Quanti ingegneri applicano il Codice Prevenzione Incendi?

gaetano_fede_consigliere_cni.jpg“Al Codice di prevenzione incendi il Consiglio Nazionale Ingegneri ha sempre creduto molto e si è impegnato a coinvolgere tutto il mondo delle professioni tecniche”. Così si è espresso Gaetano Fede, Consigliere responsabile dell’area sicurezza del CNI, nel corso del suo intervento in occasione del convegno “Il Codice di prevenzione incendi – La progettazione antincendio. Applicazioni pratiche”, tenutosi martedì scorso a Roma presso la sede dell’Istituto Superiore Antincendio e organizzato da Corpo Nazionale VV.F., INAIL e CNI.

CNI: il 55% dei nostri iscritti (professionisti antincendio) conosce il Codice

“Nei giorni scorsi – ha aggiunto Fede – come CNI abbiamo lanciato un questionario sullo stato di applicazione del Codice. Abbiamo già raccolto oltre 5mila risposte che ci dicono che circa il 55% dei nostri iscritti , che svolgano l'attività antincendio, conosce il codice. Però registriamo ancora un 25% che lo conosce in maniera sommaria e un 18% in modo poco approfondito. Insomma, abbiamo ancora molto lavoro da fare”.

“A quattro anni dal Codice – ha affermato Fabio Dattilo, Capo del Corpo Nazionale VV.F. – molta strada è stata fatta. Ci siamo prefissati l’obiettivo di semplificare le regole tecniche dei VV.F. e a questo scopo abbiamo aperto il corpo alla massima collaborazione col mondo delle professioni tecniche, grazie all’azione del CNI”.

Ad inizio dei lavori è intervenuto anche Roberto Orvieto, Consigliere del CNI, che ha portato i saluti del Consiglio Nazionale, in rappresentanza del Presidente Armando Zambrano.

Il Codice di prevenzione incendi (d.m. 3 agosto 2015 e s.m.i.), si propone di realizzare un cambiamento, privilegiando l’approccio prestazionale, in grado di garantire standard di sicurezza antincendio elevati mediante un insieme di soluzioni progettuali, sia conformi che alternative. In sostanza, il Codice rappresenta uno strumento finalizzato all'ottenimento degli obiettivi di sicurezza antincendio, caratterizzato da un linguaggio allineato con gli standard internazionali. La strategia antincendio in esso rappresentata, in dipendenza dei livelli di prestazione scelti, garantisce i prefissati obiettivi di sicurezza, mediante diverse soluzioni progettuali, grazie alla compresenza ed all’apporto delle varie misure antincendio. 

NOTA - Si segnala che attualemente il Codice Prevenzione Incendi è in revisione. In realtà il nuovo testo è stato licenziato definitivamente a giugno in sede di Comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco, è stato poi ulteriormente emendato in base alle proposte di modifica emerse in seno al CCCTS, e lo scorso 10 luglio 2019 è stato notificato alla Commissione UE per assolvere ai consuetudinari obblighi informativi.

 

dm 12 aprile 2019: eliminazione del "doppio binario"

Il recente d.m. 12 aprile 2019, modificando il d.m. 3 agosto 2015, prevede la sostanziale eliminazione del cosiddetto “doppio binario” per la progettazione antincendio delle attività soggette al controllo da parte dei VV.F.

In particolare vengono introdotti due elementi:

  • l'ampliamento del campo di applicazione del Codice;
  • l'obbligatorietà dell'utilizzo del Codice per la progettazione delle attività non normate, in luogo dei "criteri tecnici di prevenzione incendi". 

Al fine di illustrare le potenzialità del Codice, INAIL - DIT in sinergia con C.N.VV.F., Università “Sapienza” di Roma e CNI sono al lavoro per la realizzazione di una collana di pubblicazioni, incentrate su casi studio numerici, mirata a fornire degli strumenti di supporto nella progettazione e gestione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro e spunti di riflessione per i professionisti antincendio.