L'uso del BIM per la riqualificazione impiantistica di un palazzo storico: i vantaggi della progettazione BIM-MEP

La corretta progettazione degli impianti termo-meccanici ed elettrici di un edificio è fondamentale per garantire il comfort e la sicurezza degli ambienti in cui viviamo. 

Grazie al Building Information Modeling è possibile gestire in modo integrato e preciso la complessità costruttiva dell'involucro di un edificio ma anche la sua componente impiantistica. 

Il BIM si rivela fondamentale soprattutto in quei contesti dove avere una visione d'insieme del sistema edificio-impianto è imprescindibile per il corretto inserimento dimensionale e spaziale degli impianti, soprattutto se si tratta di un immobile storico e vincolato oppure nei casi in cui il progetto riguardi grandi opere impiantistiche.

Quali sono dunque i vantaggi della progettazione BIM, affiancata alla modellazione MEP (Mechanical, Electrical and Plumbing)?

Lo abbiamo chiesto all'Ing. Maria Grazia Costa, amministratore unico di Sacee, società di ingegneria ed Energy Service Company (E.S.Co.) che da dieci anni si occupa di consulenza e progettazione di interventi di riqualificazione che siano rispettosi dell’ambiente ed economicamente sostenibili.

 

Progettazione BIM MEP Palazzo Tarsis.jpg

 

I vantaggi della progettazione BIM MEP

Ing. Costa, quali vantaggi si ottengono grazie alla progettazione in digitale della parte impiantistica di un edificio?

«Molti, quello più intuitivo riguarda la disegnazione fisica dei componenti, avere la possibilità di utilizzare il 3D permette di superare il limite di lavorare su disegni in pianta e bidimensionali, questo fa sì che l’impianto appaia nella sua interezza e complessità, rendendolo più comprensibile ed evitando problemi di interferenze e compenetrazione geometrica con le strutture e l’architettura dell’edificio. Oltre al vantaggio geometrico, lavorare in BIM facilita la connessione tra il disegno e il computo metrico e quindi la possibilità di estrarre quantità e calcolare il costo degli interventi in maniera più agile rispetto alla classica computazione. Inoltre si ha la possibilità di seguire passo dopo passo il cronoprogramma dei lavori e la progressiva evoluzione dell’edificio. In generale, tutto questo semplifica molto l’attività del progettista, soprattutto in caso di revisione progettuale. A esempio, se subentrano varianti, con le tecnologie tradizionali, gli elaborati devono essere rivisti con la conseguenza che si perde molto tempo. L’uso del BIM invece consente di lavorare su un modello e produrre un elaborato che si aggiorna in parallelo, per cui, è possibile ridisegnare le componenti dell’impianto ottenendo un aggiornamento immediato del computo metrico. Grazie al processo BIM è possibile affrontare la complessità costruttiva dell’involucro e della progettazione impiantistica tramite la condivisione di elaborati e dati, con una maggior velocità nell’esportazione dei modelli e un più semplice coordinamento tra gli attori coinvolti».

Quale software ha scelto di utilizzare SACEE per gli interventi MEP?

«Per disegnare gli impianti usiamo DDS CAD, il software Open BIM distribuito da Harpaceas e certificato da buildingSMART. Attraverso il formato IFC dialoga liberamente con i principali strumenti di progettazione architettonica, strutturale e di coordinamento ed è molto valido anche per l’impiantistica elettrica».

La lettura dei progetti digitalizzati sviluppati dal progettista è sempre immediata da parte di chi lavora in cantiere?

«Sotto questo aspetto, l’Italia non è al passo con gli altri Paesi, gli installatori non sempre sono pronti a lavorare con questi strumenti e quindi noi progettisti dobbiamo fare un po’ da traino all’intera filiera. Tuttavia, rispetto a qualche anno fa, vedo segnali positivi e molti installatori del mondo impiantistico oggi sono più «attrezzati» e pronti a recepire la trasformazione digitale in corso».

 

L'Ecobonus e l'uso del BIM per progettare interventi agevolati

Un tema di grande attualità e che s’intreccia con il mondo dell’edilizia, riguarda le misure che il Governo ha messo in campo per incentivare la riqualificazione dei nostri edifici, a partire dall’Ecobonus fino ad arrivare al Superbonus 110%. Utilizzare il BIM per la progettazione degli impianti agevola il lavoro dei professionisti ai fini dell’ottenimento degli sgravi previsti dai Bonus?

