General Contractor e riaddebiti delle spese professionali

Nell’interessante documento dedicato al “General Contractor”, di recente prodotto dalla Commissione Consultiva per il monitoraggio del Sismabonus, è stato toccato anche il tema del riaddebito delle spese professionali al Committente, che deve avvenire in trasparenza e senza ricarichi di sorta.

Tale delicata questione fiscale è stata trattata in alcuni importanti risposte a interpello dell’Ag. Entrate, sulle cui conclusioni il documento della Commissione esprime condivisione.

L’articolo che segue riprende le principali conclusioni svolte dall’AdE, da tenere ben presenti per evitare passi falsi, inopportuni e dolorosi.


Il tema relativo alle corrette modalità di riaddebito al committente, ai fini della detraibilità ai sensi della normativa “Superbonus” (110%), dei compensi professionali “gestiti” da un General Contractor (“GC”) è stato trattato dall’Agenzia delle Entrate nelle risposte a interpello (“R.I.”) n. 480 del 15 luglio 2021, n. 261 del 19 aprile 2021 e R.I. n. 254 del 15 aprile 2021.

Veranda e Superbonus: ecco quando non è abusiva e si prende tutto

Tale analisi trae spunto dalla circostanza che, in certi casi, il pagamento dei compensi per prestazioni professionali suscettibili di essere detratti (per prestazioni tecniche o anche per l’apposizione del visto di conformità, la cui obbligatorietà è stata fortemente ampliata dal recente D.L. “Antifrodi” 157 dell’11 novembre 2021, in attesa di conversione in legge) “transita” attraverso questi soggetti anziché essere oggetto di regolamentazione e di regolazione finanziaria direttamente tra il committente finale e il professionista.


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Anche lo studio di fattibilità è detraibile se i lavori vengono poi eseguiti

Ricordiamo che le prestazioni professionali in qualche modo “gestite” da un General Contractor possono coprire anche fasi prodromiche all’intervento, ciò che avviene nel caso in cui venga eseguito uno studio preventivo di fattibilità da proporre al Committente che, su tali basi, deciderà e delibererà (nel caso di condominio) se appaltare i lavori.

Anche il costo di tale studio, ma solo se i lavori verranno poi appaltati ed eseguiti, può rientrare fra quelli ammessi in detrazione, così come espressamente confermato dall’AdE nella R.I. n. 480/2021.

 

Incarichi del GC ai professionisti terzi: mandato senza rappresentanza dal Committente al GC

Può verificarsi che sia direttamente il GC ad attribuire in nome proprio taluni incarichi professionali e, in tal caso, potrà riaddebitare i compensi professionali al committente, sulla base dell’accordo contrattuale assunto fra quest’ultimo e il GC, nello stesso importo in cui sono stati addebitati dal professionista al GC, applicando, peraltro, nella fase del riaddebito, l’IVA secondo le specifiche condizioni soggettive di legge che ricorrono nel caso concreto (ad esempio, il compenso riaddebitato dal GC al committente sarà identico a quello fatturato dal professionista al GC con IVA, ma avrà luogo con applicazione dello “split payment” se  ciò sia imposto dalla natura soggettiva del committente).

Come precisato dall’AdE (R.I. n. 261/2021 e n. 480/2021) questi importi riaddebitati costituiscono parte integrante del corrispettivo per il servizio fornito dal GC al committente e, come tali, oltre a fruire del bonus fiscale, potranno beneficiare dell’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito, ovviamente se previsto dalla legge per tale bonus.


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All'interno di questa collaborazione una serie di articoli sul tema SUERSISMABONUS E GENERAL CONTRACTOR, con l'obiettivo di sciogliere alcuni dubbi più frequenti a cura di Stefano Baruzzi.


Più in dettaglio, e come sottolineato dall’AdE nella R.I. n. 254/2021, nella fase del riaddebito è necessario che il GC rispetti le seguenti prescrizioni ai fini del Superbonus e dell'esercizio dell'opzione per lo “sconto in fattura”:

