Chi era Alessandro De Stefano: l’uomo, lo scienziato, l’amico

Il prof. Alessandro De Stefano ci ha lasciati nella notte tra il 12 e il 13 aprile scorso. Sandro, come tutti lo abbiamo sempre chiamato, se ne è andato in silenzio, più o meno come aveva lasciato l’università qualche anno fa, senza clamori. Chi lo ha conosciuto sa che Sandro non gradiva manifestazioni plateali, di sicuro non quelle provenienti dall’ambiente accademico. Con insistenza eravamo riusciti a organizzare una sessione a lui dedicata nella conferenza SHMII di Torino del 2015, evento di grande successo che Sandro aveva seguito personalmente. Eppure, in occasione del suo pensionamento, aveva tenuto molto a svolgere una lectio magistralis su tematiche di isolamento sismico che gli stavano a cuore.

 

Sandro e il Politecnico (di Rosario Ceravolo)

Sandro negli anni ha avuto innumerevoli rapporti di collaborazione scientifica e, del resto, oltre ad essere uno scienziato appassionato era anche una persona molto aperta e socievole nelle relazioni personali. Sono dunque tanti gli amici e i collaboratori che potrebbero ricordare a pieno titolo la sua figura. Io ho accettato di farlo per esser stato il suo primo dottorando e, cosa stupefacente, anche il suo primo tesista ufficiale. A dirla tutta, ai tempi del mio dottorato, Sandro già collaborava molto intensamente con Donato Sabia, con cui condivideva gli interessi per la sperimentazione dinamica e l’identificazione strutturale. Già allora l’ufficio di Sandro era costantemente affollato da tesisti e ospiti stranieri.

 

Alessandro De Stefano

Il primo docente di ingegneria sismica del Politecnico di Torino

Nato ad Asti nel 1945, Sandro si era laureato in Ingegneria Civile al Politecnico di Torino, dove ha poi compiuto tutta la sua carriera accademica, fino a diventare professore ordinario e docente di Ingegneria Sismica. È indubitabile che egli abbia avuto come riferimento scientifico principale il prof. Gian Mario Bo, di cui era stato assistente al corso di Ingegneria Sismica e Problemi Dinamici Speciali. Come è noto, Gian Mario Bo, scomparso prematuramente, è stato il primo docente di ingegneria sismica del Politecnico.

Sandro non ne parlava mai, però quando si trattò di intitolargli il laboratorio di “Dinamica e Sismica” non ebbe la minima esitazione. Le lezioni del suo corso riflettevano fedelmente l’impostazione data da Bo [1] e tuttora il corso di Ingegneria Sismica del Politecnico di Torino mantiene la stessa struttura. Mi sono sempre interrogato del perché non ne parlasse molto, ma probabilmente aveva una certa repulsione verso gli armamentari accademici, compresi quelli collegati al rapporto maestro-allievo. A supporto di ciò va detto che, ancora oggi, il nostro laboratorio di dinamica e sismica è caratterizzato da rapporti molto informali, improntati a quelli che soleva intrattenere Sandro.

Il corso di Ingegneria Sismica al Politecnico di Torino da sempre si caratterizza per una forte connotazione “dinamica”, che si spinge anche in aspetti specifici dell’identificazione e del controllo. D’altra parte la dinamica era una delle passioni di Sandro, che ne approfondiva le varie sfaccettature, da quelle teoriche fino a quelle sperimentali e numeriche. La dinamica e l’analisi dei segnali costituivano altresì il terreno di incontro e di scambio culturale con altre aree dell’ingegneria: gli interessi nel campo dell’identificazione dinamica e dei problemi inversi nascono a Torino già nei primi anni novanta, per merito del prof. Bruno Piombo, in campo meccanico, e di Sandro in campo civile [2,3,4].

Il passo dall’identificazione dinamica al monitoraggio della salute strutturale è breve, e infatti Sandro presto aprì la strada a una serie di applicazioni memorabili al monitoraggio continuo e periodico delle strutture. Soprattutto, egli intuì come l’analisi delle vibrazioni ambientali degli edifici potesse avere importanti ricadute nel monitoraggio non invasivo dei beni culturali [5]. È così che il monitoraggio delle strutture di interesse storico e artistico diventò gradualmente una delle specialità di elezione del nostro laboratorio.

