Un modello di vulnerabilità per gli edifici storici in conglomerato cementizio armato - B22

La valutazione della vulnerabilità sismica delle costruzioni storiche in conglomerato cementizio armato, che rappresenta una consistente parte del patrimonio edilizio presente sul territorio italiano, è un tema attuale e che ha assunto, negli ultimi anni, una notevole importanza sia da parte della comunità scientifica che delle pubbliche amministrazioni. Tali edifici presentano carenze costruttive legate all’incertezza che caratterizzava la nuova tecnica costruttiva, nei primi anni del suo avvento. Dal punto di vista sismico, la vulnerabilità è incrementata dal fatto che la progettazione veniva effettuata per soli carichi verticali, con dettagli costruttivi non idonei a garantire meccanismi di rottura duttili e con materiali dalle caratteristiche di resistenza molto inferiori a quelle a cui oggi facciamo riferimento. Risulta quindi importante conoscere il livello di sicurezza di queste strutture, anche alla luce della nuova classificazione sismica del territorio nazionale. Per farlo è necessario disporre di adeguati strumenti per la valutazione della vulnerabilità sismica a scala territoriale, dato l’elevato numero di edifici in questione, che sappiano tenere in conto le caratteristiche intrinseche di questo patrimonio architettonico. Nel presente lavoro è stato studiato un campione di edifici realizzati in Liguria, nei primi decenni del XX secolo, dalla Soc. Porcheddu di Torino, concessionario del sistema Hennebique. Alla luce dei risultati ottenuti dall’applicazione del modello di vulnerabilità di tipo macrosismico al campione, si è individuata una nuova classe tipologica per tali manufatti, che hanno evidenziato una vulnerabilità superiore rispetto al valore atteso della tipologia iniziale a cui si è fatto riferimento per le analisi.

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