La proposta di Re Mind: cinque punti per rilanciare l'Italia

L'emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del coronavirus Covid-19 è da settimane al centro di ogni dibattito, così come lo è quella economica, sua diretta conseguenza.

Si parla dell'esigenza di varare misure per rialzarsi dopo la crisi e della necessità di farsi trovare pronti quando tutto sarà finito. 

Ma da dove iniziare per far ripartire il Paese? Re Mind, associazione della filiera industriale e manifatturiera immobiliare, ha individuato cinque misure urgenti per una reale crescita economica del Paese Italia.

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#Italiapuoripartire: 5 obiettivi per la ripresa del Paese

Messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, sblocco delle opere pubbliche, valorizzazione dei beni culturali, azioni per attrarre capitali: il documento passa in rassegna i settori principali su cui occorrerebbe intervenire tracciando uno stato dell'arte e proponendo soluzioni. 

Cinque le proposte che sono emerse dal tavolo di lavoro presieduto da Paolo Crisafi, presidente di Re Mind Filiera Immobiliare e coordinato da Fabrizio Cola, direttore Area Tematiche Sismiche dell'associazione, oltre che da Biagio Gilberti, direttore Area Legale Amministrativa, Massimo Santucci, direttore Relazioni Istituzionali e Marco Mari direttore dell'Area Manifattura Immobiliare e vicepresidente di GBC Italia.

«La logica è semplice: il Paese sta attraversando un momento emergenziale ma è da tempo che l’economia non versa in condizioni ottimali - ha commentato Mari - per cui abbiamo ipotizzato cinque azioni urgenti per far ripartire l’Italia».

Queste azioni partono da un concetto fondamentale.

«Le misure per la ripresa del Paese devono svilupparsi in un medio tempo - ha spiegato - però richiedono qualcosa in cambio, ossia la garanzia di procedere verso lo sviluppo sostenibile e misurato della green economy nella filiera edilizia e immobiliare».

In poche parole, per le opere di riqualificazione, rigenerazione edilizia o infrastrutturale che si impegneranno nel dimostrare la corretta applicazione di:

  • nel settore pubblico: Criteri Ambientali Minimi (CAM) per Edilizia Strade e Infrastrutture;
  • nel settore pubblico e privato: protocolli energetico- ambientali (rating system) nazionali e/o internazionali con impegno a perseguire certificazione terza.

Solo per opere che si impegneranno in tal senso, potranno essere attivate le cinque misure urgenti individuate dal documento che è stato messo a disposizione del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.

1) Messa in sicurezza e valorizzazione del patrimonio immobiliare privato 

Il primo obiettivo tratta il tema del miglioramento sismico degli edifici.

In Italia ci sono 2.893 Comuni ad alto rischio sismico in cui si trovano 10.7 milioni di abitazioni e oltre la metà dei centri storici.

Proposte di provvedimenti:

  1. Ripristino immediato dello sconto in fattura bonus sisma;
  2. Raddoppio dello sconto in fattura bonus sisma per gli immobili privati che sono prima casa e per i siti strutturati come aggregati immobiliari storici;
  3. Attivazione di un tavolo di confronto permanente in materia immobiliare per una gestione degli eventi caratterizzati da emergenze e catastrofi naturali che dovrà avere come prima misura quella di estendere, a esempio, i poteri in deroga della legislazione sugli appalti per i lavori pubblici e relativi cantieri, così come è accaduto di recente per la ricostruzione del ponte Morandi a Genova.

2) Sblocco delle opere pubbliche strategiche

Il secondo punto analizza lo stato di avanzamento dei lavori delle opere pubbliche più importanti del Paese.

Il tavolo di lavoro ha individuato 49 grandi opere sopra i 100 milioni di euro che sono ancora bloccate, a cui si aggiungono altri 50 cantieri più piccoli ma strategici.

Le proposte di provvedimenti, stanti le condizione di garanzia, prevedono:

  1. Sblocco delle grandi opere da cui deriverebbe una ricaduta sull'economia di 172 miliardi di euro e la creazione di circa 760 mila posti di lavoro;
  2. Sblocco delle opere strategiche minori: pianificazione dei cantieri per opere già finanziate o da finanziare da far partire attraverso una gestione Commissariale, che entro un anno deve appaltare i lavori chiavi in mano con le stesse deroghe di legge usate per la ricostruzione del ponte Morandi.

3) Messa in sicurezza e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico 

La terza proposta prende in esame il vasto patrimonio immobiliare pubblico di cui dispone l'Italia e in gran parte a disposizione degli enti locali.

Proposte di provvedimenti:

  1. Semplificazione e incentivazione dei processi di partenariato pubblico privato, consentendo investimenti di fondi esistenti per il riutilizzo del patrimonio immobiliare o creando fondi ad hoc;
  2. Rapido avvio di operazioni di rivitalizzazione del patrimonio immobiliare pubblico;
  3. Messa in sicurezza di coste, bacini e aree idrologiche con relative opere pubbliche;
  4. Destinare i fondi derivanti dalla riduzione dei canoni delle locazioni passive della PA (manovra di bilancio 2020) in interventi di “deep renovation” e quindi processi di riqualificazione integrata e profonda, in grado di generare anche nuove posizioni di lavoro altamente qualificato (green jobs).

