Il tour ITALIA ANTISISMICA arriva in Sicilia: un webinar su incentivi e tecniche per ridurre il rischio sismico

In Sicilia sono 1.527.000 gli edifici che ricadono nelle zone sismiche 1, 2 e 3 e una buona parte di essi potrebbero beneficiare delle misure fiscali al 110%: un'opportunità che potrebbe attivare quasi 125 miliardi di euro di lavori considerando tutte le forme possibili di incentivo e 12,4 miliardi di euro per la sola progettazione.

Perché ciò avvenga, è importante però, non solo conoscere gli strumenti a disposizione, ma anche saperli mettere in pratica nel modo giusto.

Sono alcuni dei temi che saranno affrontati il prossimo 27 gennaio durante la tappa siciliana del tour "ITALIA ANTISISMICA", organizzato da CRESME, dall’Associazione Ingegneria Sismica Italiana (ISI) e dall'Ordine degli Ingegneri di Siracusa.

 

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Italia Antisismica - Incentivi 110%: il mercato siciliano e le tecnologie disponibili

Dopo la tappa pugliese dello scorso dicembre, il tour promosso da CRESME e ISI, arriva in Sicilia con un nuovo webinar dal titolo "Italia Antisismica – Incentivi 110%: dimensioni del mercato siciliano e abaco delle tecnologie disponibili".

L'incontro, che si svolgerà il prossimo 27 gennaio in diretta streaming dalle 13.30 alle 17.40, si colloca nell’ambito di un percorso articolato in 13 tappe che nei mesi scorsi ha interessato diverse città italiane rivolgendosi a professionisti, imprese di costruzioni, amministratori di condominio, ma anche cittadini, enti locali e amministratori del territorio.

Le due associazioni metteranno a disposizione professionisti ed esperti del settore per descrivere le potenzialità degli incentivi fiscali e le modalità per utilizzarli, le dimensioni del mercato e le migliori tecniche di intervento per la riduzione della vulnerabilità sismica. Tutti i partecipanti potranno scaricare lo studio e l'abaco delle tecnologie.

 

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Il rischio sismico in Sicilia 

La Sicilia come è noto è storicamente caratterizzata da una forte sismicità.

Sulla base della Classificazione Sismica dei comuni italiani pubblicata e aggiornata dalla Protezione Civile, emerge che 1.253 comuni siciliani sono in zona sismica 1, ben 21.733 si trovano in zona sismica 2 e 833 in zona sismica 3; ciò determina una forte esposizione al rischio per quasi il 94% della popolazione siciliana:

  • ZONA SISMICA 1: 341mila persone
  • ZONA SISMICA 2: 4,3 milioni di persone
  • ZONA SISMICA 3: 47mila persone

I pericoli maggiori, relativi agli edifici localizzati nelle zona 1, si concentrano nell’area messinese, dove sono 285mila le persone che risiedono nei 451 comuni che ricadono nella classificazione, con uno stock edilizio che ammonta a 70mila edifici circa tra residenziali e non.

Segue la provincia di Agrigento dove 214 comuni sono classificati in zona 1 pari a una popolazione di quasi 22mila abitanti e con uno stock edilizio di 11.400 edifici.

Infine vi è la Provincia di Trapani dove gli edifici in classe 1 sono poco meno di 18.000, ma la classe 2 segna la gran parte del territorio siciliano.

Tabella 1 - SICILIA - Dimensione nelle zone di rischio sismico per livello di pericolosità

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Fonte: elaborazione CRESME su dati ISTAT e Protezione Civile 

 

Sicilia: oltre un milione e mezzo di edifici in zone sismiche

L’analisi svolta dal CRESME evidenzia come su 1.580.000 edifici che ricadono nelle zone sismiche 1,2 e 3, ben 1.526.000 hanno i requisiti per poter beneficiare degli incentivi fiscali. 

 

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Fonte: elaborazione CRESME su dati ISTAT e Protezione Civile 

Inoltre, considerando i parametri di stratificazione che consentono di misurarne la vulnerabilità – vale a dire oltre alla zona sismica, l’età degli edifici, il numero di piani, i materiali impiegati per le strutture portanti, la contiguità con altri edifici, il tessuto edilizio su cui insistono e l’utilizzo degli edifici, CRESME ha stimato che quasi 413.000 edifici in Sicilia hanno una elevato grado di vulnerabilità, e 434.000 hanno una vulnerabilità media.  

