Appello dal mondo accademico per rilanciare il Paese partendo dalle INFRASTRUTTURE

27/05/2020 714

Sono più di 50 gli accademici che hanno sottoscritto l’appello lanciato dal professor Francesco Karrer, Presidente del Comitato scientifico Federbeton, sull’importanza delle infrastrutture per la ripartenza economica di tutto il Paese.

Ingegneri, economisti e ricercatori attivi presso atenei e istituti di ricerca in tutta Italia chiedono una ripartenza che prenda il via dalla rete infrastrutturale e una politica basata su investimenti nei settori capaci di essere volano per lo sviluppo economico: in assenza di una rete strutturale sicura, moderna e sostenibile ogni ragionamento sul rilancio della competitività del nostro Paese rischia di esser vano.

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Una ripartenza che prenda il via dalle infrastrutture e una politica basata su investimenti nei settori capaci di essere volano per lo sviluppo economico. Questo il senso del documento che già 50 – tra ingegneri, economisti, ricercatori e accademici attivi presso atenei ed istituti di ricerca in tutta Italia – hanno sottoscritto, dando vita ad una compagine inedita e trasversale che, per la prima volta, scende in campo per chiedere ai decisori istituzionali un intervento chiaro, tempestivo e risolutivo rispetto all’infrastrutturazione del Paese.  

L’appello, promosso da Francesco Karrer, Presidente del Comitato Scientifico Federbeton e già Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sottolinea la necessità di guardare al futuro con un piano capace di dare al Paese una rete infrastrutturale sicura, moderna e sostenibile. Unica soluzione per garantire una ripartenza reale ed efficiente nei settori produttivi strategici per la nostra economia, dal turismo alla cultura alla manifattura.

“Investire nelle infrastrutture significa investire nell’inclusione portando ricchezza nei territori e mettendo l’intera economia nelle condizioni di ripartire” – commenta il professor Francesco Karrer, Presidente del Comitato Scientifico di Federbeton –. “Strade, ferrovie, porti, aeroporti, metropolitane sono la spina dorsale del Paese: connettono le persone ma anche le attività economiche e sociali, rappresentando il fattore abilitante per la circolazione di merci, individui e idee. In assenza di una adeguata rete infrastrutturale, ogni ulteriore misura di sostegno a questo o quel comparto produttivo rischia, in partenza, di perdere efficacia. Senza infrastrutture, ogni ragionamento sul rilancio della competitività del Paese o sull’attrazione di investimenti è destinato ad arenarsi”. 

La crisi generata dall'emergenza sanitaria impone scelte chiare e tempestive. È in gioco la tenuta del tessuto produttivo, dei servizi, dell’occupazione. Per questa ragione, il mondo della ricerca e dell’Università scende oggi in campo, chiedendo di intervenire subito, investendo in infrastrutture e consentendo così al sistema-Paese di liberare il potenziale di cui è portatore: imprese, professionisti e ricercatori sono già pronti a offrire il proprio contributo, attraverso competenze e risorse in grado di rispondere in maniera sicura, innovativa e sostenibile alle sfide di questa difficile congiuntura. 

Chi volesse aderire all'appello è ancora possibile attraverso questo LINK