Cos’è e come funziona il Dibattito Pubblico

Il Dibattito Pubblico, obbligatorio per le opere contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è stato introdotto in Italia dal decreto legislativo 50/2016, con l’intento di coinvolgere il più possibile i cittadini e gli enti locali nell’accettazione di opere importanti.

Il Codice Appalti prevede infatti che sia svolto per grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale, aventi impatto sull’ambiente, sulle città e sull’assetto del territorio.

Solo alcune opere, la cui tipologia e soglia dimensionale sono state determinate prima dal decreto 76/2018 e poi ridimensionate dal decreto ministeriale 12/11/2021, devono essere sottoposte a Dibattito Pubblico.

 

Dal débat public francese al Dibattito Pubblico in Italia

Il débat public nasce in Francia nel 1995 con la Legge Barnier, in seguito a normative europee che preannunciavano la necessità di coinvolgere il pubblico nelle decisioni a tema ambientale: tra queste, la Dichiarazione di Rio del 1992 e la Convenzione di Aarhus del 1998. In Italia, invece, alcune Regioni hanno recepito e introdotto legislazioni per il Dibattito Pubblico, ad esempio la Regione Toscana con la Legge regionale 69/2007 e con la successiva legge 46/2013, o la Regione Puglia con la legge regionale 28/2017.

Solo con l’introduzione del PNRR l’Unione Europea ha richiesto obbligatoriamente il Dibattito Pubblico per le diverse tipologie individuate che rientrino nel Piano.

 

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Lo svolgimento

La Stazione Appaltante provvede a elaborare il Dossier di progetto, documento scritto in maniera chiara e comprensibile, non tecnica, che riprende gli argomenti portati nel PFTE e che descrive le soluzioni progettuali proposte e le valutazioni degli impatti sociali, ambientali ed economici: il dossier viene esposto al pubblico durante lo svolgimento del Dibattito, come base di presentazione e di discussione. 

Per indire e avviare un Dibattito Pubblico, la Stazione Appaltante invia alla Commissione Nazionale il Progetto di Fattibilità Tecnico-economica (PFTE), che include la descrizione degli obiettivi e le caratteristiche del progetto, e individua il Coordinatore, figura neutrale di parte terza, che ha il compito di progettare il percorso di svolgimento del Dibattito, pubblicando il Documento di progetto del dibattito pubblico, in cui sono stabiliti i temi di discussione, il calendario degli incontri e le modalità di partecipazione.

Inoltre, dopo la conclusione del percorso del Dibattito Pubblico, il Coordinatore redige la Relazione Conclusiva, in cui devono essere contenute informazioni dettagliate sullo svolgimento degli incontri, con particolare riferimento a critiche e proposte relativi al Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica e le loro motivazioni.

Infine, la Stazione Appaltante pubblica il Dossier conclusivo, documento che deve contenere, in modo intellegibile e chiaro, le eventuali modifiche da apportare al progetto e le ragioni che hanno portato al rifiuto di eventuali proposte.

PER APPROFONDIRE

Sulla pagina del CNDP - Commissione Nazionale Dibattito Pubblico è possibile trovare:

  • Le Raccomandazioni 1, 2 e 3 per il funzionamento del Dibattito Pubblico;
  • I Dibattiti Pubblici in corso e conclusi;
  • La normativa di riferimento del Dibattito Pubblico e della Commissione Nazionale.

questo link anche i riferimenti per la parte EU (il Next Generation EU).

 

Le opere sottoposte a Dibattito Pubblico in Italia

Finora si sono conclusi due Dibattiti Pubblici, ossia quello per il Lotto 3a della Circonvallazione di Trento e quello per la SS 693 Strada Scorrimento Veloce del Gargano - SS 89 'Garganica' - Collegamento Vico del Gargano-Mattinata. 

Attualmente ne sono in corso sette, ossia quelli per: SS 16 ‘Adriatica’ - Tronco Bari-Mola di Bari, Itinerario Gela-Agrigento-Castelvetrano, Linea Roma-Pescara con i Lotti 1 e 2, Tranvia Padova “SIR 2”, Linea AV Salerno-Reggio Calabria, Linea Orte-Falconara, Quadruplicamento Tortona-Voghera.

È da tener conto il fatto che le risultanze del Dibattito Pubblico hanno valore consultivo, ma non sono vincolanti per la Stazione Appaltante. 

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