COVID-19: l'ingegneria non si ferma … ma va aiutata! (Lettera aperta)

10/03/2020 2512

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del Presidente Inarsin di Bari, l'ing. Rocco Ferrini, sullo stato di crisi che si è creata.

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Illustrissimo Presidente Conte,

apprezzando l’impegno che il Governo tutto sta facendo per fronteggiare questa emergenza ed analizzando le varie Ordinanze emanate ritrovo tutto lo sforzo nel cercare di contingentare e arginare ciò che questa situazione emergenziale può alimentare a discapito dell’economia del Paese. 

Mi permetta però di sottolineare che i problemi e le ripercussioni che questa emergenza avrà sulla nostra economia e sulla quale si sta dibattendo circa lo stanziamento di fondi a sostegno della stessa, risulta meritevole di attenzione (rientrano a gran voce) anche e soprattutto la categoria dei liberi professionisti che quotidianamente operano nei vari settori tra cui principalmente quello delle costruzioni. 

Professionisti che, considerata l’assenza di ammortizzatori sociali, sono costretti a muoversi sul territorio pur di evitare che il proprio lavoro e la propria attività, UNICA FONTE DI SOSTENTAMENTO PER LE PROPRIE FAMIGLIE, RISCHI DI ESSERE AZZERATA DEL TUTTO!

Nel doveroso rispetto dei tanti colleghi che, con spirito di sacrificio e senso del dovere ed ottemperando alle richieste di limitazione di spostamento hanno preferito rimanere a casa per i prossimi giorni, occorre intervenire con una tempestive azioni atte alla promulgazione di misure cautelari nei confronti della categoria che vadano dalla riduzione della pressione fiscale a quella della contribuzione previdenziale obbligatoria…va dato respiro ad una categoria già in affanno ma che resiste e contribuisce al rinnovamento e rigenerazione del Paese attraverso la propria capacità progettuale indispensabile a completare ed attuare tutte le pianificazioni e progettazioni di piccole e grandi opere sul nostro territorio nazionale.

Partecipiamo e vogliamo essere al centro dello SVILUPPO DEL NOSTRO PAESE ITALIA consci che il progresso futuro non può che vederci PARTE ATTIVA e necessita e merita tutto l’impegno e l’energia a nostra disposizione.

La nostra categoria ha da subito condiviso e recepito l’hashtag #IORESTOACASA avendo da tempo acquisito all’interno del proprio know-how una flessibilità ed una adattabilità del proprio sistema di gestione e produzione al passo con i tempi. Pertanto se lo smart working non risulta essere un problema, risulta esserlo invece la mancanza di snellimento e/o annullamento di alcune modalità con cui oggi gli appalti pubblici vengono gestiti e che rischiano di INGESSARE e BLOCCARE le attività di progettazione ed esecuzione in itinere nonchè la programmazione di quelle future.

Se la ratio dell’ultima ordinanza emanata è quella di limitare gli spostamenti, un primo passo nell’immediato potrebbe essere quello di emanare azioni quali ad esempio l’annullamento dell’obbligatorietà dei sopralluoghi previsto all’interno delle gare in itinere e future, a tutela del principio di libera concorrenza e con lo scopo di non esporre ulteriormente gli operatori tutti del settore. 

In questo momento di sospensione (e riflessione) non si può e non si deve interrompere o rallentare la progettazione in corso o futura e va certamente garantita una condizione di partecipazione equa, evitando di penalizzare quegli operatori locali ed esterni che in maniera responsabile hanno deciso di far proprie le indicazioni comportamentali che questo Governo da tempo sta comunicando ed indicando riguardo la sanità e la tutela della salute pubblica.

Abbiamo a disposizione già le capacità e risorse per progettare da casa ma necessitiamo di un potenziamento delle risorse a nostra disposizione e che vengano create tutte le condizioni affinchè ciò avvenga, dandoci strumenti e tutele perché possiamo attraverso il nostro lavoro contribuire alla ripresa del paese e delle attività future senza ingenerare fasi di stallo o di blocco.

L’appello che Le rivolgo è quello di convocare con urgenza tutte ed indistintamente le associazioni di categoria, le quali in questo processo partecipativo conservano il DIRITTO di essere ascoltate e allo stesso tempo il DOVERE di suggerirLe tutte le possibili azioni volte alla tutela degli stessi e delle proprie famiglie, portando alla Sua attenzione le sofferenze, le difficoltà ma soprattutto l’IMPEGNO PROFUSO che ogni libero professionista quotidianamente mette a servizio di questo Paese.

Con spirito di servizio, cordialmente la saluto.

Ing. Rocco Ferrini

Presidente INARSind - sezione Provinciale di Bari