 

Il valore del mercato della riduzione del rischio sismico in Sicilia

Considerando l’insieme degli edifici che possono beneficiare degli incentivi, applicando i costi medi unitari per un intervento di riduzione del rischio sismico, è possibile indicare in larga massima le dimensioni del potenziale che può essere messo in gioco con tutti gli strumenti fiscali disponibili: si tratta di 125 miliardi di euro. Una cifra molto, molto importante. 

Se si prende in esame il solo Superbonus del 110%, che aumenta i vantaggi fiscali ma riduce l’ambito di applicazione, il potenziale si colloca intorno ai 102 miliardi di euro. Anche in questo caso si tratta di dimensioni importantissime.

È difficile pensare che questo potenziale possa essere messo in gioco nella sua totalità, ma se si trattasse di un ottimistico 20% avremmo a che fare, considerando il 110%, con 20 miliardi di euro, mentre se fosse un 5% si tratterebbe comunque di 5 miliardi di euro. 

Considerando un peso della progettazione pari al 10% dei lavori, i progettisti siciliani che si occupano di riduzione del rischio sismico avrebbero un potenziale totale di 10 miliardi di euro, nel caso fosse un 20% il mercato si ridurrebbe a 2 miliardi di euro e nella peggiore delle ipotesi, se fosse il 5%, si tratterebbe comunque 500 milioni di euro di progettazione specialistica.  

 

 

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Fonte: elaborazione e stime CRESME su dati ISTAT, Protezione Civile, varie fonti

 

Guardando ai numeri, si tratta di un'occasione molto importante, ma bisogna saperla cogliere. Il modello messo in atto per l’utilizzo degli incentivi, con la componente della cessione del credito, è un meccanismo complesso che richiede conoscenza oltreché competenza tecnica rispetto alla riduzione del rischio sismico. 

La partita da attivare è complessa ma concreta e la dimensione degli incentivi in gioco è una grande opportunità da saper valutare e che necessita di una giusta preparazione tecnica. 

 

Perché partecipare

L’incontro online che si terrà il 27 gennaio 2021 rappresenta un importante contributo da questo punto di vista, perché fornirà:

  • un'analisi dettagliata del CRESME sul rischio sismico nel territorio provinciale della Regione Sicilia e sulle potenzialità di mercato per gli studi di progettazione;
  • un’analisi della normativa e delle esperienze disponibili sul mercato in materia di utilizzo degli incentivi fiscali per la riduzione del rischio sismico e la riqualificazione energetica;
  • un’analisi delle diverse tecnologie disponibili e dei modelli di intervento sul mercato per la riduzione del rischio sismico. 

Inoltre:

  • verrà reso disponibile gratuitamente ai partecipanti al convegno uno studio dal titolo “Incentivi e riduzione del rischio sismico in Italia: cosa fare, come fare” che CRESME ha realizzato con ISI e partner tecnici, che descrive con dettaglio rischi e dimensioni del mercato, modalità operative e tecnologie disponibili;
  • saranno organizzate modalità di incontro, conoscenza e scambio di informazioni tra i partecipanti al convegno con un particolare modello di webinar che ha riscosso grande successo.

>>> Per partecipare al webinar occorre registrarsi

>>> Maggiori dettagli nella locandina in allegato

>>> Tutto sull'iniziativa ITALIA ANTISISMICA


L'evento è organizzato con il patrocinio dell’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione Siciliana, del Consiglio Nazionale degli Architetti, del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, del Consiglio Nazionale dei Geologi e del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati , della Consulta degli Ordini degli Ingegneri Sicilia, della Consulta degli Ordini degli Architetti Sicilia, della Consulta degli Ordini dei Geometri e Geometri Laureati della Sicilia, dell’Ordine degli Architetti PPC di Messina  degli Ordini degli ingegneri di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanisetta, Enna e dell’Ordine Regionale dei Geologi Sicilia.

È realizzato grazie al sostegno di alcune tra le più importanti Aziende operanti nell’ambito delle tecnologie per la riduzione della vulnerabilità sismica, degli incentivi fiscali, della riqualificazione energetica quali: ENI Gas e Luce, Basf Constructions Chemicals Italia, Mapei, Tecnostrutture.


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