AIS - ASSOCIAZIONE INFRASTRUTTURE SOSTENIBILI
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FS: entro il 2026 infrastrutture ferroviarie sempre più sostenibili in linea con il PNRR

Il gruppo FS aderisce ad AIS – Infrastrutture Sostenibili: Lorenzo Radice, Responsabile Sostenibilità del Gruppo fa il punto sugli investimenti futuri per il potenziamento della rete ferroviaria e non solo.

Il gruppo FS aderisce a AIS – Infrastrutture Sostenibili.

Intervista a Lorenzo Radice, Responsabile Sostenibilità, Gruppo FSI – Direzione Centrale Strategie, Pianificazione e Sostenibilità che si occupa, per il Gruppo, di Sviluppo e implementazione delle strategie e obiettivi di sostenibilità.

 

Il ruolo di guida di FS sulla mobilità sostenibile

Quali sono le linee guida del Gruppo FS in materia di sostenibilità?

«Il Gruppo FS Italiane aspira a trainare la ripresa del Paese creando valore e contribuendo a una mobilità multimodale di persone e merci che sia sempre più sostenibile. Siamo consapevoli di quanto un serio approccio alla sostenibilità possa incidere positivamente sui territori in cui operiamo. Nel corso degli anni è stato delineato un percorso per promuovere, indirizzare e coordinare l’integrazione dei principi della sostenibilità nel business, guidati dagli obiettivi di lungo periodo (2030/2050), che il Gruppo si è dato e che sono stati approvati nel 2019. Gli obiettivi sono stati allineati a quelli previsti dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite del 2015. Le principali direttive riguardano il potenziamento di reti e nodi per favorire l’intermodalità; il rinnovo della flotta di treni e autobus a minor impatto ambientale; una serie di interventi di efficientamento energetico di impianti, immobili e stazioni; l’autoproduzione e l’acquisto di energia rinnovabile; partnership con stakeholder pubblici e privati».

 

Molte azioni per un percorso efficiente

Come si articola operativamente questa centralità della sostenibilità rispetto alle diverse aziende? Quali i compiti di coordinamento?

«I risultati si ottengono attraverso un processo di miglioramento continuo con al centro un modello di governo della sostenibilità che disegna i processi di gestione con cui la capogruppo garantisce il presidio integrato delle tre dimensioni della sostenibilità: economica, sociale e ambientale. Si tratta di un sistema a supporto delle società del Gruppo e delle rispettive organizzazioni, nel rispetto dell’autonomia, delle peculiarità e delle esigenze gestionali specifiche di ciascuna. Il nostro sistema si basa su una vision condivisa, con la quale si definisce la proiezione a lungo termine del ruolo del Gruppo nel contesto economico, sociale e ambientale in cui opera. Molto importante è individuare e gestire gli strumenti per analizzare il contesto interno ed esterno del Gruppo, identificando i temi “materiali” e analizzando il gap tra le performance di FS e le aspettative degli stakeholder. Lo strumento principale è la matrice di materialità, essenziale per la definizione delle strategie. Così come il processo di pianificazione che serve a definire obiettivi e target adeguati al perseguimento della vision. Il ruolo di coordinamento poggia anche su un grande supporto alle società operative per agevolarne le funzioni attraverso linee guida, strumenti gestionali e un’attività di formazione. Fondamentale poi per la buona riuscita dell’intero percorso e la fase di monitoraggio e reporting sui risultati conseguiti in merito alla performance del Gruppo e all'attuazione del modello di sostenibilità. FS Italiane si è dotata di un sistema di rendicontazione delle informazioni di sostenibilità, che confluisce nel Bilancio di Sostenibilità annuale di Gruppo, pubblicato per la prima volta nel 2008. Oggi stiamo rinforzando il sistema di controllo per garantire una rendicontazione sempre più trasparente». 

 

In linea con il PNRR

Come si collega questo approccio con l'impegno del gruppo nell'ambito del PNRR?

