Professionisti, occhio alla PEC: senza, si rischia la sospensione! Le novità del DL Semplificazioni

Il provvedimento introduce una nuova sanzione nei confronti dei professionisti inadempienti: prima l’obbligo di diffida ad adempiere, entro trenta giorni, e poi la sanzione della sospensione dal relativo albo fino alla comunicazione del domicilio digitale

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Non solo edilizia, appalti, urbanistica e ambiente, nel Decreto Semplificazioni. Ma anche tanta digitalizzazione (della PA, delle imprese e dei privati): dentro, troviamo la PEC (posta elettronica certificata), un qualcosa che esiste da tanto tempo ma che non è mai decollato appieno.

Per questo, il Governo ha voluto stringere: l'art.29 prevede la sospensione dall'albo per il professionista che non comunicherà il proprio indirizzo Pec all'ordine di appartenenza.

No PEC, no professione? Il rischio c'è

  • viene introdotta una nuova sanzione nei confronti dei professionisti inadempienti. Per prima cosa «si introduce l'obbligo di diffida da adempiere, entro trenta giorni, da parte del collegio o ordine di appartenenza». In caso di mancata ottemperanza alla diffida, l'ordine «commina la sanzione della sospensione dal relativo albo fino alla comunicazione del domicilio digitale». La relazione parla di domicilio digitale in luogo della Pec per «un opportuno coordinamento con il codice dell'amministrazione digitale e con la disciplina europea»;
  • cambia anche il contenuto dell'obbligo: se prima i professionisti dovevano comunicare al proprio ordine un indirizzo Pec personale, ora dovranno comunicare il proprio domicilio digitale (in sostanza, un indirizzo elettronico certificato inserito nell'Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr) e reso disponibile a tutte le pubbliche amministrazioni e ai gestori di pubblici servizi.

Domicilio digitale

Il DL Semplificazioni amplia, con l'art.18, la platea dei lavoratori che possono ottenere il domicilio digitale. Lo potranno fare anche i professionisti non iscritti ad albi o a ordini professionali.

La finalità dell'articolo è quella di ampliare la possibilità di contatto via web con la pubblica amministrazione, «favorendo la diffusione di servizi in rete, agevolando l'accesso agli stessi da parte di cittadini e imprese, assicurando ai cittadini l'effettivo esercizio del diritto all'uso delle tecnologie digitali, nonché rafforzando l'utilizzo dei dati e di strumenti digitali, quali ulteriori misure urgenti ed essenziali di contrasto agli effetti dell'imprevedibile emergenza epidemiologica da Covid-19».

IL TESTO (BOZZA 6 LUGLIO 2020 ORE 19) E' SCARICABILE IN FORMATO PDF. PER L'ENTRATA IN VIGORE SI ATTENDE LA PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA UFFICIALE