65° CONGRESSO CNI: ingegneri a confronto per comprendere come dare il proprio contributo alla ripresa

Si è avviato ieri 18 maggio il 65° CONGRESSO INGEGNERI, un congresso dal titolo "NEXT" e come sottolineato dal Presidente Armando Zambrano nella sua relazione di apertura, interamente dedicato ai temi del PNRR.

Le giornate congressuali si svolgeranno fino al 22 maggio e saranno trasmesse in differita, a distanza di 24 ore, tramite la piattaforma Webinar della Fondazione CNI.

 

65° CONGRESSO INGEGNERI: la relazione del Presidente Armando Zambrano

“Per cogliere le opportunità di ripresa dobbiamo essere dentro i processi con proposte precise e capacità di interlocuzione con le Istituzioni”

Com'è tradizione il 65° Congresso nazionale degli Ordini degli Ingegneri si è aperto con la relazione di apertura del Presidente Armando Zambrano, che ha ribadito essere, per i professionisti e per il settore dell’Ingegneria, una importante occasione di crescita, ma nulla ora può essere dato per scontato.

 

La relazione del Presidente Armando Zambrano

 

“Abbiamo un’occasione di ripresa – ha detto Zambrano nel corso della sua relazione - che dobbiamo saper cogliere con capacità di visione, stando dentro i processi di questo nostro Paese. Negli anni il CNI ha operato in rappresentanza di oltre 240 mila ingegneri, allargando il proprio sistema di relazioni, cercando di divenire interlocutore delle Istituzioni, delle diverse componenti del quadro politico nazionale, della società civile nelle sue molteplici forme. Abbiamo agito nell’ambito dell’RPT coordinandoci con il CUP, operando come forza unitaria. Molte misure contenute nel Dl Cura Italia, nel Dl Liquidità e nel Dl Rilancio, dello scorso anno, a favore dei lavoratori, ponevano i liberi professionisti ordinistici in una posizione di subalternità rispetto agli altri lavoratori. Se siamo riusciti a far migliorare alcune norme è perché le nostre organizzazioni hanno agito insieme, cercando e trovando una interlocuzione diretta con il Governo. Su questa strada del dialogo e della rappresentanza forte intendiamo proseguire”.

Zambrano è poi passato alla questione centrale del 65° Congresso: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri stima che più di 90 miliardi di euro del PNRR saranno destinati ad opere, infrastrutture, reti e interventi materiali ad elevata intensità di ingegneria. Reti in fibra superveloce, misure per l’innovazione del Piano Transizione 4.0, Ecobonus e Sismabonus, riqualificazione energetica degli edifici pubblici, opere per la prevenzione del rischio idrogeologico, sicurezza delle infrastrutture viarie, messa in sicurezza degli edifici scolastici, grandi opere ferroviarie, interventi locali per la mobilità sostenibile, passeranno tutte per interventi di progettazione e attività tecniche. L’ingegneria sarà protagonista del Piano approntato dal Governo e con il quale il Paese potrà avviare un processo di modernizzazione.

 

Quasi 44 miliardi di opere, previste dal PNRR, possono essere di interesse dei piccoli e medi studi professionali 

Il CNI stima molto prudentemente che questo plafond potrebbe generare un effetto “vòlano” di almeno 4 miliardi di euro di fatturato aggiuntivo a favore dei professionisti SIA in un arco temporale di 5 anni. Due delle misure finanziarie più consistenti previste dal PNRR riguardano tipologie di interventi in cui anche le strutture professionali di ridotte dimensioni possono intervenire: per la realizzazione di Transizione 4.0 sono stati stanziati quasi 14 miliardi di euro e per l’Ecobonus ed il Sismabonus con detrazioni fiscali fino al 110% sono stati stanziati 13,8 miliardi di euro. Fare rete diventa determinate per molti studi professionali di ingegneria per affrontare la sfida e le opportunità che hanno di fronte.

 

...ma occorre semplificazione normativa

“Tuttavia, per noi la realizzazione del PNRR passa per una strada molto stretta che è quella delle riforme, la prima delle quali è quella semplificazione normativa. L’Italia è un Paese troppo complicato nel quale le opere di ingegneria devono confrontarsi con norme troppo articolate e contraddittorie a totale detrimento della comunità tanto che negli ultimi 10 anni gli investimenti in opere pubbliche si sono ridotti del 23%”.

Il nostro Paese, ha elencato Zambrano, opera con 160.000 norme in materia di adempimenti amministrativi, fiscali, in materia di lavoro, per la sicurezza e per il deposito di atti. La Francia ne ha 7.000, la Germania 5.500, il Regno Unito 3000. In Italia si stima che la quota di fatturato destinata dagli operatori economici per fare fronte ad adempimenti amministrative e fiscali sia pari a 57 miliardi di euro.

 

E non dimentichiamoci del Superbonus

“L’utilizzo dei Superbonus 110% - ha proseguito poi il Presidente CNI - è emblematico dei rischi che stiamo correndo. Da settembre 2020 ad oggi sono stati attivati più di 10.000 interventi su edifici, ma solo 1.000 riguardano i condomini ovvero la categoria di strutture su cui maggiormente si dovrebbe intervenire per rendere efficace questo tipo di misura in quanto più della metà della popolazione italiana vive per l’appunto in edifici condominiali. Sappiamo già che il ricorso ai Superbonus va a rilento perché le norme applicative sono troppo articolate e complesse. La semplificazione delle norme è improcrastinabile ed il Consiglio Nazionale CNI, insieme alla Rete delle Professioni Tecniche, ha già proposto al Governo modifiche alle norme della legge 77/2020.