«A partire dal mese di luglio 2020, sono iniziate le interlocuzioni con i Ministri competenti per la definizione degli interventi da poter finanziare con lo strumento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Le sei missioni del PNRR comprendono diversi temi in cui il Gruppo FS è coinvolto, dalla rivoluzione verde e la transizione ecologica alle infrastrutture per una mobilità più sostenibile. Gli investimenti destinati al trasporto su ferro eleggibili al Recovery Fund possono contribuire significativamente sullo shift modale dal trasporto su gomma al trasporto ferroviario e consentiranno una riduzione delle emissioni di CO2. In linea con la Missione numero 3 del PNRR: “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” FS ha assunto l’impegno entro il 2026, di contribuire a rendere il sistema infrastrutturale italiano più moderno, digitale e sostenibile, in grado di rispondere alla sfida della decarbonizzazione indicata dall’Unione Europea con le strategie connesse allo European Green Deal e di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile individuati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il successo della Missione 3 consentirà di ottenere benefici trasversali in ambito territoriale e generazionale. In particolare, il completamento e il rafforzamento della rete ferroviaria ad Alta Velocità contribuiranno a fornire uguali opportunità di sviluppo a tutto il territorio permettendo al Paese di allinearsi ai livelli delle reti ferroviarie europee. E un significativo potenziamento nell’offerta di trasporto modificherà radicalmente le scelte di viaggio a disposizione dei cittadini».

 

FS: entro il 2026 infrastrutture ferroviarie sempre più sostenibili, l'intervista a Lorenzo Radice

 

Molti i benefici per il Sud Italia

Quali saranno i vantaggi che deriveranno da queste azioni?

«Gli investimenti per l’alta velocità della Missione 3 sono affiancati da interventi che mirano ad assicurare una maggiore e migliore offerta di linee ferroviarie regionali e l’adeguamento di quelle urbane. Una migliore e più estesa rete ferroviaria e strade più smart, sono imprescindibili per contribuire ad aumentare la competitività del Paese, colmare il divario tra il Nord e il Sud, garantire collegamenti rapidi ed efficienti tra l’Est e l’Ovest della Penisola e uniformare la qualità dei servizi di trasporto su tutto il territorio nazionale. Molti degli interventi riguardano, infatti, infrastrutture che saranno realizzate a beneficio delle aree e delle città del Mezzogiorno, anche grazie all’integrazione con le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Vanno in questa direzione le misure dedicate all’elettrificazione e alla resilienza delle linee ferroviarie così come il piano stazioni in forte connessione con il sistema della mobilità urbana. In questo modo si darà anche un contributo determinante a un aspetto poco evidenziato: la mobilità delle donne, le quali utilizzano più degli uomini i trasporti collettivi rispetto all’auto privata, così come catene di spostamenti quotidiani più spezzate e complesse che vanno oltre il tragitto casa-lavoro-casa. Egualmente gli investimenti previsti contribuiranno a un’inversione dei fenomeni di depauperamento demografico e socio-economico dei territori meno collegati, fungendo da fattore di coesione». 

 

Creare una cultura della sostenibilità

Recentemente avete aderito all'Associazione Infrastrutture Sostenibili: quali le motivazioni e quali gli obiettivi?

«Uno dei pilastri del business del Gruppo FS riguarda il comparto delle infrastrutture, ferroviarie e stradali, sviluppate secondo criteri di sostenibilità in tutto il loro ciclo di vita: progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione. In quanto grande azienda del settore del trasporto, intendiamo operare in modo di valorizzare al massimo le esternalità positive delle nostre attività (accessibilità, sviluppo territoriale…), minimizzando quelle negative (emissioni di CO2, incidentalità…). Attraverso l’adesione all’Associazione Infrastrutture Sostenibili intendiamo condividere e raccogliere buone pratiche, creando una cultura ampia capace di radicare sempre più uno sviluppo infrastrutturale nel segno della sostenibilità e contribuire alla costruzione di un network in grado di creare attenzione e aspettative sugli stakeholder in merito agli impatti delle infrastrutture sulla qualità della vita delle persone e sul benessere dei territori».

 


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