Antesignano nell’uso dell’Intelligenza Artificiale nel campo dell’ingegneria strutturale

Sandro viene spesso considerato un antesignano nell’uso dell’Intelligenza Artificiale nel campo dell’ingegneria strutturale [6], come ricordato recentemente anche da Franco Bontempi in un’appassionata comunicazione. Di ciò mi considero testimone diretto, visto che mi convinse ad affrontare queste tematiche all’interno della mia tesi di dottorato [7]. A dire il vero, ricordo anche la difficoltà di comunicare al vasto pubblico l’importanza di alcune ricerche che poi, negli anni a venire, sarebbero diventate patrimonio di tutti.

Ma gli interessi scientifici di Sandro non si fermano qui. Per esempio i suoi primissimi lavori avevano riguardato la risposta sismica di serbatoi tronco-conici [8]. Inoltre negli anni svolse ricerche originali, a volte pionieristiche, nel campo del controllo passivo e dell’isolamento sismico alla base [9], della vulnerabilità sismica alla scala territoriale [10], della resilienza sismica [11], dei sensori [12], della protezione sismica e monitoraggio di edifici monumentali (la cappella della Sindone di Guarini, per fare solo un esempio) e ponti [13, 14] e molto altro. Negli ultimi tempi, anche dopo il pensionamento, il suo interesse scientifico, sempre vivo, si è rivolto soprattutto al trasferimento tecnologico.

 

La passione per i beni culturali e l’isolamento sismico (di Paolo Clemente) 

Conobbi Sandro all’Università di Trento nei primi anni 2000; ci presentò Oreste Bursi e fui sorpreso dalla sua disponibilità nei miei confronti. Ci eravamo appena conosciuti ma sembrava che lavorassimo insieme da tempo. Mi colpirono la sua gentilezza, la capacità di ascolto degli altri, l’apertura mentale, la modestia: tutte doti non certo comuni nel mondo universitario. In poco tempo capii che aveva anche conoscenze e doti tecnico-scientifiche immense. 

Nacque in pochi minuti un’amicizia destinata a durare nel tempo. Fu lui a introdurmi nell’International Society for Structural Health Monitoring of Intelligent Infrastructures (ISHMII), di cui era membro del consiglio, presentandomi a Farhad Ansari e Aftab Mufti; a lui devo anche la stima e l’affetto con cui sono stato accolto nella famiglia ISHMII. Insieme abbiamo organizzato il CSHM-2 Workshop “Weigh In Motion: Load Capacity and Bridge Performance”, svoltosi a Taormina nel 2008. Il suo impegno in ISHMII merita certamente un posto dominante tra le sue attività, come testimoniano le numerose manifestazioni di stima e affetto dei membri del consiglio nei giorni seguenti la sua scomparsa.

Abbiamo lavorato insieme inizialmente sul monitoraggio e l’identificazione strutturale nell’ambito dei beni culturali nell’ottica dell’operational modal analysis (OMA), successivamente anche in altri settori, tra cui l’isolamento sismico. 

Con riferimento al primo tema, abbiamo collaborato a diversi lavori, alcuni dei quali riportati in bibliografia [15,16,17] e, soprattutto, a un articolo sullo stato dell’arte dello structural health monitoring (SHM) nel campo nei beni culturali in Italia [18]. Eravamo accomunati dalla convinzione che il patrimonio culturale rappresentasse una fondamentale risorsa e un simbolo del percorso culturale del nostro paese e che la sua salvaguardia richiedesse di contemperare le esigenze di sicurezza con quelle di conservazione del valore storico e artistico. 