  • nella fattura emessa dal "contraente generale" per riaddebitare al contribuente le spese relative ai servizi professionali, o in altra idonea documentazione, siano documentate le spese sostenute e poste a carico del committente/beneficiario dell'agevolazione;
  • sia descritto in maniera puntuale il servizio ed indicato il soggetto che lo ha reso;
  • il riconoscimento dello sconto in fattura da parte del GC, anche per i costi riaddebitati per servizi professionali necessari per lo svolgimento dei lavori e per l'effettuazione delle pratiche amministrative e fiscali inerenti l'agevolazione, è consentita ma a condizione che gli effetti complessivi siano i medesimi di quelli configurabili nell'ipotesi in cui i professionisti che hanno reso i servizi in questione avessero effettuato direttamente lo sconto in fattura al committente (il contribuente, beneficiario dell'agevolazione): pertanto, dal fatto che venga posta in essere questa (di per sé legittima) “triangolazione” non devono discendere alterazioni di sorta (degli effetti fiscali) rispetto a ciò che accadrebbe in presenza di un rapporto diretto fra contribuente e professionista. Ciò significa che non possono diventare “detraibili”, con tale “triangolazione”, quote di costi che detraibili non sarebbero nel caso di fatturazione diretta al contribuente ed è questa la ragione per la quale, comprensibilmente, l’AdE pretende una “esplicitazione” ed una accurata documentazione dei costi che vengono riaddebitati dal GC al contribuente.

In sostanza, nel caso in cui il contratto sia stipulato tra il GC e il professionista, i corrispettivi spettanti per il servizio professionale reso vanno fatturati dai singoli professionisti al "contraente generale" e da quest’ultimo vengono poi analiticamente riaddebitati al contribuente che, quindi, riceve dal "GC" una o più fatture recanti l'indicazione di detti corrispettivi per la prestazione di servizi da esso GC acquistati per conto del committente.

 

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Mandato con rappresentanza dal Committente al GC

Può però accadere che il Committente, dopo avere conferito direttamente un incarico professionale (ad es., ma non solo, al progettista e al direttore dei lavori), concordi con il GC che sia quest’ultimo a dover effettuare i relativi pagamenti in nome e per conto dello stesso committente.

In questo caso il professionista deve emettere la fattura a nome non del GC ma del Committente (essendo quest’ultimo, in questa ipotesi, ad averlo incaricato).

Il GC dovrà poi riaddebitare al Committente l’importo pagato (dal GC al professionista), ma in questa ipotesi senza applicazione dell’IVA in quanto si verte nella particolare fattispecie del riaddebito de “le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e
 per conto della controparte, purché regolarmente documentate”, che l’art. 15, comma 1, n. 3 del D.P.R. 633/1972 esclude espressamente dalla base imponibile IVA.

Spese di coordinamento o regia non detraibili ai fini dei bonus

E’ importante che sui compensi professionali riaddebitati non vengano applicati dal GC ricarichi “impliciti” a titolo di margine per la propria attività di coordinamento dei professionisti e di eventuali altre imprese coinvolte nell’intervento, poiché tali ricarichi non sono considerati detraibili dall’AdE, in base alla formulazione delle norme di legge, ai fini del Superbonus.

Laddove il GC intenda applicare ricarichi dovrà dichiararlo nel contratto di appalto e fatturare tali componenti economiche in modo esplicito e distinto e queste componenti, come detto, non saranno detraibili, così come, sempre secondo l’AdE, non lo sono gli eventuali compensi per l’applicazione dello “sconto in fattura” o per la cessione del credito né (Agenzia delle entrate, circolare n. 30/E/2020) quelli per l’attività straordinaria di coordinamento svolta dagli amministratori condominiali in occasione di siffatti interventi (e dei lavori di amministrazione straordinaria condominiale più in generale) che, di regola, viene loro remunerata con specifici compensi deliberati a percentuale o in importo fisso da parte delle assemblee condominiali.


I servizi di Smart 24 TEC

Per approfondire:

All'interno della piattaforma Smart 24 Tecnici l’approfondimento “Decreto Antifrode, novità e modalità applicative”.

Lo speciale:

SUPERSISMABONUS 110% E GENERAL CONTRACTOR NEGLI ULTIMI CHIARIMENTI DELLA COMMISSIONE DI MONITORAGGIO

Il punto sulle ultime questioni relative al supersismabonus 110% esaminate dalla Commissione consultiva per il monitoraggio dell’applicazione del D.M. 58 del 28 febbraio 2017:  l’ammissibilità al beneficio fiscale di interventi su elementi strutturali, o situazioni particolari poste anche al di fuori dell’area di sedime dei fabbricati interessati, il cui degrado strutturale può essere causa di rischio per i fabbricati stessi e i Contraenti Generali e le attività professionali riservate.

A cura di Stefano Baruzzi

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