 

I professionisti a supporto delle amministrazioni pubbliche

“Determinate sarà la riforma della Pubblica Amministrazione. Solo il 31% dei dipendenti delle PPAA è laureato e l’età media del pubblico impiego è passata dai 44 anni del 2001 ai 52 anni del 2018. Vi sono le condizioni per un processo di vera modernizzazione della Pubblica Amministrazione. Riteniamo determinanti due aspetti.

Innanzi tutto che venga reso pienamente operativo il principio di sussidiarietà dei professionisti ex lege 81/2017. Ai professionisti dell’area tecnica potrebbero essere affidato l’espletamento diretto di una parte delle procedure autorizzative e di controllo legate all’urbanistica, all’edilizia e alla sicurezza degli edifici pubblici e privati, ma anche con funzioni nell’ambito dell’apparato della giustizia, ampliando le funzioni dei consulenti tecnici.

Un secondo aspetto rilevante è l’assunzione o un più intenso ricorso di professionisti tecnici che rendano fattibili gli interventi previsti dal PNRR. ”.

Vi sono le condizioni – ha concluso Zambrano - per ritenere che la ripresa possa divenire realtà. I professionisti dell’ingegneria non intendono stare a guardare ed è con questo auspicio che si apre il Congresso Nazionale del 2021. Attraverso numerosi dibattiti e molti esperti, con estrazione diversa, a confronto l’obiettivo del CNI è comprendere meglio e di più come dare il proprio contributo alla ripresa”.

 

Il Ministro delle Infrastrutture fiducioso sulla realizzazione del PNRR, ma occorre accelerare la gestione dei processi

Il Ministro delle Infrastrutture è intervenuto in apertura della seconda giornata del Congresso intitolato “Next”.

“Realizzare il PNRR? Ce la dobbiamo fare e ce la faremo”. Questo il messaggio lanciato dal Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, intervenuto per dare avvio alla seconda giornata dei lavori del 65° Congresso degli Ingegneri Italiani intitolato “Next”.

Ce la faremo – ha aggiunto Giovannini – perché all’interno del PNRR abbiamo inserito opere che riteniamo realizzabili entro il 2026. Poi perché, a parte il discorso delle semplificazioni, abbiamo a disposizione diversi strumenti da attivare. Infine, perché il Paese ormai ha capito che per realizzare le opere servono risorse umane competenti, ad esempio gli ingegneri, che una volta portate all’interno della Pubblica Amministrazione resteranno a disposizione. Va bene la digitalizzazione delle procedure, ma le risorse umane restano la componente principale e dobbiamo accertarci che siano competenti”.

Il Ministro delle Infrastrutture alle giornate del Congresso degli ingegneri

 

Sulla questione della governance del PNRR Giovannini ha detto: “Non mi preoccupa la governance. Il tema vero è chi fa che cosa e soprattutto quando. Serve un grande cambiamento nella gestione dei processi che devono diventare rapidi”.

Giovannini è intervenuto ad introdurre il primo modulo dei lavori congressuali dedicato a “grandi opere, infrastrutture e mobilità per la ripartenza”.

Dobbiamo abbandonare l’era dei decreti sulla semplificazione che non vengono mai attuati – ha detto nel suo intervento introduttivo Giovanni Cardinale, Vice Presidente CNI -. Per realizzare il PNRR servono competenze e responsabilità. E’  necessario un dialogo tra le varie componenti per raggiungere l’unico obiettivo: realizzare le opere”.

Nel corso del dibattito Gabriele Buia (Presidente ANCE) ha sottolineato come il 70% dei ritardi nella realizzazione delle opere sta nelle procedure a monte della gara: servono cinque anni per avere le autorizzazioni. Infine, Buia ha chiesto procedure chiare e semplici. Bibop Gresta (Founder Hyperloop) ha illustrato i progetti della sua azienda per l’alta velocità dedicata al trasporto di merci e persone, da affiancare alle infrastrutture esistenti. A questo proposito, è intervenuta anche Anna Masutti (Presidente RFI) che ha sottolineato che “il 10% del PNRR è rivolto alle reti ferroviarie e il fattore tempo è essenziale. Con RFI stiamo assumendo più di mille addetti, tra cui gli ingegneri, primo passo verso l'irrobustimento dell'istituzione. Le risorse e la qualità ci sono, ora è necessario indirizzarle". Ennio Cascetta (Università Federico II Napoli) ha messo in risalto l’importanza della qualità dei progetti, citando ad esempio quello della linea Napoli- Bari. Per Massimo Simonini (AD Anas), infine, il problema è il tempo di approvazione dei progetti; “A volte è anche superiore alla fase esecutiva. Dal PNRR e dalle riforme collegate si stanno cercando le soluzioni per limitare e definire i tempi di queste fasi di gara”.

A chiosa del modulo è intervenuto il Presidente CNI Armando Zambrano che a proposito di semplificazione ha detto: “Chi opera a contatto con la realtà sa come deve essere fatta la semplificazione. Sarebbe opportuno che prima di legiferare, in questo senso, vengano consultati i tecnici”.

In allegato è possibile scaricare il PROGRAMMA del CONGRESSO