Contro il Covid-19 quali mascherine sono più efficaci?

Una delle prime prescrizioni che ci sono state date all'arrivo della pandemia, è stata quella dell'utilizzo della mascherina. Ma quale mascherina usare? Mascherina chirurgica? la FP2, o la FP3? sul web e sulla carta si sono susseguiti numerosissimi pareri spesso anche contrastanti. Per fare chiarezza un Gruppo di Lavoro (GdL) dedicato all'emergenza da SARS-CoV-2  dell'Ordine degli Ingegneri di Milano ha realizzato un documento organico che, attraverso un'analisi tecnica specifica, scioglie numerosi dubbi e fornisce un insieme di buone prassi cautelative allineate anche con le prescrizioni fornite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'Istituto Superiore di Sanità.

 

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La necessità di fare chiarezza sul tema "mascherina"

Fin dai primi giorni dell'emergenza sanitaria mondiale, è emersa la necessità immediata di trovare risposte utili ai molti problemi che il diffondersi dell'epidemia ha creato in ogni contesto, specie in ambito lavorativo e soprattutto per ciò che concerne la salute dei lavoratori. Una delle tematiche più controverse è risultata essere, appunto, quella attinente la scelta delle protezione per le vie respiratorie a difesa dal contagio in riferimento alle diverse tipologie disponibili, in un susseguirsi di articoli, fonti e pareri controversi ─ talvolta parziali, sin troppo spesso confusi ─ cui si è aggiunto un crescente novero di eterogenee esternazioni ad opera di sedicenti esperti nonché di fake news condivise tramite i principali canali social.

È da questa esigenza diffusa, quindi, che è nato un interessante confronto all'interno della Sotto-commissione Sicurezza Igiene del Lavoro e Sicurezza Cantieri (SILC) dell'Ordine degli Ingegneri di Milano (OIM) che ha istituito un GdL "Coronavirus" formato da diversi Colleghi appartenenti alla Sottocommissione stessa e alla CROIL Sicurezza sul Lavoro, nonché da giuristi, specialisti di settore ed esponenti di ATS Milano, INAIL, Ispettorato Nazionale del Lavoro ed Ordine degli Architetti PPC. L'intento del GdL è stato quello di fare chiarezza, attraverso una seria analisi tecnico-scientifica che tenesse conto anche delle peculiarità del contesto emergenziale, al fine di rendere informazioni attendibili sull’argomento. Il risultato dello studio, beninteso, è stato sviluppato al fine quindi di indicare un corretto approccio alla scelta e all'uso delle protezioni alle vie respiratorie da parte di tutti i soggetti esposti al rischio biologico generale legato all'epidemia di SARS-CoV-2, con particolare riguardo ai Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) delle vie respiratorie propriamente detti e alle Mascherine Chirurgiche (Dispositivi Medici, DM).

Questo impegno, frutto di ricerche metodiche e di un costante vaglio critico delle fonti, ha permesso di sviluppare una trattazione prettamente tecnica contemperata con le vigenti norme nazionali applicabili, coi protocolli emanati dalla Regione Lombardia e dalla Protezione Civile, nonché con altri strumenti informativi di carattere socio-sanitario attualmente resi disponibili dalle Autorità: un documento organico che raccoglie, analizza e seleziona un insieme di buone prassi cautelative allineate anche con le prescrizioni fornite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'Istituto Superiore di Sanità.

 

Una questione di metodo

Questo studio si è reso tanto più necessario anche in relazione ai dati che ci pervenivano da INAIL (e successivamente riepilogati nel dossier "Art 15 Decreto Cura Italia: Validazione straordinaria dei dispositivi di protezione individuale") riguardo il numero imponente di richieste da processare con la "procedura in deroga" (equivalente all'iter gestito dall'ISS, ossia dall'Istituto superiore della Sanità, per quel che concerne le mascherine chirurgiche) rispetto al ridotto numero di domande accettate su base tecnico-documentale. In merito a questa tematica sono stati aggiornati i riferimenti relativi a dette procedure, che ora prevedono un maggiore allineamento ai requisiti sanciti dal Regolamento (UE) 2016/425 (testo rilevante ai fini del SSE in fatto di Dispositivi di Protezione Individuale) nonché dalle Prassi di Riferimento di UNI in fase di definizione.

 

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Occuparsi di un argomento di così ampio respiro e, al contempo, semplificarne opportunamente gli aspetti più complessi per trarne un documento di pronta consultazione ha richiesto un approccio sistematico e, ovviamente, un metodo incentrato su di una rigorosa ricerca e selezione delle fonti (in prevalenza, studi a livello internazionale pubblicati sulle principali testate scientifiche quali, ad esempio, The Lancet, Nature e Scientific American) da cui trarre nuovi dati e, più in generale, quelle stesse informazioni indispensabili a descrivere uno scenario che fosse attendibile sotto il profilo tecnico-fattuale quanto coerente con le nozioni sul SARS-CoV-2 che la comunità scientifica ha via via raccolto e condiviso in questo periodo di fervente ricerca: in breve, ha impo-sto un notevole sforzo di sintesi ed un continuo impegno atto ad aggiornarne i contenuti in esame. Questo scenario “in-progress” che abbiamo dovuto gestire, ha portato a sviluppare anche una importante pianificazione di una attività formativa/divulgativa, resa fruibile non solo a favore degli iscritti, condotta in collaborazione con la Fondazione dell'Ordine degli Ingegneri (FOIM) nei mesi post 1° lockdown.

