CURA ITALIA, ARCHITETTI ANCONA: Per il governo ci sono PROFESSIONISTI di serie A e di serie B

20/03/2020 1259

20 marzo 2020, Ancona - "Abbiamo atteso a lungo di leggere il testo del decreto Cura Italia, che prevede misure economiche in sostegno di imprese e lavoratori. Abbiamo scelto, con senso di responsabilità, di non commentare né voci né bozze, ma di attenerci solo ed esclusivamente ai fatti. Purtroppo, oggi i fatti dicono che tra le tante misure per aziende, lavoratori dipendenti e autonomi il governo ha voluto dare un “premio di consolazione” ai professionisti iscritti agli Ordini professionali, che sono iscritti a enti di previdenza obbligatoria di diritto privato. Tra questi, appunto, ci sono molti architetti" è il commento di Donatella Maiolatesi, presidente dell'Ordine degli Architetti di Ancona, al decreto pubblicato ieri sera in Gazzetta Ufficiale.

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"Il decreto, all’articolo 44, prevede un fondo da 300 milioni di euro per assicurare un “reddito di ultima istanza” a lavoratori dipendenti e autonomi", continua Maiolatesi. "Sarebbe un’ottima notizia se ci si fermasse qui. Ma andando avanti, scopriamo che di questi 300 milioni i non iscritti all’Inps, come gli architetti, avranno diritto a una “eventuale quota”. Se avanza qualcosa, quindi, anche gli architetti in regime di partita Iva potranno sperare di ottenere qualche spicciolo. Architetti che, in queste settimane, hanno dovuto interrompere ogni attività, sospendere lavori, chiudere temporaneamente gli studi, laddove ne abbiano uno".


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Decreto Cura Italia in Gazzetta Ufficiale: testo definitivo e misure per professionisti, imprese, famiglie


"Pur comprendendo che le risorse non sono infinite, troviamo inspiegabile il fatto che le professioni ordinistiche siano rimaste ai margini di questa manovra. Non è tollerabile che il governo faccia “figli e figliastri” in quella che è una sola grande categoria, troppo spesso dimenticata: quella dei lavoratori autonomi. Non pensiamo sia necessario ricordare l’importanza del lavoro svolto dai nostri iscritti, in questa sede desideriamo solo ricordare al governo che proprio gli architetti, insieme ad altre professioni tecniche, è in prima linea da anni nella “trincea” della ricostruzione del centro Italia dopo i terremoti del 2016". 

Ancora Maiolatesi: "Non rimarremo con il cappello in mano, nella speranza che questa “eventuale quota” sia il meno esigua possibile. Chiediamo con forza, invece, un cambio di mentalità nei confronti dei liberi professionisti di questo Paese: in sede di conversione in legge, il Parlamento avrà la responsabilità di correggere la incomprensibile stortura contenuta nell’articolo 44".

Comunicato dell'Ordine degli Architetti di Ancona


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