Primi aggiornamenti dalla sperimentazione sui muri in calcestruzzo

12/09/2013 2901

Si è conclusa la prima fase della sperimentazione organizzata dal Gruppo di Lavoro Normativa dell’Osservatorio sul tema della resistenza del calcestruzzo in opera.
Scopo della sperimentazione è quello di investigare alcuni parametri empirici che legano i valori della resistenza a compressione determinata su cubetto e quella in situ mediante metodi distruttivi e non distruttivi.
Questa prima fase operativa della sperimentazione ha visto una proficua collaborazione tra sei produttori di calcestruzzo preconfezionato e sei laboratori autorizzati alle prove sui materiali da costruzione sparsi per l’Italia che si sono impegnati investendo risorse, tempo ed energie in un ambizioso progetto volto alla qualificazione del comparto.
Sono stati, infatti, messi in opera muri in calcestruzzo armato con miscele dalle caratteristiche predefinite. Contestualmente ai getti sono stati prelevati campioni cubici e cilindrici. A maturazione completata sono state prelevate le carote e sono state eseguite le prove distruttive e non distruttive (misurazione della velocità ultrasonica e misure sclerometriche), il tutto secondo una procedura unica e prestabilita.
L’approccio è stato più operativo che scientifico, con l’intento di ricostruire la realtà di cantiere monitorando i parametri che entrano in gioco nello sviluppo della resistenza del calcestruzzo.
Inizia ora la seconda fase della sperimentazione che consiste nella condivisione dei dati raccolti e nella loro elaborazione generale. Le conclusioni del lavoro saranno poi inserite all’interno delle “Linee Guida per la messa in opera del calcestruzzo strutturale e per la valutazione delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo indurito mediante prove non distruttive” del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Il testo, infatti, è attualmente in fase di revisione proprio da parte del Gruppo di Lavoro Normativa dell’Osservatorio.