Decreto BIM: le Pubbliche Amministrazioni sono pronte a gestire progetti per opere > 15 mln euro?

L’obbligatorietà delle metodologie BIM per le Opere Pubbliche di valore >15 Mln euro è in attuazione dal 01 gennaio 2021 come previsto dal Decreto BIM (D.M. 560/2017). 

Contrariamente a ciò che può far indirizzare la tabella di marcia per steps obbligatori del BIM negli appalti pubblici fino al 2025 c’è da fare alcune puntali riflessioni.

Parliamo di interventi su Opere Pubbliche (O.P.) - opere per la collettività, infrastrutturali, manutentivi - e che quindi necessitano di valori consistenti di parecchi Milioni di euro per essere realizzate. La soglia a 15 Mln è ormai spesso superata, o prossima; operativamente sarà realmente necessario attendere il 2025 per l'obbligatorietà del BIM a tutte le Opere, o forse già gli steps del 2021/22 per O.P >15 e >5 Mln  diventano significativi e tale punto che renderanno effettivamente il BIM applicabile a quasi la totalità delle Gare Pubbliche, sopra soglia e sottosoglia?

Le Pubbliche Amministrazioni/Stazioni Appaltanti sono pronte a gestire Progetti/Costruzioni di Opere Pubbliche totalmente in BIM?

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Obbligatorietà del BIM per steps è realmente adeguata alle esigenze gestionali delle P.A. per le Opere Pubbliche

In attuazione del Decreto BIM 560/2017, l’obbligo di adozione delle metodologie BIM nelle Opere Pubbliche a partire dal 1° gennaio 2019 può essere così schematizzato: 

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  • dal 1° gennaio 2019 per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 100 milioni di euro
  • dal 1° gennaio 2020 per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 50 milioni di euro
  • dal 1° gennaio 2021 per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 15 milioni di euro
  • dal 1° gennaio 2022 per le opere di importo a base di gara pari o superiore alla soglia di cui all’art.35 del Codice dei contratti pubblici
  • dal 1° gennaio 2023 per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 1 milione di euro
  • dal 1° gennaio 2025 per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara inferiore a 1 milione di euro.

Da gennaio 2025 tutte le Opere Pubbliche dovranno essere appaltate in modalità BIM: ma è realmente necessario attendere fino a tale data o indirettamente la quasi totalità di Gare Pubbliche vengono già inglobate dalla metodologia BIM nel 2021/2022? Le Pubbliche Amministrazioni/Stazioni Appaltanti sono pronte a gestire Progetti/Costruzioni di O.P totalmente in BIM? 

Dal 2015 ad oggi stiamo assistendo ad un aumento considerevole dei bandi BIM. Lo evidenzia ogni anno il Rapporto OICE: si è passati dai 4 bandi “BIM” nel 2015, a 478 bandi nel 2019, e oggi siamo in attesa dei dati ufficiali crescenti del 2020 (da considerare la stasi della Pandemia in mezzo). La crescita esponenziale di bandi BIM è dovuta al graduale abbassamento della soglia prevista dal Decreto Baratono (D.M. 560/2017), tanti i bandi anche sottosoglia, preparatori agli steps successivi dell’obbligatorietà. 

Nei primi mesi del 2020, nonostante la soglia fosse >50 Mln di euro e apparentemente riservata e di interesse solo a grandi realtà e per grandi opere, incredibilmente vi è stata una forte accelerazione che ha coinvolto fortemente le Imprese di Costruzioni, le quali idealmente sembravano essere le ultime della filiera AEC ad adattarsi alla metodologia BIM. Con l’obbligatorietà del D.M. 560/2017, le Imprese di Costruzioni si sono trovate catapultate in un mondo nuovo e sconosciuto, quello del BIM, in quanto i bandi di gara impongono la realizzazione di un modello BIM As-Build a carico dell’Impresa. 