 4) Messa in sicurezza e valorizzazione del patrimonio dei beni culturali del Paese

L’Italia dispone di un ingente patrimonio immobiliare con valenza storico-testimoniale, in gran parte a disposizione degli enti locali.

Oltre il 30% degli asset immobiliari è antecedente al 1940 ed è necessaria una programmazione pluriennale che preveda la loro valorizzazione e gestione.

In questo caso le condizioni di garanzia delle prestazioni e della sostenibilità richiedono la conferma dell'applicazione obbligatoria dei Criteri Ambientali Minimi per l’Edilizia e la loro rapida specializzazione all’edilizia storico-testimoniale.

«Al momento, anche se incentivati, i CAM per l’edilizia non sono obbligatori per le opere di restauro - ha commentato Mari - quindi bisognerebbe provvedere a una loro specializzazione, abbinata all'uso di protocolli energetico ambientali rating system. Come Green Building Council Italia stiamo internazionalizzando il protocollo nazionale GBC Historic Building, il primo, che a livello mondiale, si occupa di coniugare sia l'aspetto culturale legato all’edificio storico testimoniale sia quello energetico ambientale del medesimo».

Proposte di provvedimenti:

  1. Identificazione di interventi con priorità agli edifici storici adibiti a uso museale, formativo, culturale e altro, che necessitano di messa in sicurezza e riqualificazione complessiva;
  2. Identificazione di provvedimenti e deroghe analoghe a quanto previsto negli appalti realizzati per il ponte Morandi;
  3. Vincolo di procedere entro 16 mesi all'apertura dei cantieri, a far data dall'identificazione dell’asset;
  4. Se necessario, adeguata integrazione dei fondi a disposizione, che a oggi risultano essere 100 milioni di euro, attraverso la costituzione di un fondo ad hoc.

5) Azioni per l'attrattività di capitali e la trasparenza delle informazioni nel mercato

Al fine di ottenere un forte impulso alla crescita è necessario attrarre ingenti capitali nazionali e internazionali in Italia.

A livello internazionale, la sostenibilità degli interventi, quando è certificabile grazie all'uso di protocolli, è riconosciuta come prerequisito per una corretta valutazione del rischio di credito e degli investimenti.

Una condizione che, come dimostrano i recenti sviluppi immobiliari della città di Milano, è indispensabile per richiamare l'interesse di investitori, imprese e cittadini che tendono a ricercare investimenti sicuri.

Un approccio testimoniato anche dalle recenti decisioni della Banca Europea degli Investimenti (BEI) che si è impegnata, dal 2021, a finanziare solo ed esclusivamente progetti con un chiaro impatto positivo sugli obiettivi per il clima (SDGs).

Anche la Banca Centrale Europea (BCE) ha avviato una nuova analisi della strategia di politica monetaria, includendo la sostenibilità ambientale nei parametri che ne influenzano la stabilità.

«Si tratta di una valutazione complessiva della qualità e delle prestazioni dell’edificio, che non guarda solo a dove è ubicato ma è relativa anche agli aspetti energetico ambientali - ha precisato Mari - nello specifico l’insieme delle prestazioni, legate ai consumi, all’utilizzo di energie da fonti rinnovabili, all'uso di materiali provenienti dall'economia circolare, incluse le valutazioni dell’impatto che il cantiere ha avuto sull’ambiente, ma anche i consumi d'acqua e la qualità ambientale interna degli spazi. Tutti questi elementi costituiscono il rating di un edificio e non sono indifferenti rispetto a una valutazione di rischio per stabilire se erogare più o meno somme di denaro».

Maggiori vantaggi sull'attrattività di capitali si ottengono quando coesistono anche:

  • Un'azione congiunta di pubblico e privato;
  • Un aumento della trasparenza, basata su regole di rendicontazione internazionalmente validate, come a esempio i protocolli energetico-ambientali nazionali e internazionali;
  • Certezza del diritto, rispetto dei ruoli e della pena, al fine di incentivare e tutelare l’imprenditoria seria.

Proposte di provvedimenti:

  1. Adozione in Italia di “misure a costo zero” come l’accesso allo strumento SIIQ da parte dei REITS esteri e l’introduzione dei Fondi Immobiliari aperti; l'introduzione per Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e per il Sistema Bancario italiano, dell'obbligo a finanziare solo ed esclusivamente progetti con chiaro impatto positivo sugli obiettivi per il clima (SDGs) e introdurre la sostenibilità ambientale tra i parametri che ne influenzano la valutazione del rischio di credito;
  2. Istituire norme a sostegno della collaborazione leale e trasparente tra amministratori pubblici e imprenditoria.

A tal fine sarebbe necessario:

  • intervenire sull’abuso d'ufficio, alla luce delle indicazioni offerte dalla giurisprudenza della Corte Europea per i Diritti Umani per l'elaborazione di una figura di reato dai confini certi, sia sotto il profilo della fattispecie rilevante, della pena e delle misure accessorie ed esecutive;
  • la revisione dell’art. 80 del Codice dei Contratti Pubblici, per superare l’attuale quadro di incertezza giurisprudenziale che in materia di illeciti professionali espone il ceto imprenditoriale a rischi di esclusione dalle gare non preventivabili e, comunque, sproporzionati;
  • la necessità di una piena attuazione delle Direttive Europee alla luce del divieto di gold plating.

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