L’idea della “Struttura di isolamento sismico per edifici esistenti”

Su tali presupposti, analizzando il comportamento sperimentale del Palazzo Margherita a L’Aquila a seguito del terremoto del 2009 [19], nacque l’idea della “Struttura di isolamento sismico per edifici esistenti”, una piattaforma isolata sismicamente da realizzare sotto al piano delle fondazioni di un singolo edificio o di un aggregato strutturale, tipico dei nostri centri storici. Da una trincea scavata al lato dell’area d’interesse dove viene realizzata un’apposita struttura di contrasto, si inseriscono dei tubi affiancati per tutta la lunghezza interessata dall’intervento. Successivamente, si crea un piano di discontinuità in corrispondenza del piano diametrale orizzontale dei tubi stessi, dove vengono inseriti i dispositivi di isolamento sismico. Un doppio sistema di pareti laterali completa l’opera. La struttura, oltre a garantire livelli di sicurezza non perseguibili con tecniche tradizionali, offre il vantaggio di non toccare la struttura e, quindi, rispettare l’architettura dell’edificio sovrastante, inclusi eventuali locali sotterranei, aspetto di fondamentale importanza per gli edifici di interesse storico e artistico [20,21,22]. 

Con riferimento all’isolamento sismico, di particolare rilievo sono i suoi contributi nell’individuare le criticità da affrontare e nel proporre soluzioni migliorative sia sui singoli dispositivi sia sui sistemi di isolamento [23]. 

 

Concludendo...

Alessandro De Stefano lascia un esempio di pensiero originale, innovativo e indipendente. Avremo sempre a riferimento l’approccio sicuro e positivo con cui affrontava le varie problematiche scientifiche, così come la sua capacità di comunicare in modo rigoroso ma allo stesso tempo semplice i risultati delle sue attività. Ci mancheranno anche il suo sorriso, la sua educazione, la sua modestia. 

Ciao Sandro, riposa in pace. 

