3 aspetti da non trascurare nella progettazione del Cappotto Termico

Il Cappotto Termico è un sistema costruttivo complesso, che ha diverse implicazioni, anche estetiche, nella realizzazione degli edifici. Per questo va considerato nel dettaglio già in fase di progettazione, per evitare contestazioni a lavoro finito. Giovanni Brugnaro, Coordinatore dell’Assistenza Tecnica Fassa Bortolo, racconta le problematiche che spesso emergono in questo settore.

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Sistema Fassatherm® Fassa Bortolo.

1. I colori scuri compromettono il cappotto termico (molto prima di quanto si pensi)

Sembrerebbe un’informazione scontata, ma ancora oggi incontriamo situazioni in cui vengono previste tinte scure per la finitura decorativa del sistema a cappotto: grigi, marroni, addirittura nero. Eppure questi colori oltre a danneggiare velocemente la finitura, potrebbero compromettere la durabilità dell’intero sistema a cappotto.

La normativa di riferimento in materia, UNI/TR 11715:2018, definisce la corretta progettazione e posa in opera dei sistemi di isolamento termico a cappotto su edifici nuovi ed esistenti. In questo rapporto tecnico viene specificato che la tinta della finitura esterna deve avere l’indice di riflessione Y superiore a 20.

Indice di riflessione della tinta di finitura esterna

Per Y intendiamo il valore percentuale che indica il rapporto tra la quantità di radiazione luminosa riflessa e quella incidente.

Un colore con un valore di riflessione minore a 20, infatti, assorbe troppa energia e, in presenza di un sistema a cappotto che limita fortemente la trasmissione del calore, porta allo sviluppo di un eccessivo surriscaldamento delle facciate.

L’aumento della temperatura superficiale di facciata può favorire l’evidenziarsi di possibili problematiche quali l’invecchiamento precoce della tinta sia dal punto di vista del legante, sia del colorante, causando un degrado chimico che porta a sbiancature, lumacature, scolorimento e altri tipi di danni permanenti.

In alcuni casi si può raggiungere anche la temperatura di ammorbidimento della lastra in EPS: tra gli 85-100 °C inizia a perdere le sue caratteristiche fisico-tecniche con conseguente diminuzione delle performance di isolamento del sistema. Lo stress termico al quale il sistema è sottoposto può causare la formazione di cavillature in facciata.

Aspetto cromatico delle finiture di facciata non deve essere sottovalutato

In ambito progettuale, l’aspetto della scelta cromatica compatibile non va sottovalutato considerato che spesso gli edifici sono venduti al cliente “sulla carta”. Le problematiche discusse, invece, possono evidenziarsi a distanza di tempo. Un altro caso può riguardare la volontà di riprodurre il logo aziendale caratterizzato da tinte scure.

Come suggerimento di base, l’indicazione che propone Fassa Bortolo è di adottare sempre tinte chiare con un indice di riflessione Y maggiore di 25; in zone con forte esposizione solare o con spessori di isolante maggiori di 10 cm, invece, Y deve essere maggiore di 30.

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Scala di grigi presenti all’interno di 365 A YEAR OF COLORS, la mazzetta da esterni Fassa Bortolo.

2. La gestione delle forometrie nella posa del sistema a cappotto

Le forometrie costituiscono aree di interruzione della facciata. Particolare attenzione va posta nello studio dei dettagli tecnici delle aperture finestrate, poiché sono possibili punti di sfogo delle tensioni. La tendenza del mercato attuale vede un impiego sempre più diffuso, sia nel nuovo che nelle riqualificazioni, di sistemi finestrati monoblocco, ovvero sistemi multifunzione raggruppati in un unico elemento da installare.

Nel caso in cui si opti per questa soluzione tecnologica, è necessario verificare il dettaglio di interconnessione tra il monoblocco scelto ed il sistema a cappotto. Se questo aspetto viene trascurato in fase progettuale, si rischia di dover correre ai ripari in cantiere, magari a monoblocchi già installati.

L’ideale è prevedere un incontro tecnico con i rispettivi fornitori per definire insieme le soluzioni più opportune.

3. La stesura delle voci di capitolato: meglio un referente unico, e certificato

La stessa cura impiegata nella progettazione va posta anche nella definizione delle voci di capitolato. Essendo una materia specialistica, l’Assistenza Tecnica Fassa Bortolo si rende disponibile nel supportare il progettista anche a partire da questa fase, al fine di consigliare la soluzione più adatta.

Per essere chiara e completa, la voce di capitolato di un sistema a cappotto deve descrivere tutti i componenti da utilizzare nelle varie fasi applicative: dalla scelta del sistema di partenza del cappotto termico, alla definizione della lastra isolante; dalla malta collante e rasante, alla scelta del tassello per il fissaggio meccanico; dalla rete d’armatura di tutti gli accessori necessari, alla scelta del fondo di ancoraggio e del rivestimento in pasta. Non ultimo, Fassa Bortolo consiglia di affidarsi a sistemi e posatori certificati.

Il sistema cappotto Fassatherm® è certificato ETA (Benestare Tecnico Europeo), e questo significa che possiamo dichiarare le prestazioni dell’intero sistema oltre che delle singole componenti, fornendo informazioni utili e verificate al progettista.

In risposta ad una richiesta del mercato e al fine di garantire la qualità nella posa “a regola d’arte”, inoltre, c’è un’altra interessante opportunità per il progettista, ossia di affidarsi a ‘posatori di cappotto termico qualificati’. 
Questi ultimi, infatti, da giugno 2018 possono certificare la propria professionalità mediante il superamento di un esame ai sensi della norma UNI 11716. Fassa Bortolo renderà al più presto disponibili i corsi propedeutici dedicati. È un modo per premiare l’edilizia di qualità ed elevare l’offerta grazie a professionisti qualificati.

>>> Per maggiori informazioni rivolgiti all'Assistenza Tecnica Fassa Bortolo