Se il BIM prima era solo obbligatorio per grandi realtà progettuali/costruttive, dai primi giorni del 2021, con la soglia scesa ad appena ai 15 milioni di euro - inglobando quasi la totalità di Opere per la Collettività, Infrastrutturali, Manutentivi - si andrà ad interessare notevolmente anche quella parte di mercato del settore AEC medio/bassa legata ai servizi di ingegnerizzazione e costruzione di O.P. che finora è stata movimentata in modo limitato o parziale dall’obbligatorietà del BIM.

Pertanto, nasce spontanea la domanda: sarà forse l’arco temporale di attuazione del BIM 2021/2022 a cambiare totalmente le necessità ed il mercato del Settore AEC pubblico e privato? Probabilmente la risposta è sì! Basta vedere il trend di crescita nel settore pubblico (e di conseguenza la richiesta crescente a cascata del settore privato) della necessità di applicazione della metodologia BIM e del ventaglio di settori che si inglobano l’uno con l’altro.

Potremmo affermare che la strutturazione del Decreto BIM sarebbe potuta essere più repentina per quelle che sono le reali esigenze e dinamiche di mercato che si stanno evolvendo e movimentando; non dare quindi come riferimento un orizzonte lungo (ma ormai prossimo operativamente) di attesa al 2025 per attuare il BIM a tutte le Opere Pubbliche e quindi ad ogni bando.

 

L’immobilismo della Pubblica Amministrazione alla metodologia BIM

Il rischio che sta nascendo è quello di trovarsi tra il 2021/2022 con Pubbliche Amministrazioni/Stazioni Appaltanti totalmente ignare delle conoscenze opportune per gestire una fase di Gara e una fase di Progettazione/Costruzione mediante metodologie BIM.

L’immobilismo del settore Pubblico a adattarsi al BIM è stato incentivato probabilmente dal Decreto stesso, forviando quasi la totalità delle Pubbliche Amministrazioni a pensare di avere tempo fino al 2025 per attrezzarsi adeguatamente con risorse esperte BIM, strumenti, procedure, protocolli, standard, documentazione attinente per gestire interamente un progetto pubblico con tale metodologia.

Da impressioni e sondaggi di settore, sembra che gli uffici tecnici pubblici siano dentro a una enorme voragine riguardo al BIM, in netto ritardo di risalita per avvicinarsi ad esso rispetto alle aspettative del Decreto. Una macchina quella pubblica difficile da movimentare senza linee guida specifiche e supporti esterni di Esperti BIM.

Se nel settore privato del mondo AEC in questi anni l’avvicinamento al BIM è partito sicuramente dalla Formazione, non si può dire altrettanto del settore Pubblico che ad oggi sembra essere molto indietro. Una immaturità probabilmente da attribuire a una mancanza di strategie specifiche, di investimenti adeguati, di uffici tecnici strutturati con personale in età avanzata e restio al cambiamento nel mondo delle Digitalizzazione nonché realtà tecniche carenti di strumenti informatici adeguati ed aggiornati.

Infine, si segnala una mancanza di informazione adeguata su come sia realmente in atto l’obbligatorietà al mondo BIM.

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Un piano di implementazione aziendale al BIM

Diventa indispensabile che per ogni settore pubblico o privato nel mondo AEC, si definisca una linea guida ben pensata da Esperti BIM, in base alle realtà specifiche da supportare, in cui il fattore di investimento temporale, economico e di studio, sia basato mediante le direttive di un opportuno Piano di Implementazione Aziendale al BIM.

Un piano centrato prettamente sui punti della Formazione delle risorse e Certificazioni BIM, fornitura Hardware/Software, Template/Standard, Progetti Pilota, Documentazione di Gara CI Capitolati Informativi – OGI Offerte di Gestione Informativa – PGI Piani di Gestione Informative fatti ad hoc per ogni realtà, specie per il settore Pubblico bisognoso di velocizzare il cambiamento. 

Il passaggio al BIM non è rapido, non è indolore, va programmato, pensato e sviluppato per steps specifici al fine di regolamentare tutto il processo BIM nella fase di progettazione, condivisione, controllo/verifica/approvazione, costruzione, in tutte le famose fasi dal 3D al 7D, come richiamato dalle linee guida della Normativa BIM UNI 11337 e al riferimento internazionale della Normativa ISO 19650.