La pubblicazione prende inoltre in considerazione ulteriori criticità legate alle dimensioni del virus (filtrazione di nanoparticelle) in contrapposizione ai metodi di prova a cui DPI e DM devono sottostare per essere certificati secondo le norme europee applicabili; infine sono stati analizzati studi innovativi sul tema della rigenerazione dei DPI tramite procedure e tecnologie sviluppate dal Ministero dell'Interno in collaborazione con il Politecnico di Milano e Ospedale Sacco d Milano.

Relativamente al concetto di "rigenerazione", in particolare, sono state evidenziate anche le criticità tra cui quelle relative ai ruoli e alle responsabilità conseguenti l'applicazione delle procedure di riferimento che, se non condivise con i produttori di DPI, potrebbero spostare le responsabilità penali su gli sviluppatori del sistema procedurale e produttori delle attrezzature necessarie alla rigenerazione o sul Datore di Lavoro stesso. Nel documento organico sono inoltre presenti riferimenti a Buone Prassi cautelative allineate anche con le prescrizioni fornite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS). 

Nelle prossime edizioni dell'analisi tecnica che andrete a leggere, sarà nostra cura evidenziare come le nuove tecnologie basate sulla fotocatalisi utilizzate su prodotti (ma anche nell'ambito dell'impiantistica di trattamento aria), potrebbero risultare efficaci in un'ottica di rigenerazione dei DPI e/o di sanificazione degli ambienti. 

I contenuti del documento in breve

Questo documento analizza le diverse tipologie di mezzi di protezione per le vie respiratorie nel contesto dell'emergenza sanitaria da Coronavirus. Lo scopo dell'analisi è di informare i soggetti esposti al rischio legato al COVID-19, favorendo un corretto approccio alla scelta e all'uso delle protezioni alle vie respiratorie, con particolare riguardo ai Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) propriamente detti; sitratta quindi di una disamina prettamente tecnica contemperata con le vigenti norme nazionali applicabili, coi protocolli emanati dalla Regione Lombardia e dalla Protezione Civile nonché con altri strumenti informativi di carattere socio-sanitario attualmente resi disponibili dalle Autorità.

L'indice del Documento

1.0 OGGETTO E SCOPO 

1.1 REVISIONI 

1.2 CONTRIBUTI 

1.3 NOTA INTERPRETATIVA 

2.0 IL SARS-CoV-2 E L'USO DELLE PROTEZIONI RESPIRATORIE

2.1 TIPOLOGIE DI PROTEZIONI RESPIRATORIE 

2.1.1 DISPOSITIVI MEDICI

2.1.2 SEMIMASCHERE FILTRANTI ANTIPOLVERE CON O SENZA VALVOLA 

2.1.3 SEMIMASCHERE E MASCHERE CON FILTRI INTERCAMBIABILI 

2.2 SCELTA DELLE PROTEZIONI 

2.3 CONSERVAZIONE E MANUTENZIONE 

2.4 MICROFILTRAZIONE E RIGENERAZIONE 

3.0 CONCLUSIONI 

4.0 BIBLIOGRAFIA 

 

Un documento frutto di conoscenze e competenze integrate

Se, da un lato, la stesura di questa sintesi tecnica è stata resa possibile grazie al ricorso ai tradizionali strumenti tipici della sfera ingegneristica ─ tra i quali possiamo indubbiamente annoverare sia una certa confidenza con la dimensione giuridico-normativa sia un consolidato pragmatismo nell'approccio procedurale-operativo ─ è giusto riconoscere che una parte dei contenuti proposti è stata il frutto di una capacità, acquisita col tempo, di concretizzare delle efficaci sinergie con altri ambiti professionali che si collocano al di fuori della dimensione Ordinistica: in altre parole, pur nell'ambito di uno scenario caratterizzato da sensibili criticità come quello rappresentato dall'attuale emergenza sanitaria, il lavoro del GdL "Coronavirus" ha consentito di mettere in luce e, in certa misura, di consolidare un proattivo scambio di competenze con altri referenti Istituzionali, Ordini ed Enti con cui siamo costantemente in contatto per collaborare a identificare congiunte linee di pensiero al fine ultimo di uniformare il linguaggio della sicurezza tra Datori di Lavoro, Servizi di Prevenzione e Protezione (SPP) ed Organi di Vigilanza e controllo. In tutto ciò, è interessante constatare come si siano rivelate importanti non soltanto le competenze tecnologiche necessarie a garantire la continuità logistico-operativa, traslando con immediatezza in ambito digitale le attività usualmente svolte in presenza, ma ─ soprattutto ─ di mettere a frutto quel bagaglio di talenti e qualità individuali dei Membri del GdL "Coronavirus" che hanno consentito di sostenere i ritmi serrati imposti dalla pandemia senza perdere di vista l'intento originario dell'attività Ordinistica, così strettamente legato alla crescita dei rapporti professionali e umani al contempo. 

Il GdL "Coronavirus" proseguirà a sviluppare aggiornamenti ed integrazioni a questo lavoro di base e a sviluppare eventi formativi a favore degli iscritti (ma non solo) in una progressiva informazione all'avanguardia rispetto allo scenario tecnologico innovativo applicato a queste tematiche. Sarà possibile quindi seguire gli ulteriori progressi del Gruppo attraverso la sezione COVID-19 del sito ufficiale dell'OIM oltre che sulla pagina web dedicata alla Sottocommissione Sicurezza Igiene del Lavoro e Sicurezza Cantieri (SILC)

E' possibile consultare il documento in formato PDF, scaricando l'allegato sotto.


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