«L’uso di strumenti digitali permette di eseguire lavori più accurati e facilita qualsiasi processo. È evidente che se consideriamo solo il Superbonus, gli interventi sono perlopiù limitati alla centrale termica dell’edificio residenziale, per cui si tratta di lavori non così complessi dal punto di vista impiantistico e ritengo che una parte dell’edilizia si muoverà ancora in via tradizionale. Per quanto riguarda invece l’Ecobonus classico troviamo più ambiti di applicazione, come quelli industriali o alberghieri che sono anche più complessi e il BIM in questi casi è essenziale. In tali contesti, l’iter lavorativo di SACEE prevede il rilievo dell’edificio e la creazione della «scatola» del manufatto, successivamente stabiliamo la connessione con il software energetico per fare la diagnosi energetica e stimare il doppio salto di classe (se si parla di Superbonus) e infine iniziamo la progettazione dell’intervento. Effettivamente vi è la connessione di tutte le discipline grazie al BIM».

Quali criteri guidano la scelta di uno strumento interoperabile e open BIM per la progettazione impiantistica? 

«Noi abbiamo scelto di differenziare gli strumenti, includiamo tante discipline e ognuna ha il suo software BIM specialistico. Questo ci ha orientato verso l’Open BIM, per cui per gli impianti è stato identificato DDS CAD, le cui caratteristiche lo differenziano in termini di possibilità di progettazione, soprattutto, come dicevo, per quel che riguarda la restituzione sulla parte elettrica».

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BIM e digitalizzazione per un intervento MEP su un palazzo storico 

SACEE ha seguito il progetto per la riqualificazione impiantistica e la realizzazione dell’impianto geotermico di Palazzo Tarsis a Milano. L’edificio è stato costruito nell’800 ed è un bene tutelato dalla Soprintendenza, come siete intervenuti?

«È stata una sfida complicata, soprattutto perché bisognava installare un impianto di grandi dimensioni negli interrati e intervenire su un edificio tutelato comporta tanti vincoli. Per questo il posizionamento delle macchine è stato ingegnerizzato e il BIM ci ha consentito di progettare i lavori in tre dimensioni, studiando percorsi e posizionamenti, inoltre ha agevolato il coordinamento con la ditta installatrice. L’obiettivo era quello di convertire l’esistente sistema di generazione di caldo e freddo a servizio dell’impianto di climatizzazione del Palazzo, in un nuovo sistema in pompa di calore geotermica ad acqua di falda».

 

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«SACEE si è occupata del rilievo impiantistico, dell’analisi termografica con cui abbiamo rilevato diversi ponti termici, del calcolo dei fabbisogni e del progetto esecutivo in BIM degli impianti di climatizzazione. Oltre a questi servizi abbiamo sviluppato il modello architettonico BIM LOD 200 dell’edificio e seguito la progettazione e modellazione BIM LOD 350 dei nuovi impianti con tecnologia geotermica. In sostanza, ogni qualvolta si deve intervenire sull’esistente il BIM offre un grande vantaggio, soprattutto per quanto riguarda gli impianti perché permette di individuare con precisione i posizionamenti ed è fondamentale misurare nel dettaglio le geometrie».

 

Il progetto in BIM della nuova Centrale di potabilizzazione del Gruppo Cap

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La progettazione digitale si è rivelata indispensabile anche per il Progetto Pilota in BIM della nuova Centrale di trattamento dell’acqua potabile del Gruppo Cap, nel Lodigiano. Quali sono state le potenzialità dell’ambiente BIM in questo caso?

«SACEE si è occupata della modellazione impiantistica meccanica ed elettrica di tutti gli apparati di processo necessari a garantire il prelievo, il trattamento, l’accumulo con decantazione e il rilancio dell’acqua. Una rara applicazione del BIM nell’ambito di un processo industriale molto delicato che si occupa di trattare una delle risorse più preziose per l’uomo. Considerata la densità degli impianti della struttura è stato fondamentale disegnare nel dettaglio percorsi delle tubazioni e macchinari. Gli strumenti digitali sono stati indispensabili anche per elaborare la documentazione digitale utilizzata dal cliente nella gara di appalto».

 

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«Inoltre il BIM in questo caso ha una valenza fondamentale per le finalità manutentive che dovrebbero essere la ragione più importante per la quale si decide di intraprendere un percorso di digitalizzazione. Io credo che il BIM presto diventerà sempre più attrattivo per il mondo dei processi industriali, nonché in tutti quei casi in cui si ha a che fare con impianti che devono essere manutenuti con regolarità e precisione. Stiamo lavorando proprio in questi giorni su una modellazione relativa ad una sottostazione di rifasamento ad alta tensione, ma sarebbe prematuro parlarne ora. Magari, Chiara, se vorrà, potrà concedermi un’altra intervista».


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