Rischio incendio coperture: un aspetto da considerare nel caso di tetti ventilati

In questo articolo viene affrontato in linea generale il tema degli incendi di tetti ventilati. Più nel dettaglio, si affronta il tema dell’incendio del tetto ventilato derivato da camino che, pur non essendo sempre la causa scatenante dell’incendio, rappresenta certamente una delle maggiori criticità.

L’installazione e la scelta dei materiali corretti è un passaggio fondamentale che scongiurerà la possibilità di un incendio così come la corretta manutenzione e pulizia dei camini.


Sicurezza al fuoco del tetto ventilato: gli aspetti da non sottovalutare

L’incendio di un tetto ventilato di un edificio è un evento molto più frequente di quanto si immagini e può avere conseguenze molto gravi sui beni materiali e sulle persone. La natura tecnologica e il principio fisico che governa il funzionamento del tetto ventilato lo rende estremamente vulnerabile in caso di incendio. In caso di incendio infatti, il tetto ventilato consente un approvvigionamento e un flusso costante di aria e ossigeno all’incendio e una rapida propagazione di fumo e calore e dell’incendio.

Lo spegnimento e il controllo dell’incendio risulta quindi spesso molto complicato per le squadre VVF.

 

Tetto ventilato a fuoco-Intervento dei vigili del fuoco

Incendio Tetto – Immagine Proprietà VVF.

 

Statistiche VVF sugli incendi di tetti e coperture

L’incendio del tetto ventilato è un tipo di intervento comune per i Vigili del Fuoco nel panorama italiano.

Da un’analisi delle statistiche ufficiali dei VVF, di cui sotto è riportato un estratto, si può notare un alto numero di incendi camino un alto numero di incendio tetti e coperture

Tralasciando gli incendi dovuti al problema delle installazioni dell’impianto fotovoltaico una grande parte degli incendi tetto sono dovuti a difetti del camino. Chi scrive ha avuto modo di toccare con mano questo fenomeno, avendo operato come Vigile Del Fuoco in passato, e la maggior parte degli incendi da tetto che sono stati affrontati avevano avuto come innesco proprio la camino.

Dal punto di vista statistico inoltre tali incendi si verificano maggiormente nella stagione invernale quando le canne fumarie vengono maggiormente utilizzate per riscaldarsi.

 

Le cause scatenanti degli incendi

Estratto annuario statistico ufficiale VVF 2020.

 

Gli incendi di copertura: quando la causa sono i difetti del camino

Innanzitutto, occorre ricordare un fattore importante: il camino è un dispositivo che trasporta energia termica dalla zona di combustione all’esterno dell’edificio, per questo motivo è intrinsecamente una fonte di innesco per materiali circostanti. 

Si possono classificare gli incedi derivanti da camino in questo modo:

  1. Incendio derivante da perdite lungo il camino. Le perdite possono essere fumi e gas caldi o scintille che innescano in materiale all’esterno del camino.

  2. Incendio per surriscaldamento derivante dal contatto della parte esterna del camino con materiali combustibili posti in aderenza o nelle vicinanze dello stesso. A tal proposito si ricorda come un materiale può innescarsi anche per irraggiamento, quindi l’assenza di “contatto” tra materiale combustibile e camino surriscaldato non garantisce il non innesco del materiale combustibile.

  3. Incendio da fuliggine. In questo caso la fuliggine depositata lungo le pareti del camino si innesca e genera un incendio all’interno del camino stesso.

L’incendio derivato da fuliggine è sicuramente una situazione pericolosa dato che l’incendio e quindi la fiamma non è più all’interno della zona di combustione, ma si è sposta lungo il condotto. Le fiamme possono raggiungere valori di temperatura elevati e mettere in crisi la struttura del camino. Tali incendi sono generalmente correlati alla presenza di combustibili solidi portati per natura ad avere nei propri prodotti della combustione particolato solido che finisce per accumularsi sulle pareti del condotto.

Tale tipologia di incendio può presentarsi in tutte le tipologie di canne fumarie siano esse di progettazione recente, o di tipo “classiche” in laterizio.

L’incendio derivato da perdite di gas e surriscaldamento è in genere più frequente nelle nuove soluzioni costruttive dove la complessità delle stesse e la necessità di una perfetta posa in opera possono fare emergere criticità in opera e/o di progettazione. 

Le canne fumarie “classiche” infatti si difendono meglio da questo tipo di problematiche essendo in genere ben strutturate con spessori “importanti” che limitano il rischio di fughe e che ben isolano dal calore sia grazie allo spessore che grazie al materiale stesso (per esempio laterizio) che posseggono un buon comportamento al fuoco.

 

Cosa ci dice la normativa a riguardo

Per quanto riguarda ai materiali da costruzione è obbligatorio impiegare esclusivamente materiali in possesso di marcatura CE, come D.P.R. 246/03 oppure materiali in possesso delle relative norme armonizzate di prodotto. In caso di assenza di norme armonizzate è consigliante l’utilizzo di materiali o sistemi in possesso di Benestare Tecnico Europeo “ETA”. Senza entrare troppo nel dettaglio del ventaglio normativo, per l’argomento del presente articolo occorre citare la Norma UNI EN 1443:2019: Camini - Requisiti generali.

Innanzitutto, occorre specificare che dal punto di vista degli incendi associati ai camini vengono considerati due tipi di incendio:

  • Incendio esterno al camino per surriscaldamento;
  • Incendio fuliggine (interno camino).

Per la resistenza al fuoco dall'interno all'esterno derivante dalle normali condizioni di funzionamento, la temperatura massima dei materiali combustibili adiacenti non deve essere maggiore di 85°C quando correlata a una temperatura ambiente di 20°C. La distanza dai materiali combustibili deve essere verificata mediante una prova in conformità

Per la resistenza al fuoco da interno a esterno a seguito di fuoco di fuliggine, la temperatura massima dei materiali combustibili adiacenti non deve essere maggiore di 100°C quando correlata a una temperatura ambiente di 20°C, sottoposta a prova ad una temperatura di 1.000°C per un periodo di 30 minuti. Anche in questo caso la distanza dal materiale combustibile deve essere verificata mediante una prova in conformità 

Più in generale e in base alle due tipologie di incendio descritte, la norma prevede una classificazione che tiene in considerazione di:

  • Classe di Temperatura Txxx (Temperatura nominale dei fumi che percorrono il camino);
  • Distanza da materiali combustibili Gxx (distanza in mm dal camino);
  • Sottoposto a prova di incendio di fuliggine oppure no (G = sì, O = no).

Esempio di designazione:

NORMA – T400 – P2 – W – G50

Dove dal punto di vista incendio T400 significa che i fumi e gas di combustione possono essere al massimo 400°C, che il camino è testato per resistenza a fuoco da fuliggine e che la distanza di eventuali materiali combustibili deve essere di almeno 50 mm.

Si ricorda come esistano norme anche specifiche per il tipo di canna fumaria che specificano anche condizioni e requisiti di installazione.

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Si ringrazia la Safety Fire per la gentile collaborazione