MOVE-Hack, a Cesena il primo Hackathon sulla mobilità sostenibile | L'intervista a Riccardo Neri

L’appuntamento è per venerdì 22 e sabato 23 novembre a Palazzo Ghini, prorogate le iscrizioni

Arriva a Cesena il primo hackathon dedicato alla mobilità sostenibile. 

MOVE-hack sarà una 24 ore di confronto e sviluppo di idee, a cui possono partecipare sviluppatori, ingegneri, start up, creativi, cittadini e chiunque abbia un’idea per migliorare la qualità, la sostenibilità delle infrastrutture e del trasporto nella provincia di Forlì-Cesena.

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Lo scopo non è solo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di creare un sistema di trasporto diversificato e integrato per muoversi velocemente e senza inquinare, ma anche quello di trovare soluzioni concrete che contribuiscano allo sviluppo di una città sempre più connessa e innovativa.

La manifestazione è organizzata dall’Ordine degli Ingegneri di Forlì-Cesena, presieduto da Riccardo Neri


Presidente, come è nata l’idea?

Dopo varie sedute di Consiglio, abbiamo pensato all’Hackathon come evento strategico in grado di coinvolgere quanti più iscritti possibili e anche la cittadinanza. Abbiamo scelto di affrontare il tema della mobilità perché è molto sentito nel nostro territorio.

Quali sono i temi che i partecipanti potranno scegliere? 

Il primo riguarda la cosidetta “mobilità pesante”, quindi soluzioni che puntino a migliorare i collegamenti strategici e la logistica nelle grandi infrastrutture, l'aeroporto, il porto di Ravenna, la via Ravegnana e l’E45.

Il secondo tema riguarda la “mobilità in orario di lavoro”. L’invito è a trovare soluzioni alternative all’uso dell’auto di proprietà, in particolare sulla via Emilia che collega Forlì a Cesena. Oppure individuare strategie e metodi che possano incentivare i cittadini a usare maggiormente mezzi pubblici o più sostenibili, a esempio, nel tragitto casa-scuola e casa-lavoro. 

A questi aspetti si aggiunge anche l’esigenza di implementare e migliorare la rete del trasporto pubblico che collega i Comuni limitrofi ai centri urbani serviti dalle stazioni ferroviarie e da un sistema di trasporti più capillare.

Il terzo tema è incentrato sulla “mobilità dolce” all’interno della città, quindi idee che agevolino la condivisione di biciclette, l’uso dei monopattini e più in generale della micro mobilità, incluso lo spostamento dei corrieri e dei fornitori. 

È diffuso il bike-sharing nel vostro territorio?

Purtroppo no, mancano ancora le postazioni nei punti strategici e il servizio attuale non si è evoluto con i tempi e le pratiche per accedervi non sempre sono immediate. 

Per questo l’hackathon vuole essere anche un momento di riflessione su come organizzare e pianificare la nuova mobilità dei centri abitati e vagliare la possibilità di realizzare infrastrutture innovative.

L’obiettivo è anche quello di creare sistemi in grado di tracciare dei dati che possano essere utili alle amministrazioni per poi attivare progetti di sviluppo. 

In futuro gli ingegneri avranno un ruolo sempre più importante per la pianificazione di una nuova mobilità?

Sì, ma è necessario che si attivi un dialogo tra i professionisti. 

La maggior parte degli iscritti alla competizione provengono dal ramo edile e civile ma è importante che si crei un confronto più forte tra l’ingegnere civile e quello informatico o delle telecomunicazioni, che a loro volta devono interfacciarsi con gli altri operatori del settore edile. 

Quante adesioni avete ricevuto?

Una decina, ma ci sono diverse start up e studenti universitari che si stanno organizzando per partecipare alla maratona, per questo prorogheremo la scadenza delle iscrizioni al 22 novembre, la giornata di apertura dell’hackathon. 

Che premio avete messo in palio?

Il montepremi è di tremila euro che forniremo attraverso mezzi ecologici e buoni da spendere. 

Durante la sessione di sabato pomeriggio, aperta al pubblico, sarà proclamato il team vincitore. Sarà possibile sviluppare le idee più meritevoli?

Come sottolineato nel regolamento, l’organizzazione s’impegna a garantire che i prototipi che escono dalla competizione abbiano concreta applicazione. In questi giorni stiamo raccogliendo l’interesse da parte delle amministrazioni locali e anche di Comuni più piccoli che potrebbero valutare d’investire in soluzioni di mobilità sostenibile.

MOVE-Hack si ripeterà nel tempo?

Ci auguriamo che questo primo appuntamento funga da innesco e da miccia per attivare un percorso che prosegua da solo e dia anche nuove opportunità lavorative ai giovani.


Tutte le informazioni e il regolamento per partecipare alla maratona sono disponibili nella pagina dedicata sul sito dell'Ordine

Oppure è possibile chiedere informazioni a hackathon@ordineing-fc.it