Bibliografia

  • [1] Bo G.M. (1984). Appunti di Dinamica Sismica (1984). CLUT Ed., Torino.
  • [2] Brincker R., De Stefano A., Piombo B. (1996). "Ambient data to analyze the dynamic behavior of bridges: a first comparison between different techniques", Proc. 14th International Modal Analysis Conference, Society for Experimental Mechanics (SEM), Dearborn, Michigan, 477-482. 
  • [3] De Stefano A., Sabia, D., Sabia, L. (1997). "Structural identification using ARMAV models from noisy dynamic response under unknown random excitation" - DAMAS 97, International Workshop, Euromech 365, University of Sheffield (UK), 419-428. 
  • [4] Bonato P., Ceravolo R., De Stefano A. (1997). “Time-frequency and ambiguity function approaches in structural identification”, J. Eng. Mech. (ASCE), Vol. 123(12), 1260-1267. 
  • [5] De Stefano A., Ceravolo R (2007). “Assessing the health state of ancient structures: the role of vibrational tests”. J. Intell. Mater. Syst. Struct. Vol. 18, 793–807, http://doi.org/10.1177/1045389X06074610. 
  • [6] Doebling S., Farrar C., Prime M., Shevits D. (1996). “Damage identification and health monitoring of structural and mechanical systems from changes in their vibration characteristics: A literature review”, Los Alamos National Laboratory, issue 1, 1-136, http://doi.org/10.2172/249299 
  • [7] Ceravolo R., De Stefano A., Sabia D. (1995). “Hierarchical use of neural techniques in structural damage recognition”, Smart Mater. Struct. Vol. 4, 270-80.
  • [8] De Stefano, A. (1983). “Sulla verifica antisismica approssimata dei serbatoi d’acqua tronco-conici in C.A.”, Atti dell’Istituto di Scienza delle Costruzioni, Politecnico di Torino. 
  • [9] Matta E., De Stefano A. (2009). “Seismic performance of pendulum and translational roof-garden TMDs”, Mech. Syst. Signal Process. Vol. 23, 908-921, http://doi.org/10.1016/j.ymssp.2008.07.007.
  • [10] De Stefano A., Sabia. D., Sabia L. (1999). “Probabilistic neural networks for seismic damage mechanisms prediction”, Earth. Eng. Struct. Dyn. Vol. 28, 807-821.
  • [11] Cimellaro G.P., Christovasilis I.P., Reinhorn A.M., De Stefano A., Kirova T. (2010) “L'Aquila Earthquake of April 6, 2009 in Italy: Rebuilding a Resilient City to Withstand Multiple Hazards”, Technical Report MCEER 100010.
  • [12] Ansari F., Giacosa L.M., Bassam A., Tennant A., Hongqiang J., De Stefano A. (2005). “Design of fiber optic based monitoring systems for cable-stayed bridges”, Proc. ISISS 2005: Innovation & Sustainability of Structures, Nanjing, China. 
  • [13] De Stefano A. (2009). “SHM actions on the Holy Shroud Chapel in Torino”, Encyclopedia of Structural Health Monitoring, Chapter 132, Wiley. 
  • [14] Ruocci G., Quattrone A., Zanotti Fragonara L., Ceravolo R., De Stefano A. (2012). “Experimental testing of a masonry arch bridge model subject to increasing level of damage”. In: Industrial Safety and Life Cycle Engineering (Wenzel H. ed.), Chapter 6, VCE Wien.
  • [15] De Stefano A., Clemente P. (2005). “S.H.M. on historical heritage. Robust methods to face large uncertainties”. Proc. of the 1st Int. Conference on Structural Condition Assessment, Monitoring and Improvement, (Perth, W. Australia, 12-14 Dec 2005), 09-22, CI-Premier Conference Organisation, Singapore.
  • [16] Rinaldis D., De Stefano A., Clemente P. (2006). “Design of seismic arrays for structural systems”. In Ou J.P., Li H. & Duan Z.D. (eds), Structural Health Monitoring of Intelligent Infrastructure (Proc. of the 2nd Int. Conference SHMII-2, Shenzhen, 16-18 Nov 2005), Vol. 2, 1447-1453, Taylor & Francis/Balkema, Leiden, The Netherlands. 
  • [17] De Stefano A., Clemente P. (2009). “Structural health monitoring of historical structures”. In Karbhari V.M. & Ansari F. (eds) Structural Health Monitoring of Civil Infrastructure Systems, Cap. 13, 412-434, Woodhead Publishing Ltd., https://doi.org/10.1533/9781845696825.2.412. 
  • [18] De Stefano A., Matta E., Clemente P. (2016). “Structural health monitoring of historical heritage in Italy: some relevant experiences”. J. of Civil Structural Health Monitoring, Vol. 6, No. 1, 83-106, Springer, online 23 Feb 2016,  https://doi.org/10.1007/s13349-016-0184-y. 
  • [19] Buffarini G., Cimellaro G., Clemente P., De Stefano A. (2011). “Experimental dynamic analysis of Palazzo Margherita after the April 6th, 2009, earthquake”. In: Gentile C. & Benedettini F. (eds), Experimental Vibration Analysis for Civil Eng. Structures (Proc. of EVACES’11, Varenna, 3-5 Oct 2011), 247-254, Starrylink Editrice, Brescia. 
  • [20] Clemente P., De Stefano A. (2011). "Application of seismic isolation in the retrofit of historical buildings". In: Brebbia C.A. & Maugeri M. (eds), 8th World Conference on Earthquake Resistant Engineering Structures, ERES 2011 (Chianciano, 7-9 Sep 2011), 41-52, WIT Press, Southampton, UK, Vol. 120, 1746-4498, https://doi.org/10.2495/ERES110041. 
  • [21] De Stefano A., Clemente P., Invernizzi S., Matta E., Quattrone A. (2015). “Innovative technique for the base isolation of existing buildings”. In: Papadrakakis M., Papadopoulos V., Plevris V. (eds), Computational Methods in Structural Dynamics and Earthquake Engineering (5th Int. Conf. COMPDYN 2015, Crete Island, Greece, 25–27 May 2015), Vol. 1, 377-387, National Technical University of Athens. 
  • [22] Clemente P., De Stefano A. (2015). “Adeguamento sismico di edifici d’interesse storico e artistico. Stato dell’arte e nuove proposte”. INGENIO, n. 40, Dossier marzo 2015, https://www.ingenio-web.it/5130-adeguamento-sismico-di-edifici-dinteresse-storico-e-artistico.  
  • [23] Martelli A., Clemente P., De Stefano A., Forni M., Salvatori A. (2014). “Recent development and application of seismic isolation and energy dissipation and conditions for their correct use”. Geotechnical, Geological and Earthquake Engineering, Vol. 34, 449-488, Springer Nature, https://doi.org/10.1007/978-3-319-07118-3_14. 

 

 

 

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