluppare il territorio a forma dell’uomo, secondo le sue esigenze, riducendo sempre di più l’ambito ambientale/naturale, si somma la condizione a livello globale data dal surriscaldamento terrestre, dalle emissioni di gas serra e dalle conseguenze che essi generano con la produzione di eventi climatici, non completamente nuovi, ma sicuramente più frequenti.

La scala globale dei cambiamenti climatici estremizza le dinamiche di degrado ambientale innescate dall’uomo che da tempo ormai ha stravolto il funzionamento ecologico del nostro pianeta.

L’effetto più devastante che si può registrare in ambito urbano sono sicuramente le cosiddette “urban flooding”, che mettono in crisi il sistema di raccolta delle acque nelle città.

Alla disciplina dell’adattamento arriva in soccorso, una nuova pratica: la resilienza, che oltre a fornire strumenti e occasioni di adattamento, ha una forte capacità di prevenzione.

Processi e soluzioni sostenibili legati all'acqua negli ambienti urbani

Dopo aver descritto quali sono i fattori che giocano un ruolo importante nei processi legati all’acqua negli ambiti urbani, nella seconda parte dell’elaborato di tesi viene realizzata una prima panoramica su come sia sempre stato gestito il controllo delle acque meteoriche nelle città in passato e nel presente, fino ad arrivare all’implementazione di sistemi di drenaggio urbano sostenibile e l’introduzione delle “Best Management Practices (BMPs)”.

Le BMPs sono delle strategie che si possono mettere in atto per migliorare sia gli aspetti qualitativi che quantitativi legati alla gestione delle acque meteoriche. Molteplici terminologie si sono susseguite in paesi differenti riguardanti questa tematica.

In generale, in ambito europeo sono stati realizzati i “Sustainable Urban Drainage Systems (SuDS)”, che si compongono di diverse opere come interventi su corsi d’acqua del reticolo inferiore, trincee filtranti, aree di ritenzione vegetale, zone umide e stagni di ritenuta, sistemi di fitodepurazione, rain garden (giardini pluviali), pavimentazioni drenanti, cisterne di stoccaggio, verde pensile intensivo/estensivo e vasche per la raccolta delle acque.

In ambito statunitense, l’acronimo più comune è “Low Impact Development (LID)” che comprende le stesse tipologie di opere descritte in Europa.

La particolarità di queste nuove soluzioni, è l’approccio integrato che ne deriva: non è più possibile immaginare di realizzare un progetto idrico ad una minima scala e che lavori per comparti settoriali separati che si autosostengono individualmente, ma bisogna realizzare un progetto di rete che a più scale (bacino, città, quartiere, edificio) implementi anche molteplici medi/piccoli interventi diffusi sul territorio complessivo.

Proposte per la gestione sostenibile delle acque nel Comune di Verona

Dopo aver indagato le cause individuate come generatrici delle alluvioni urbane e le sue conseguenze, e le differenti soluzioni per mitigare tale fenomeno, si propone un intervento progettuale integrato a diverse scale di analisi per la città di Verona.

Fondamentale è il principio per cui il tema del drenaggio urbano sostenibile diventa strumento di rigenerazione del territorio urbanizzato.

La soluzione proposta è la realizzazione di un sistema di soluzioni diffuse in diverse localizzazioni, coordinate in rete, che si prendono carico delle problematiche che i tradizionali complessi di gestione delle acque urbane non sono più in grado di risolvere.

In primo luogo, viene presentato un sintetico inquadramento territoriale, in cui vengono descritti gli ambiti presi in considerazione. Una panoramica degli strumenti urbanistici del territorio veronese ha evidenziato, quali siano gli elementi di maggior rilievo presenti e ha permesso la realizzazione degli elaborati grafici 2,3,4 relativamente al binomio criticità-opportunità degli ambiti territoriali dell’Adige Nord, Sud e del territorio comunale.

Successivamente, grazie ad una riduzione di scala al solo territorio comunale si è potuto sviluppare l’elaborato grafico relativo ai temi progettuali, indicati come fondamentali per i tre sistemi ambientale, infrastrutturale, insediativo che compongono la città. Infine, la soluzione proposta e concentrata nella porzione della “Città della Fiera” di Verona Sud, è stata descritta mediante l’elaborato grafico del Concept Plan, in cui si sono trasformate in esplicite simbologie le idee progettuali.

Esperienze italiane e internazionali di adattamento ai cambiamenti climatici in merito a tematiche idrologiche

All’interno dell’elaborato di tesi sono presenti due tipologie di DOSSIER, che riassumono esperienze realmente accadute/realizzate. I primi riguardano le aree più colpite dalle alluvioni in Italia, tra cui Genova, Milano, Roma, Messina e il territorio veneto. I secondi Dossier riguardano i casi studio di città che hanno realizzato progetti per l’adattamento ai cambiamenti climatici, in merito a tematiche idrologiche. Tra questi sono presenti le esperienze internazionali di città come Barcellona, Rotterdam, New Orleans e New York City, e a livello nazionale città come Milano e Bologna.

Inoltre, a seguito dell’introduzione dei sistemi di drenaggio sostenibile, sono state realizzate diverse SCHEDE per la classificazione degli interventi che è possibile eseguire. Le schede denominate “Best Management Practices” individuano strategie e funzioni secondo processi di gestione delle acque, miglioramento della qualità delle acque e miglioramento ambientale e fanno quindi riferimento alle BMPs non strutturali e strutturali. Invece, le schede denominate “Sustainable Urban Drainage Systems” descrivono le tipologie di interventi che si possono operare nell’ambito del drenaggio urbano sostenibile, come interventi su corsi d’acqua del reticolo inferiore, trincee filtranti, aree di ritenzione vegetale, zone umide e stagni di ritenuta, sistemi di fitodepurazione, rain garden (giardini pluviali), pavimentazioni drenanti, cisterne di stoccaggio, verde pensile intensivo/estensivo e vasche per la raccolta delle acque.

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