Croccolo (Ansfisa): «Le Linee Guida sui Ponti? Uno strumento base da imporre ai gestori»

Le Linee Guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sulla classificazione, il controllo e il monitoraggio dei ponti, forniscono gli strumenti per la conoscenza delle opere a livello territoriale e per definire le priorità delle eventuali operazioni di sorveglianza e monitoraggio, di verifica e di intervento.

Rappresentano un punto di riferimento anche per le attività di vigilanza dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (ANSFISA) istituita con il Decreto Genova.

Il documento infatti «consentirà di operare le opportune verifiche sul livello di sicurezza di ponti e viadotti» ha commentato Fabio Croccolo, direttore di Ansfisa.

 

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Le Linee Guida sui ponti e il ruolo di Ansfisa

Ing. Croccolo, in che modo queste Linee Guida possono essere utili ad Ansfisa e come verranno utilizzate ?

«Le Linee Guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici saranno fondamentali per l’attività di Ansfisa, perché consentiranno di operare le opportune verifiche sul livello di sicurezza di ponti e viadotti e di stabilire anche la gravità dei problemi eventualmente riscontrati, quindi anche la rapidità d’intervento a cui deve sottostare l’opera d’arte. In qualità di direttore di Ansfisa, ho intenzione di utilizzarle come strumento base da imporre a tutti i gestori per la verifica delle loro strutture, così da garantire che ci sia una prima valutazione del livello di rischio, con una definizione del grado di sicurezza accettabile, per poi procedere con la scelta degli interventi di manutenzione prioritari».

 

Fino a oggi come si è operato? 

«Ansfisa è una struttura nuova e sino a oggi queste attività erano in capo ai singoli gestori. Anas, a esempio, ha recentemente emanato delle proprie procedure di valutazione di ponti e viadotti, mentre i gestori stradali e autostradali, solitamente si avvalgono di società esterne incaricate di fare le verifiche. Sostanzialmente, sino a oggi, è mancata sia un’uniformità a livello nazionale sia una condivisione scientifica delle modalità con cui svolgere tali verifiche, per cui ognuno si è sempre affidato al buon senso e alla «diligenza del buon padre di famiglia». L’indubbio vantaggio delle Linee Guida è che derivano dall’esperienza congiunta delle migliori menti scientifiche del Paese che sono riunite strutturalmente all’interno del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, oltretutto con la possibilità di dibattere e confrontarsi sulle scelte tecniche da adottare: si stratta effettivamente dell’espressione più alta che si può avere della conoscenza attuale delle strutture».

 

In questo contesto, che ruolo avrà Ansfisa?

«La legge istituiva prevede che Ansfisa promuova la sicurezza e garantisca la vigilanza sulle opere infrastrutturali, ciò significa assicurare che i controlli e le verifiche siano effettivamente svolti da personale competente non necessariamente interno all’Agenzia. Interverremo principalmente sui sistemi di gestione della sicurezza delle varie aziende, imporremo ai gestori delle infrastrutture di mettere in atto dei sistemi di sicurezza che comportino necessariamente la verifica periodica delle opere d’arte e la valutazione della rischiosità delle stesse sulla base delle indicazioni fornite dalle Linee Guida. Ricordo anche che è prevista una fase iniziale in cui queste Linee Guida, che comunque saranno efficaci ed effettive, saranno soggette a un periodo di sperimentazione sotto l’egida della Struttura Tecnica di Missione del Ministero, in modo tale che i docenti universitari possano valutare l’efficacia in termini predittivi delle Linee Guida ed eventualmente proporre dei correttivi per migliorarle qualora fosse necessario. Si tratta quindi di uno strumento dinamico ed evolutivo che punta a garantire il massimo standard di sicurezza del sistema». 

 

Ansfisa come avrà la certezza che ogni gestore applichi le misure e le metodologie previste dalle Linee Guida?

«Nessuno è in grado di avere la certezza sui parametri di sicurezza, sia in termini di calcoli, sia di esecuzione. Ansfisa utilizzerà sistemi di monitoraggio e si appoggerà, se necessario, anche ad enti certificati, come avviene per tutti gli altri settori, quello ferroviario o navale, a esempio. Enti certificati che dovranno garantire che le procedure messe in atto rispettino i parametri stabiliti da queste Linee Guida. D’altronde non è pensabile che una struttura che ha come primissima dotazione 60 unità sia in grado di garantire che effettivamente tutti i controlli vengano fatti così come sono stati declinati. Si cercherà di fare dei controlli a campione, che però non sono mai esaustivi: possono evidenziare falle macroscopiche ma non sono in grado di coprire puntualmente l’operato complessivo. Per questo c’è bisogno di ricorrere a organismi certificati, pagati dagli enti gestori, che siano in grado di appurare che l’ente stia puntualmente applicando le norme previste, un po’ come avviene per la garanzia di qualità nel settore alimentare».


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Vai allo Speciale sulle "Linee Guida per la Classificazione e Gestione del Rischio, la Valutazione della Sicurezza ed il Monitoraggio dei Ponti Esistenti.

Con le interviste a Massimo Sessa. Emanuele Renzi, Walter Lupi, Pietro Baratono, Walter Salvatore, Edoardo Cosenza, Andrea Del Grosso, Mario Nobili, ...


Sul sito del MIT è possibile scaricare i seguenti documenti

Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti

Appendici e allegati

  • allegato A. scheda di censimento ponti
  • allegato B. scheda descrittiva di ispezione
  • allegato B. scheda fenomeni di frana e idraulici
  • allegato B. scheda di valutazione dei difetti
  • allegato C. schede difettologiche
  • allegato D. scheda di ispezione speciale